Ecosistema scuola, abruzzesi ancora sotto la sufficienza

Alessandro Biancardi

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IL RAPPORTO. Sono stati resi noti i dati scaturiti dal nono rapporto di Legambiente sull’edilizia e i servizi scolastici nel nostro Paese “Ecosistema Scuola 2009”.

IL RAPPORTO. Sono stati resi noti i dati scaturiti dal nono rapporto di Legambiente sull'edilizia e i servizi scolastici nel nostro Paese “Ecosistema Scuola 2009”. In assenza dei dati dell'Anagrafe Nazionale dell'edilizia scolastica rappresenta l'unica ricerca sullo stato degli edifici scolastici italiani, ed è stata realizzata attraverso l'elaborazione dei dati forniti da 95 amministrazioni comunali (che hanno competenze sulle scuole primarie e secondarie di primo grado) e 62 provinciali (che hanno competenze sugli istituti superiori) sull'analisi di tre principali parametri: la qualità della struttura degli edifici in termini di età e di idoneità all'attività scolastica, i servizi e le buone pratiche ambientali e, infine, i rischi ai quali sono esposti gli istituti.
Ancora una volta è Prato il comune italiano con le scuole migliori per sicurezza degli immobili e qualità dei servizi offerti agli studenti. La città toscana si piazza così per il quarto anno consecutivo al primo posto della classifica di Ecosistema Scuola 2009 di Legambiente, seguita da Biella, Terni, Lecce, Forlì, Livorno, Parma e Firenze.
Dal dossier emerge che la provincia ad avere il punteggio più alto in Abruzzo sulla qualità edilizia degli edifici è quella dell'Aquila, che si colloca 37esima sulle 85 province che hanno inviato i dati completi. Situazioni molto mediocri anche per Pescara, che si aggiudica il 73esimo posto, e per Teramo, addirittura al 77esimo. Chieti è “rimandata a settembre” insieme alle altre province che hanno inviato i dati incompleti.
Sono state 62 le amministrazioni provinciali competenti in materia di gestione delle scuole superiori a rispondere all'edizione 2009 di Ecosistema Scuola: questi dati, incrociati con i Comuni, riportano L'Aquila al 46 posto nella classifica nazionale per quanto riguarda le pratiche ecocompatibili (ad es. raccolta differenziata), mentre Pescara è al 77esimo posto su 85, sempre seguita di pochi posti da Teramo, che è all'80esimo.
«I 22.129 studenti abruzzesi e il personale scolastico che ruota intorno a loro hanno il diritto di studiare e lavorare in edifici sicuri – dichiara il presidente di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo – Nonostante alcuni tragici fatti di cronaca abbiano posto all'attenzione dell'opinione pubblica lo stato di emergenza dell'edilizia scolastica nel nostro Paese, dalla situazione rilevata emerge invece che l'Abruzzo investe ancora troppo poco: il 34,82% degli edifici scolastici ha ancora bisogno di manutenzione urgente, e si tenga conto che quasi la metà di quelli presenti sul territorio, il 43,40%, ha più di trentacinque anni. Se nessuno degli edifici presenta strutture con radon, l'8,7% rappresenta un caso certificato di amianto e il 65% degli edifici è a rischio sismico. Pianti elettrici a norma e scale di sicurezza per oltre la metà (63,01% e 53,42) ma non per tutti, pochissimi sono in possesso di un certificato di prevenzione incendi (12,5%) e nessuno ha dichiarato di avere un certificato di agibilità igienico-sanitaria».
«Le scuole hanno il dovere di essere più ecologiche – ammonisce la direttrice di Legambiente Abruzzo, Rebecca Virtù – Nessuno degli 8900 pasti serviti nelle mense abruzzesi contiene elementi interamente biologici, e una parte minima delle scuole (5,18%) utilizza fonti di energia rinnovabili, anche se tutte hanno dichiarato di utilizzare fonti di illuminazione a basso consumo. La raccolta differenziata, inoltre, sembra essere adottata solo per la carta (72,73%), le pile (45,45%), l'organico (18,18%) e i toner e le cartucce per le stampanti (90,91%)».
«Ormai da qualche anno affianchiamo Legambiente nelle scuole nell'attività di sensibilizzazione sui temi del risparmio e dell'efficienza energetica – ha dichiarato alla presentazione nazionale del dossier Umberto Quadrino, amministratore delegato di Edison - Oggi desideriamo sottolineare che è necessario passare dalle parole ai fatti, intervenendo certamente sull'educazione degli uomini del futuro ma anche sulle strutture in cui i nostri ragazzi crescono. Se si intende operare sulla qualità delle nostre scuole è importante tenere conto anche della necessità di investire per recuperare gli sprechi energetici e rilanciare l'efficienza, come ci chiede anche il protocollo di Kyoto».
14/03/2009 10.01