Sanità, i sindacati: « piano socio-sanitario per il risanamento»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Più investimenti ed una riqualificazione delle risorse del sistema sanitario regionale» è l’unica strada percorribile per i sindacati che bocciano a gran voce quella dei tagli.

Il concatenarsi di eventi come la crisi economica, il deficit della sanità, la probabile diminuzione delle entrate potrebbe produrre effetti devastanti nella sanità pubblica.
In questo quadro, per la Cisl Abruzzo, diventa necessario intervenire con il Governo per definire una nuova intesa per il rientro dalla spesa sanitaria senza però aumentare le tasse.
Il piano di rientro sottoscritto con il Governo prevedeva che l'Abruzzo doveva attestarsi per il 2008 ad un deficit di 64 milioni di euro. Tutte le stime disponibili confermerebbero che tale obiettivo sarà purtroppo superato.
La riduzione del pil, nel 2009, potrebbe determinare per la nostra regione una contrazione delle entrate derivanti dalle tasse sul reddito a causa dell'andamento negativo dell'economia, creando ulteriori tensioni nel raggiungere gli obiettivi previsti dal piano di rientro sulla sanità. Contestualmente, i sindacati hanno auspicato la previsione urgente di un piano socio-sanitario che accompagni i processi di riorganizzazione del settore. «Continuare sulla strada dei tagli sulla spesa, con riduzione dei servizi essenziali, che vanno a penalizzare ulteriormente le prestazioni ai cittadini, è una strada impercorribile» hanno dichiarato i segretari di FNP, FP e USR . Il problema per i sindacati è la cattiva organizzazione.
Il deficit della sanità abruzzese, oltre ad essere il frutto della mancanza di regole, di ricoveri inappropriati e di sprechi, sarebbe soprattutto il risultato di una cultura sbagliata che porta a ospedalizzare la malattia anche quando può essere curata meglio in presenza di una diversa organizzazione del servizio. L'eccesso di ospedalizzazione sarebbe il problema che affigge la sanità regionale. Un problema che potrebbe essere risolto offrendo ai cittadini alternative valide sul territorio, come hanno proposto i segretari Lucio De Mattheis, Maurizio Spina e Biagio Celi.
Manuela Rosa 06/03/2009 13.50