Petrolio, la trovata del Pd per fermare nuovi insediamenti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Gruppo del Pd ha presentato una nuovo iniziativa per scongiurare la trasformazione della Regione in distretto petrolifero. IMPRONTE: «LA PROPOSTA NON E’ DEL PD»

PESCARA. Il Gruppo del Pd ha presentato una nuovo iniziativa per scongiurare la trasformazione della Regione in distretto petrolifero.

IMPRONTE: «LA PROPOSTA NON E' DEL PD»Ieri la presentazione in conferenza stampa dal Gruppo consiliare regionale del Pd, alla quale hanno partecipate oltre al capogruppo Camillo D'Alessandro, i Consiglieri Ruffini, Sclocco, Di Luca, Caramanico.
Presenti i rappresentanti del WWF, Lega Ambiente, Comitato Nuovo Senso Civico.
«Stiamo combattendo su più fronti – ha detto il capogruppo D'Alessandro - una vera e propria azione concentrica politica e istituzionale d'intesa con le associazioni ed i cittadini».
«Oggi – ha spiegato il capogruppo - a seguito del convegno tenuto a Pineto, grazie al prezioso dibattito, con il sostegno di illustri giuristi, abbiamo predisposto una nuova iniziativa. Abbiamo definito una delibera di consiglio Comunale, che invieremo a tutti i Comuni d'Abruzzo, affinché esercitino un potere che la legge nazionale n.9 del 1991, all'art. 6 prevede».
Le amministrazioni pubbliche possono presentare istanza al Governo per chiedere la revoca delle concessioni già rilasciate per l'estrazione del petrolio “Ove sussistano gravi motivi attinenti al pregiudizio di situazioni di particolare valore ambientale o archeologico-monumentale, il permesso di ricerca può essere revocato, anche su istanza di pubbliche amministrazioni”, così recita la legge.
«L'intera regione – ha proseguito D'Alessandro - rappresenta per eccellenza, per il 33% del territorio destinato ai parchi, per il fatto che lo stesso Centro Oli ad Ortona dovrebbe sorgere proprio all'interno di una parco, un unicum ambientale, dunque sussistono i motivi da parte dei comuni e province per avanzare le istanze. Con le delibere degli Enti Locali la palla ripasserà al Presidente Berlusconi e vedremo cosa farà».
Nella scorsa legislatura, hanno ricordato i rappresentanti del Pd, D'Alessandro ha presentato legge che ha di fatto bloccato l'insediamento delle compagnie petrolifere, la Legge regionale n. 2 del 2008, integrata e modificata ad ottobre, con la legge regionale n. 14 del 2008.
Dopo le rassicurazioni di Berlusconi in campagna elettorale il governo ha impugnato la legge davanti alla Corte Costituzionale per presunti profili di incostituzionalità.
«Abbiamo il conforto di giuristi ed esperti», ha detto D'Alessandro, «e esistono tutte le condizioni per resistere e vincere alla Corte, ma dipenderà dal fatto se il presidente Chiodi andrà lì con il massimo della convinzione e con il conforto dei massimi professionisti disponibili a difendere le ragioni dell'Abruzzo, nelle more il progetto di legge presentato da Febbo va assolutamente accantonato. In caso contrario faremo ostruzionismo in commissione ed in aula».
La cosa ancora più grave, secondo D'Alessandro, è che il primo firmatario di quel «mostro di legge» sia proprio il presidente Chiodi, «che è venuto meno ad un impegno assunto, con una risoluzione approvata all'unanimità in Consiglio regionale nella prima seduta della nuova legislatura. Il suo impegno era quello di lavorare con il Governo per concordare correttivi, mentre oggi, al contrario presenta un progetto di legge che di fatto è un si al petrolio».

14/03/2009 9.53

IMPRONTE: «LA PROPOSTA NON E' DEL PD»

«La trovata del Pd per fermare nuovi insediamenti non è del Pd», assicura Enrico Gagliano dell'associazione Impronte. «A riprova di questo allego la presentazione nel corso di un pubblico convegno svoltosi a Giulianova lo scorso gennaio su iniziativa del locale Centro di Educazione Ambientale, retto da Gabriella Cassiani (presenti in sala L'On. Ruffini e il Sindaco di Pineto, Monticelli)».
La legge 9/91 viene richiamata a pag 40 della presentazione per invitare i politici in sala a farne buon uso e per prevenire l'installazione delle piattaforme della Petroceltic in mare a largo di Pineto, Silvi e Montesilvano.
«Sarebbe stato gradito che il Pd avesse ricordato non di chi fosse la peternità della "scoperta" (le medaglie non ci interessano) ma che il "là" era venuto dal mondo delle associazioni volontarie.
Tutto questo per la precisione».



16/03/2009 8.56