Riordino enti locali: ecco la proposta del centrosinistra

Alessandro Biancardi

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Riordino enti locali: ecco la proposta del centrosinistra
REGIONE. «All’ordine del giorno del Consiglio Regionale di domani, martedì 17 marzo, ci sarà anche il progetto di legge avente a oggetto ‘Principi generali in materia di riordino degli Enti Regionali’».
Lo ha annunciato il Capogruppo IdV Carlo Costantini nel corso della conferenza stampa del centrosinistra alla Regione Abruzzo che si è svolta oggi presso la Sala ‘Azzurra' della Giunta regionale, in viale Bovio a Pescara. Presenti anche il Capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro e i consiglieri regionali Marinella Sclocco (Pd) e Camillo Sulpizio (IdV).
Questi gli emendamenti contenuti nella proposta Costantini appoggiata dal centrosinistra.
Dovranno rimanere fuori dalla amministrazione degli enti e delle società regionali, oltre che dagli organi di revisione contabile, i «rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione e i condannati in primo grado per delitti non colposi, oltre che per reati ambientali o derivanti dalla violazione delle norme in materia di infortuni sul lavoro».
La proposta di legge in discussione prevede anche la sostituzione dei consigli di amministrazione delle aziende regionali con amministratori unici; lo stop alle società regionali che si moltiplicano facendo shopping di altre società («gli acquisti fallimentari operati dall'Arpa negli anni 2000 – 2005 sono emblematici», ha detto Costantini); alle società controllate potrà essere consentito solo in presenza di esplicita e motivata disposizione della Regione.
«La legge ferma», ha aggiunto il consigliere dell'Idv, «la proliferazione degli enti e delle società regionali: per ogni singolo settore di competenza della regione potrà essere costituito non più di un ente o società. In presenza di comprovate e insuperabili esigenze organizzative potrà prevedersi una loro articolazione territoriale. Per le nomine degli amministratori non più una generica pregressa esperienza, come proposto dal PdL, ma una pregressa esperienza maturata nel settore specifico di riferimento (il caso del giornalista Diaconale recentemente nominato alla Presidenza del Parco del Gran Sasso rende assolutamente necessaria questa precisazione)».
Viene inoltre previsto un tetto insuperabile ai compensi di amministratori di enti e società regionali, che non potrà in nessun caso superare il 40% dell'indennità lorda del Consigliere Regionale («per la riduzione delle indennità dei Consiglieri Regionali e per la definitiva eliminazione del “vitalizio” ho da circa 20 giorni depositato uno specifico disegno di legge», ha spiegato Costantini).
Viene anche previto un divieto di cumulo tra le indennità di carica degli amministratori locali e i compensi derivanti dalla amministrazione o dal controllo contabile di enti e società regionali mentre i commissari da nominare nei vari enti in attesa dell'approvazione delle singole leggi di riordino del settore dovranno essere dipendenti della regione o di enti regionali; solo in caso di comprovata impossibilità di far ricorso al personale interno, potrà farsi ricorso a commissari “esterni”.

16/03/2009 16.46