Chiodi mostra i numeri della crisi e chiede «una politica di rigore»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Numeri, numeri e debiti. Dati esorbitanti da far girare la testa quelli presentati questa mattina dal governatore Gianni Chiodi. LA CURA CHIODI: «TAGLIARE GLI STIPENDI PER FRENARE IL DEFICIT»


Nel corso degli ultimi sette anni il totale dell'indebitamento regionale (costituito dalle voci: disavanzo di amministrazione, debiti del sistema sanitario regionale, residuo capitale da rimborsare) è salito da 558,5 milioni di euro del 2000, a 3.982,7 milioni di euro del 2007, rappresentando - questo ultimo dato - il 14,2 per cento del Pil regionale.
A fronte di un ammontare delle entrate pari a 334 milioni di euro le spese - costituite dalle voci: personale (134 milioni di euro), rate mutui per il debito (88 milioni di euro), altri mutui (36 milioni di euro), deleghe enti locali (10 milioni di euro) - raggiungono un totale di 268 milioni di euro, rendendo disponibili per le politiche regionali la somma di 66 milioni di euro, somma che rende necessario l'utilizzo delle economie vincolate per il pareggio di bilancio.
I dati sono stati riferiti dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sull'attuale stato economico finanziario dell'Abruzzo, alla presenza del Presidente del Consiglio, Nazario Pagano e dei componenti del governo regionale. «Tale situazione delle entrate regionali», ha detto Chiodi, «non consente margini di manovra fiscale, per cui l'obiettivo di ridurre la pressione fiscale regionale potrà essere perseguito solo una volta realizzato l'equilibrio economico del comparto sanitario».
Pertanto, la strategia politica dei prossimi anni dell'attuale governo regionale sarà improntata al rigore e alla selettività della spesa con i seguenti obiettivi: - la destinazione prioritaria delle risorse disponibili alla copertura del fabbisogno del sistema sanitario; - il rispetto del patto di stabilità con estensione dello stesso agli enti sub-regionali; - la riduzione dei cosiddetti «costi della politica» che gravano sul bilancio regionale attraverso un programma di riorganizzazione degli enti dipendenti dalla regione che ne preveda la riduzione del numero o la soppressione, o comunque la riduzione del numero dei consiglieri di nomina regionale; - il contenimento dei costi del personale.
L'obiettivo finale di questa azione è la riduzione del rapporto Pil/ disavanzo regionale e del rapporto Pil/indebitamento. Secondo quanto a sottolineato Chiodi, «il risanamento passa per una sola strada: il riequilibrio della spesa sanitaria».
In proposito il presidente ha annunciato che l'assessore alla sanità ha ricevuto espresso mandato di attuare la riconversione di un numero di strutture sanitarie regionali «che spesso non garantiscono, soprattutto al malato acuto, un'adeguata protezione sanitaria».
«Oggi tutti gli ospedali lamentano una carenza di personale: per evidenti ragioni non è possibile continuare con nuove assunzioni».
«Così come non sarà possibile», ha aggiunto, «garantire l'assunzione di tutti i precari, se non quelli che hanno maturato i diritti per legge».
«Si tratta di provvedimenti assai impopolari», ha concluso Chiodi, «ma assolutamente necessari per riportare la regione ad uno stato di normalità, che la maggioranza degli abruzzesi probabilmente capirà».

E ASSICURA «NO AD AUMENTO AUTOMATICO TASSE»


«E' necessaria un'interlocuzione con il Governo per impedire l'aumento automatico delle tasse previsto dal piano di rientro del deficit sanitario. I termini dell'accordo vanno modificati», ha detto Chiodi.
«Se cio' non avverra' - ha aggiunto Chiodi - saro' il primo a mettermi contro il Governo. Il disavanzo finanziario del sistema sanitario regionale ha superato i 182 milioni di euro, un 'buco', ha concluso Chiodi, «causato dal tarsferimento di queste somme ad altri settori».
Secondo quanto riferito da Chiodi il costo complessivo dell'assistenza esterna e' sceso tra i 2007 ed il 2008 di oltre 65 milioni di euro, in particolare da 879 milioni a 811.
Sul fronte della spesa pubblica sanitaria, si registra un aumento dei costi interni da 1 miliardo e 460 milioni a 1 miliardo e 522 milioni.
Il capitolo di spesa piu' alto riguarda i costi del personale cresciuti di circa 30 milioni, da 819 milioni a 849

10/03/2009 15.00



LA CURA CHIODI: «TAGLIARE GLI STIPENDI PER FRENARE IL DEFICIT»

«La situazione è difficile ma ne usciremo», ha assicurato Chiodi. «Posso assicurare che l'Abruzzo ha una classe dirigente all'altezza, coraggiosa e capace di misurarsi con le difficoltà che l'aspettano. Se tra cinque anni la situazione sarà peggiorata non mi ricandiderò. Se sarà migliorata chiederò la conferma agli abruzzesi. Una volta risanato verranno fuori le potenzialità dell'Abruzzo che attualmente è un diamante grezzo che va sfaccettato».
«Per la prima volta l'Abruzzo - ha continuato Chiodi - ha una classe politica responsabile che ha il coraggio di dire le cose come stanno ad esempio ai precari che non c'é possibilità di assunzione salvo coloro che hanno i requisiti, una classe dirigente che non fa come chi predica rigore e poi ha fatto assunzioni una dopo l'altra continuando a prometterle. Questa classe politica - ha proseguito Chiodi - va rispettata perché ha il coraggio di fare scelte impopolari ma solo apparentemente perché daranno il frutto del risanamento».
Il presidente ha annunciato che è allo studio un'azione per ridimensionare gli stipendi dei dirigenti e per legare parte del compenso alla produttività.
«Nella prima nomina che ho fatto quella del manager di Pescara ha proseguito Chiodi - ho ridotto il compenso da 140 mila a 108 mila euro e la cosa è stata accettata perché il ruolo è di grande prestigio. Anche a noi piacerebbe assumere i precari ma non ci sono le possibilità e noi lo diciamo chiaramente. Vogliamo essere ricordati come coloro che hanno riportato l'Abruzzo in una situazione di normalità».
Il presidente del consiglio Nazario Pagano ha annunciato un Disegno di legge per il riordino degli enti regionali che sarà presentato al Consiglio martedì prossimo.
Il ddl prevede la possibilità di effettuare nei prossimi 180 giorni e dopo il commissariamento il riordino e la riorganizzazione degli enti con grandi risparmi.
Pagano ha annunciato anche l'istituzione di una commissione per approfondire il tema delle indennità dei consiglieri.


10/03/2009 16.43