Ecco cosa c’è dietro la rissa per i Giochi del Mediterraneo

Alessandro Biancardi

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Ecco cosa c’è dietro la rissa per i Giochi del Mediterraneo
CHIETI. Sabatino Aracu desaparecido e pax dalfonsiana saltata: sono questi gli elementi decisivi per comprendere quello che sta succedendo ai Giochi del Mediterraneo. * ARACU NON HA DUBBI: «IL VILLAGGIO DEVE ESSERE CONSEGNATO»
Il primo è stato “dimenticato” da Forza Italia e criticato - nemmeno tanto velatamente - dal commissario governativo Pescante per la gestione di tutto quello che ruota attorno all'evento, la seconda è venuta meno per le note vicende giudiziarie del sindaco di Pescara nei rapporti con gli imprenditori.
Azzoppati i due garanti dell'operazione Almerìa, lo scontro tra i protagonisti della vicenda si è fatto sempre più aspro: una tregua è prevista fino al 26 giugno, inizio dei Giochi e nei giorni delle gare fino al 5 luglio. Poi, partiti gli ospiti internazionali, si preannuncia un altro luglio politico caldissimo ad un anno dagli arresti della Giunta Del Turco. Non si spiegherebbe altrimenti lo spettacolo kafkiano, incomprensibile ai più, andato in scena ieri a Chieti.

NIENTE SOLDI, NIENTE RICONSEGNA DEL VILLAGGIO ATLETI E TROPPE POLEMICHE

Primo atto: «Ci siamo rotti: il Villaggio degli atleti lo completiamo, ma non ve lo diamo. Troppe inadempienze di Regione, Comune, Università e di tutti gli Enti (Università, Asl, Ater, Adsu) che dovevano acquistare e non lo hanno ancora fatto. Anzi vi chiediamo pure i danni per le polemiche ed il danno di immagine».
In conferenza stampa la posizione di Gianni Di Cosmo a nome della Società “Villaggio Mediterraneo” non poteva essere più netta e chiara, rafforzata tra l'altro anche dalla presenza dell'avvocato Giancarlo Tittaferrante.
Secondo atto, nemmeno un'ora dopo: alla Mediateca del Campus universitario della d'Annunzio, in un altro incontro con la stampa, Mario Di Marco (Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo) e Marco Napoleone (General manager dell'Università) presentavano le manifestazioni dei cento giorni ai Giochi: «Ci saranno Mario Pescante, commissario governativo, Gianni Chiodi, presidente della Regione, i sindaci di Chieti e Pescara e tante altre autorità ed artisti per l'inizio del countdown» ha annunciato Di Marco.
Sullo sfondo sia le critiche feroci dell'assessore Mauro Febbo, da sempre ostile a quella che ritiene una forzatura edilizia del Comune di Chieti che ha reso edificabile un'ampia zona agricola, sia le recenti “benedizioni” della Giunta regionale di centrodestra, da Chiodi agli assessori Castiglione, Masci e Morra, questi ultimi venuti in visita al Villaggio e ripartiti con dichiarazioni entusiastiche.
Ma insomma: solo Di Cosmo un po' nervoso, la Giunta Chiodi allineata sulle scelte di Del Turco e Paolini, mentre Febbo si ritaglia il ruolo di solitario don Chisciotte contro i mulini a vento?

MA I GIOCHI SI “DEBBONO” FARE

Evidentemente c'è di più, molto di più di quello che si dice se si vuole comprendere perché questo scontro, visto che il Governo ha comunque deciso che i Giochi si “debbono fare” come vetrina diplomatica con il mondo arabo.
Non a caso è prevista la presenza di una folta delegazione libica (ben 150 partecipanti, rispetto ai 35 di Almerìa e con la prima squadra femminile del mondo islamico).
Forse la verità sta nel fatto che i costruttori impegnati in questo progetto ambizioso («tutti capitali abruzzesi» ha tenuto a precisare Di Cosmo) sono in affanno perché gli Enti non hanno acquistato alcuni edifici, come promesso.
Quindi la Società del Villaggio gioca la carta della mancata riconsegna della parte che interessa gli atleti per ottenere il tutto, cioè i capitali pubblici che l'ha “spinta” ad intraprendere questa iniziativa.
Ma sta anche nel fatto che Mauro Febbo, esponente di quella parte di Alleanza Nazionale che non “inciucia”, ha sempre sostenuto che riteneva impossibile per un Ente pubblico acquistare senza appalto.
Quindi in caso di un possibile interessamento della magistratura alla vicenda Giochi nel suo complesso potrà sempre dire «ve lo avevo detto».
E su questo versante ormai sono sempre di più gli spunti e gli indizi che parlano di diversi fronti investigativi che hanno come fulcro la gestione di finanziamenti e appalti dei Giochi del Mediterraneo.

