Asl Chieti: il difficile "taglia e cuci" per risparmiare 2 milioni

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Caro manager Mario Maresca, la Asl di Chieti deve risparmiare ancora 2 milioni di euro sul personale». «Caro Commissario governativo Gino Redigolo, mi piacerebbe poterlo fare, ma proprio non ce la faccio». * ASL PESCARA, COMPLETATA DIREZIONE STRATEGICA * ASL LANCIANO-VASTO, CAPOROSSI RIMETTE GLI ATTI ALLA MAGISTRATURA
Botta e risposta in due lettere scambiate in due giorni: Redigolo scrive l'11 marzo, Maresca risponde a stretto giro il 12, cioè il giorno dopo.
La prosa come sempre è aulica, come il burocratichese insegna, e un po' misteriosa, cioè solo per addetti ai lavori: Oggetto, 2, 1.4: Piano di rientro, ecc. ecc.
Ma la sostanza è bruta: intanto la consegna del bilancio consuntivo deve avvenire entro il 30 giugno, intima il commissario.
«Non ci sono problemi, è quasi pronto» replica il manager.
Poi l'affondo: ti devi adeguare per 2 milioni, cioè devi tagliare stipendi per questa cifra.
Facile a dirsi, un po' meno facile a realizzarsi. Ci sono due voci su cui agire – risponde il manager - il personale a tempo indeterminato non lo posso toccare e tanto meno posso ridurre gli stipendi.
Quindi qui la spesa è fissa. Ci sarebbero i dipendenti a tempo determinato, ma questi incidono, su base annua, solo per 600 mila euro.
Anche se li tolgo tutti, per arrivare a 2 milioni mancano 1 milione 400 mila euro. Senza dire che è difficilmente praticabile la via della riduzione degli incarichi o quella del loro riassorbimento, attraverso i pensionamenti.
Inoltre, se si mettesse mano a questo settore, ci sarebbero così tanti contenziosi legali da mettere in ginocchio le casse della Asl.
Il problema, che Maresca si riserva di illustrare al Commissario, ha origine nella sempre più sciagurata (per la Asl) gestione Conga.
Negli anni 2000 il manager di allora creò 190 strutture semplici e complesse, a capo delle quali nominò altrettanti responsabili.
Con il succedersi dei contratti di lavoro, queste posizioni sono diventate onerosissime per le casse Asl, che pagano indennità corpose ai medici così promossi.
Di questo si è accorto il Ministero del Tesoro che ha segnalato come a Chieti ci sia il 18% di dirigenti, a fronte di un 12% nazionale.
Di qui l'invito a tagliare per recuperare gli sprechi.
Cosa che in parte è stata fatta, tanto che gli incarichi si sono ridotti a 139 e probabilmente a fine anno saranno 120.
Insomma ci si arrampica sugli specchi, ma una volta già raschiato il fondo del barile, è difficile per la Asl risparmiare altre risorse sul costo del lavoro, come dirà Maresca a Redigolo in un prossimo incontro.
E probabilmente non sarà il personale la voce su cui recuperare: infatti si parte già da un dato sottostimato rispetto al fabbisogno di unità lavorative, visto che Conga ha perso circa 1000 posti di pianta organica. Allora si preferiva il precariato che oggi è diventato un problema drammatico.

