sabato 30 agosto 2014

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Valentinetti consegna i "dieci comandamenti" ai politici

I VIDEO PESCARA. Si è svolto questa mattina, all’Oasi dello Spirito, l’incontro con i politici locali voluto da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne. Il Vescovo ha consegnato loro un decalogo che unanimemente è stato definito un documento «laico ed importante».
Il documento intitolato “Al servizio del bene comune” è stato redatto dalla Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana per invitare i politici ad una seria riflessione «per un esame di coscienza che può costituire la base del rilancio per tutti».
Il decalogo era su ogni sedia e in copertina l'immagine di San Michele che pesa le anime.
La sala era piena. I visi noti della politica erano tantissimi.Si può dire che c'era il gota della politica regionale. La presenza era assolutamente bipartisan. Il consiglio comunale pescarese era quasi al completo, compreso il vice sindaco Camillo D'Angelo. Era presente anche il presidente della Provincia Giusppe De Dominicis, l'assessore alle Politiche Agricole Mauro Febo.
Probabilmente tutti hanno visto nell'invito di monsignor Valentinetti la volontà di costruire e non di ergersi a giudice, come è specificato anche nel documento consegnato ai politici. Dopo l'efficace e accorato intervento del Vescovo, la parola è passata anche ai politici presenti. L'atteggiamento prevalente negli interventi è stato quello del “mea culpa” in senso lato e rivolto all'intera classe politica. Il clima invocato ed ottenuto è stato quello dell'estrema serenità. Ma un'estrema serenità che talvolta ha, di fatto, sfiorato il retorico, il politichese e la frase di circostanza. Pochi sono stati gli interventi che hanno attaccato, con toni sempre pacati, il malcostume imperante in Abruzzo. Nessun nome e nessun riferimento alle vicende giudiziarie.



VALENTINETTI: «BENE COMUNE, RESPONSABILITA' E SERVIZIO»

Monsignor Valentinetti ha dichiarato subito che lo spunto dal quale è nato un documento che tanto assomiglia alle tavole dei dieci comandamenti è la «disaffezione del cittadino nello scegliere chi deve governarlo». Tra i punti più importanti del decalogo si trovano parole come: partecipazione, trasparenza, responsabilità, rispetto, legalità, coerenza, merito, limite di mandato.
Si dice “no” invece alla corruzione, alla rissa, alla calunnia e al clientelismo.
«Il cristiano deve vivere il Vangelo non solo nella sua interiorità, ma deve viverlo nella storia- ha continuato il Vescovo- e il politico deve prendersi le proprie responsabilità».
Le tre parole chiave, sulle quali il Vescovo ha insistito sono state: bene comune, responsabilità e logica del servizio.
«Il politico deve tralasciare gli interessi personali e vedere tutte le sue azioni nell'ottica del bene comune», ha detto Valentinetti.
«Basta con le campagne elettorali perenni, venite eletti dovreste assumere un atteggiamento di responsabilità», ha spiegato così l'uso della parola responsabilità tra le tre parole chiave. Il Vescovo ha concluso il suo breve, ma pregnante, intervento richiamando l'attenzione sulla logica del servizio perchè «la politica è la più alta forma di carità».

«TRE PRIORITA': SANITA', AMBIENTE E GIOVANI»

Oltre ai tre principi generali ai quali i politici dovrebbero ispirarsi, il Vescovo Tommaso Valentinetti ha voluto indicare tre priorità per la regione.
«Non voglio dare ricette ma si dovrebbe guardare ad una sanità che non guadagna ma che aiuta, ad una grande sfida educativa ed a ripristinare il modello dell'Abruzzo come regione verde d'Europa», ha sintetizzato così il Vescovo tracciando le linee guida per la politica. Forse, nessuno dei presenti aveva fatto caso all'immagine posta sulla copertina del documento, mentre su di questa il Vescovo ha voluto richiamare l'attenzione dicendo con tono scherzoso: «si tratta di San Michele che pesa le anime», lasciando all'immaginazione ogni considerazione.



LE REAZIONI DEI POLITICI PRESENTI

Finito l'intervento del Vescovo, è stata la volta dei politici presenti. Gli interventi hanno avuto un comune denominatore ovvero la piena condivisione del documento, ma quasi tutti ne hanno lamentato il ritardo. La domanda è stata: ci voleva un decalogo della Conferenza Episcopale per evitare che la corruzione dilagasse all'interno delle istituzioni? Parrebbe di sì, almeno stando ai commenti dei politici che hanno definito il decalogo «un documento di rottura» come ha sottolineato il consigliere regionale Maurizio Acerbo (RC).
Invece il presidente della provincia Pino De Dominicis (PD) ha parlato di costi della politica e della poca credibilità che avrebbe un parlamentare nel parlare di redistribuzione dei redditi a favore delle fasce più deboli «quando lo stesso parlamentare costa troppo ai cittadini», ed ha aggiunto che sarebbe all'esame del consiglio provinciale un codice etico, già approvato in giunta.
Il vicesindaco di Pescara, Camillo D'Angelo, ha parlato del suo conflitto interiore con la religione. «Il documento è un grande documento laico», ha detto, «la politica non deve mai usare le religioni come strumento di lotta. Non si deve credere in qualcosa e poi praticare altro. Il principio a cui mi ispiro, come persona impegnata in questa fase della mia vita, è il bene comune preferendo il dialogo allo scontro».
Di approvazione di un codice etico, anche a livello regionale, ha parlato il governatore Gianni Chiodi in una missiva inviata al vescovo per scusarsi dell'assenza.

Manuela Rosa 14/03/2009 14.51





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16/03/2009 - 09:12

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