I SILENZI E GLI ERRORI DI FORZA ITALIA MENTRE L'UNIVERSITÀ SI DEFILA

E Forza Italia?
Intanto ha “esiliato” Aracu, ma è stranamente assente in questo dibattito.
Forse paga gli errori di Quagliariello che, inviato in Abruzzo per bonificare il partito con una classe dirigente meno a rischio, si è invece appoggiato alla vecchia nomenklatura, che ora rischia di essere travolta dagli eventi.
Cosa che invece l'Università vuole evitare a tutti i costi, se si comprende a fondo il senso di quello che ieri Marco Napoleone ha detto: «La d'Annunzio è certamente interessata ad espandere il Campus, ma ricordate pure che è titolare del Prusst, che sarebbe il piano per costruire - ha sottolineato con estrema chiarezza, dopo un volo pindarico sulla pace come significato dei Giochi – noi ci siamo detti disponibili ad un acquisto di cosa futura ed abbiamo istituito una Commissione tecnica per valutare la congruità di quello che ci chiederanno. Solo allora compreremo».
Come dire, se minaccia bufera, noi abbiamo un'uscita di sicurezza:«non ci piacciono i pavimenti, gli edifici teneteveli pure».
Un esempio che rischia di essere contagioso per Ater, Asl ed Adsu (casa dello studente) che pressati potrebbero rimangiarsi gli impegni.
Per questo la Società del Villaggio ha messo le mani avanti ed ha chiarito che «ha sottoscritto la convenzione con il Comitato organizzatore e poi ha anticipato i soldi per costruire esclusivamente in ragione di questi impegni degli Enti».

Sebastiano Calella 17/03/2009 9.56

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ARACU NON HA DUBBI: «IL VILLAGGIO DEVE ESSERE CONSEGNATO»

CHIETI. Gli accordi sottoscritti per la messa a disposizione degli atleti del villaggio dei 16/mi Giochi del Mediterraneo devono essere rispettati.
Non vuole sentire storie il presidente del Comitato organizzatore di 'Pescara 2009', Sabatino Aracu, all'indomani dell'annuncio del presidente della società "Villaggio Mediterraneo spa".
«Fra il Comitato che presiedo, il Comune di Chieti e la società Villaggio Mediterraneo - ha precisato Aracu - esiste una convenzione che non può essere ignorata né disattesa. Tra gli accordi in essa sottoscritti non risulta il benché minimo obbligo di acquisto a carico di enti istituzionali, mentre esiste il vincolo a costruire ed a consegnare l'opera edilizia nel rispetto del cronoprogramma e degli oneri pattuiti».
«Il Villaggio - ha aggiunto - dovrà essere messo a disposizione degli atleti gratuitamente per l'intero periodo dei Giochi. E' inammissibile minacciare di non dare gli alloggi agli atleti a meno che ciò non voglia coprire ritardi nella costruzione non più recuperabili».
Bisognerà adesso attendere una replica di Di Cosmo che ieri sembrava più convinto che mai.
Intanto il sindaco di Chieti Francesco Ricci ha convocato per domani alle ore 11.30 presso la Prefettura di Chieti, il collegio di Vigilanza sull'esecuzione dell'Accordo di Programma per la realizzazione del Villaggio.
Parteciperanno il prefetto Vincenzo Greco e il presidente della Provincia Tommaso Coletti.
All'incontro sono stati invitati a partecipare anche Gianni Di Cosmo e gli assessori comunali Valter De Cesare e Luigi Febo.
«Domani», annunciano dal Comune, «al termine dell'incontro sarà data una comunicazione in merito alla situazione del Villaggio».
Sarà la parola definitiva a 100 giorni dall'inizio dell'evento.

17/03/2009 15.04