Crisi e debiti, la richiesta è una sola:«agire in fretta»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dopo le notizie preoccupanti sul pesante deficit della Regione (4 miliardi di euro) politica, sindacati e Confesercenti sono allarmati. * DI ORIO:«LA ASL NON DECIDA SENZA CONSULTARE L’UNIVERSITÀ»

Per Confesercenti gli imprenditori in crisi devono essere supportati dalla politica e bisogna evitare nuove tasse. Per la Uil l'unico rimedio può arrivare dal lavorare tutti insieme.
«Gli ultimi dati sul disastro finanziario della Regione, accompagnati dall'ampliarsi della crisi dei consumi, non lasciano molte scelte alla politica».
Lo afferma il presidente regionale di Confesercenti, Beniamino Orfanelli: «non si può condannare a morte una intera comunità, con le sue imprese, i suoi lavoratori dipendenti, i suoi pensionati, in nome di un sistema sanitario che non possiamo più permetterci».
«Per questo» sottolinea il presidente dell'associazione imprenditoriale, «è ora necessario che la Regione si faccia carico di un disegno di riordino della rete ospedaliera che sia capace di non badare alle clientele e agli interessi di qualche politico locale: occorre intervenire subito, senza aspettare le prossime scadenze elettorali. Gli imprenditori, stanchi di vedersi tarpare le ali e della continua minaccia di nuove tasse, chiedono ora, e in tempi rapidi, una drastica riduzione e diversificazione della rete ospedaliera, e una riorganizzazione del personale a favore di quegli ospedali dove c'è invece carenza di organico. Come avviene nelle aziende in crisi, occorre limitare assunzioni, consulenze, esternalizzazioni».
La realtà, aggiunge il direttore regionale di Confesercenti Enzo Giammarino, «è che l'Abruzzo non può permettersi di vivere con un bilancio ordinario divorato dalla sanità e di restare in attesa dei bandi comunitari per lo sviluppo economico: c'è necessità anche di risorse ordinarie, che possono arrivare solo con una coraggiosa riduzione dei costi e l'introduzione di una Asl unica regionale».
La Confesercenti dice “no” a nuove tasse, anche perché il 2008 si chiude con un saldo pesantemente negativo nel commercio e nel turismo: sono state costrette a chiudere i battenti ben 2.467 imprese commerciali e 413 fra alberghi e pubblici esercizi, con un saldo negativo nella natimortalità.

MASCITELLI (IDV): «NON DEVE ESSERCI IL RISCHIO DI GRAVI OMISSIONI»

«Possiamo inviare tutte le carte e i bilanci delle ASL che vogliamo alla Corte dei Conti, come suggerisce il Sen Di Stefano, ma non è questo che risolve il problema del rischio di nuove tasse con gravissime ripercussioni sul sistema produttivo e sociale della nostra regione». Lo ha dichiarato il Coordinatore regionale dell'IdV senatore Alfonso Mascitelli entrando nel merito della discussione che si è avviata sul bilancio in rosso della Regione Abruzzo e in attesa di conoscere la proposta che verrà presentata dalla Giunta.
«Alcuni mesi fa – ha proseguito il senatore Mascitelli -, in una riunione messa a verbale, era stato comunicato dagli organi della Regione ai Ministeri dell'Economia e della Salute la possibilità di procedere al recupero di crediti pregressi per circa 86 milioni di euro per sovrafatturazione delle cliniche private. Questi crediti esistono o non esistono? E se esistono ce li vogliamo riprendere o non riprendere? Visto che andiamo alla ricerca di una copertura di 94 milioni di euro».

ROBERTO CAMPO (UIL): «AFFRONTARE INSIEME I PROBLEMI»

«Con il Governo, bisogna affrontare l'insieme dei problemi», ha detto il segretario Campo «Procedendo caso per caso, si prendono solo schiaffi, come quello del 6 marzo sulle infrastrutture».
L'idea è quella di preparare un dossier sul declino della spesa pubblica in Abruzzo e negoziare un cambio di rotta.
«Bisogna: ridefinire tempi e modi del risanamento dei conti; concordare le tappe della costruzione di un diverso sistema socio-sanitario che superi l'uso improprio dell'ospedale; recuperare dentro le priorità nazionali le infrastrutture strategiche di interesse regionale; ottenere risorse adeguate per investimenti in politiche di sviluppo; alleggerire il peso del debito cartolarizzato sul bilancio regionale; ottenere il via libera alla riprogrammazione di ulteriori quote di fondi perenti».
09/03/2009 16.04
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* DI ORIO:«LA ASL NON DECIDA SENZA CONSULTARE L'UNIVERSITÀ»

L'AQUILA. Il rettore dell'Ateneo aquilano ha scritto al Commissario Redigolo, all'Assessore Venturoni e al Direttore Generale Marzetti per chiedere che l'Università venga coinvolta e consultata in merito ai processi decisionali relativi al piano di riordino assistenziale dell'Ospedale San Salvatore.
Tale richiesta è motivata dal fatto che, a distanza di oltre un mese, ancora non è pervenuta all'Università dell'Aquila alcuna informazione ufficiale in merito alla decisione dei vertici aziendali di procedere ad una riorganizzazione delle unità operative ospedaliere che coinvolgono strutture assistenziali a direzione universitaria nonché personale universitario strutturato nel rapporto convenzionale con la ASL dell'Aquila.
«Le deliberazioni assunte il 29 gennaio» spiega il rettore dell'Università dell'Aquila prof. Ferdinando di Orio «si muovono in una prospettiva di ridimensionamento dell'offerta assistenziale ospedaliera riguardante anche la componente universitaria, che rischia di mettere seriamente in crisi la presenza stessa della nostra Facoltà di Medicina».
«Una Facoltà medica,» continua il rettore «vale ancora la pena di ricordarlo, che svolge un'attività formativa che riguarda oltre 4700 studenti, 500 specializzandi, 200 iscritti ai Master di I e II livello e 160 docenti. Qualsiasi piano industriale di ristrutturazione dell'Ospedale San Salvatore non può non tener conto delle prerogative e delle esigenze di questa realtà, che rappresenta una importante risorsa per la città dell'Aquila e per la popolazione regionale».
«Per questo motivo» conclude il rettore prof. Di Orio «ho scritto al Commissario Redigolo e all'Assessore Venturoni per chiedere il coinvolgimento istituzionale dell'Università dell'Aquila e la sua consultazione nei procedimenti di formazione delle deliberazioni relative alle proposte del piano di riordino della struttura aziendale e di rideterminazione dei posti letto dell'Ospedale San Salvatore».

09/03/2009 15.14