Sebastiano Calella 13/03/2009 8.53

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ASL PESCARA, COMPLETATA DIREZIONE STRATEGICA

PESCARA. Il neo manager della Asl, Claudio D'Amario ha nominato Ferdinando Guarino e Tea Di Pietro, rispettivamente direttore sanitario e direttore amministrativo dell'azienda.
Guarino, primario di geriatria a Lanciano e già direttore sanitario della Asl tra il 2002 ed il 2004, prende il posto di Stefano Boccabella, che comunque continuerà a prestare servizio nell'azienda; mentre Di Pietro, attualmente responsabile dell'Ufficio approvvigionamento beni e servizi, sostituisce Giovanni Bladelli.
Il manager ha sottolineato che con le due nomine si completa la direzione strategica dell'azienda, tenendo però a precisare che per i loro predecessori non si è trattato di una "bocciatura", ma di scadenza naturale delle collaborazioni.
Riguardo ai problemi della sanità e alla questione del risanamento, D'Amario ha sottolineato che «la prima cosa da fare è ridare una organizzazione» al settore.
Nel caso specifico della Asl di Pescara, ha detto di aver trovato «un'assenza di organizzazione», da cui ora si dovrà ripartire.
Per quanto concerne i problemi legati alle liste d'attesa, D'Amario ha spiegato che le soluzioni sono diverse: l'ottimizzazione dell'utilizzo delle biotecnologie; l'utilizzo corretto dei sistemi informativi; il decentramento di alcune prestazioni anche quelle di carattere amministrativo e soprattutto dare precedenza alle patologie più frequenti.
«In ospedale - ha sottolineato - deve entrare la patologia e non il malato».
Sulla questione dei precari, ha fatto presente che l'azienda «si muoverà con trasparenza e solidarietà», evidenziando che in passato sono stati commessi degli errori.
La responsabilità di questa condizione, per il manager, non va comunque addebitata all'ultima gestione dell'azienda «che ha dovuto parare i colpi».
D'Amario ha poi ribadito che «appena ci sarà il decreto ministeriale per la sanatoria, gli aventi diritto saranno sanati».

13/03/2009 9.22

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ASL LANCIANO-VASTO, CAPOROSSI RIMETTE GLI ATTI ALLA MAGISTRATURA

LANCIANO. La direzione della Asl rimetterà nei prossimi giorni alla Guardia di Finanza gli atti del concorso per 6 posti da collaboratore amministrativo, che si è concluso a fine 2008.
Nei mesi scorsi era stata la stessa Azienda a segnalare all'autorità giudiziaria l'esistenza di lettere anonime contenenti pesanti illazioni sul corretto svolgimento della selezione.
Si richiese anche la presenza degli uomini delle Fiamme Gialle, sia nella fase di svolgimento che di correzione della prima prova (test di pre-selezione), a cui avevano preso parte 308 concorrenti, a fronte di 650 domande pervenute.
Alla prima erano seguite, poi, la prova scritta, quella pratica e l'orale, ognuna delle quali aveva sfoltito il numero dei candidati, fino ad arrivare alla graduatoria finale, che ha dichiarato idonei 33 partecipanti.
Di questi, i primi 5 sono stati assunti a tempo determinato lo scorso gennaio, e un altro lo sarà a partire dalla metà di marzo.
«La nostra è stata una selezione severa, limpida, che si è svolta nel più assoluto rispetto delle regole e finalizzata ad acquisire professionalità qualificate da inserire nei servizi amministrativi, dove il personale è sottodimensionato e con fatica si riesce a dare il necessario supporto a un'attività divenuta assai intensa – sottolinea il manager Asl Michele Caporossi –: per migliorare l'assistenza è necessario progettare e realizzare nuovi spazi, dotarli delle necessarie attrezzature e, per quanto possibile, di personale. E' evidente, quindi, la necessità di assicurare agli uffici la dotazione organica minima per seguire con efficienza le centinaia di procedure avviate, che richiedono competenze specifiche».
Caporossi spiega anche di aver voluto «stroncare fin dall'inizio» ogni sospetto adombrato sul non corretto svolgimento del concorso, «segnalando per primi alle autorità competenti l'esistenza di lettere tese a creare una clima poco sereno tra i concorrenti. Non avendo nulla da temere, ora stiamo preparando tutti i documenti relativi agli elaborati della prova scritta e di quella pratica da consegnare agli inquirenti, affinché ogni passaggio possa essere verificato dissipando eventuali dubbi, seppur insinuati in malafede forse proprio da qualcuno che avrebbe desiderato partecipare a una prova truccata per trarne vantaggio. Questo è un costume che è stato sempre estraneo a questa Direzione, che ha fatto della legalità e della trasparenza i principi inderogabili a cui ispirare ogni atto».

13/03/2009 9.44