Ardel: «l’alienazione degli immobili non può finanziare i lavori pubblici»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1095

L’AQUILA. «Ancora una volta si registra un intervento della Ragioneria Generale dello Stato sfavorevole ai Comuni e alle Province, dovuto evidentemente alla mancata piena conoscenza delle realtà, che vivono gli enti locali».


Commenta così, il presidente Ardel (Associazione responsabili dei servizi finanziari degli enti locali) per l'Italia-centrale, Giovanni Di Pangrazio, una circolare del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che sostiene che i proventi da alienazioni patrimoniali, destinati ad investimenti o alla riduzione del debito, non sono rilevanti ai fini del patto di stabilità, vanificando così l'effetto positivo di eventuali riscossioni di entrate, in conto capitale, realizzate nel triennio in corso.
«Il patto di stabilità interno, per il triennio 2009/2011 - spiega il presidente - non consente agli enti locali di far fronte alle spese, finanziate con proventi da alienazioni patrimoniali, vietando di fatto di pagare, oltre un certo limite del tutto insufficiente, gli stati di avanzamento dei lavori pubblici già appaltati o in corso di esecuzione».
«Ciò – prosegue – crea un grave pregiudizio sia alle imprese appaltatrici che agli enti, i quali potrebbero essere chiamati a risarcire i danni procurati alla imprese stesse, per omessi o ritardati pagamenti oltre a sconsigliare fortemente le amministrazioni locali, ad appaltare nuovi lavori, seppur già regolarmente finanziati negli anni precedenti con le suddette entrate, sapendo fin d'ora, di non poter poi provvedere ai relativi pagamenti».
Ad aggravare ancora di più la situazione, l'intervento dalla Ragioneria Generale, «inaccettabile» per Di Pangrazio «perché espone gli enti e le imprese a gravi pregiudizi economici, impedendo di fatto di realizzare nuovi investimenti».
Sulla questione si è pronunciata la Corte dei Conti per la Regione Lombardia con un parere del 2 marzo scorso, che ha evidenziato come la predetta circolare sia in contrasto con la Finanziaria 2009. «A questo punto», comunica il presidente Ardel, agli amministratori degli enti locali «è auspicabile un intervento del Ministero dell'Economia, che confermi l'orientamento espresso dalla magistratura contabile, sbloccando anche altre risorse come l'avanzo di amministrazione. In tal modo si consentirebbe una salutare boccata d'ossigeno per gli enti locali e per i loro operatori, altrimenti in grave difficoltà per il rispetto del patto di stabilità», preannunciando che l'Ardel «non mancherà di far sentire la propria voce, per far valere le ragioni di una diversa e più giusta interpretazione della norma».
Anche su questo, si confronteranno i responsabili dei servizi finanziari di Comuni e Province dell'Italia centrale, nel prossimo convegno organizzato dall'associazione ad Ovindoli (AQ), per il 19 e 20 marzo prossimi.
10/03/2009 10.09