Tempi duri per i lavoratori della pubblica amministrazione: scioperi e proteste

Alessandro Biancardi

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IL CDM RINUNCIA PARZIALMENTE AD IMPUGNARE LA LEGGE SUI PORTABORSE
PESCARA. Lunedì prossimo manifestazione e corteo a Pescara dei precari della Sanità abruzzese. In agitazione anche i precari della Provincia di Pescara e i dipendenti della Giunta regionale che chiedono al presidente Chiodi di mantenere le promesse lanciate in campagna elettorale.
I precari delle Asl abruzzesi, circa 700, sono quelli più in difficoltà. Subito dopo Natale il consiglio regionale ha fermato la loro stabilizzazione e da allora continuano richieste di incontro con i vertici regionali, dai direttori delle Asl al commissario straordinario Redigolo.
Lunedì prossimo, alle 10 davanti alla Direzione Generale della Asl, manifesteranno.
«Bloccare le stabilizzazioni e di fatto licenziare i precari sono fatti gravi», dicono oggi quelli che ormai non hanno più il posto di lavoro. «E' inaccettabile che siano i precari a pagare i costi della crisi nazionale e della mala gestione della sanità regionale, che ha creato un enorme deficit, frutto delle tangenti e delle regalie fatte alle cliniche private, e che non si può risolvere tagliando gli organici e quindi l'assistenza e il servizio pubblico».
Le Rappresentanze sindacali di Base chiamano alla mobilitazione generale tutti i lavoratori a tempo determinato delle Asl abruzzesi e proclamano lo sciopero regionale «per ottenere che i lavoratori che da anni operano nelle corsie, sulle ambulanze nei Cup si vedano riconosciuto il diritto al lavoro e i cittadini abruzzesi il diritto alla salute».
«La stragrande maggioranza delle regioni italiane, di centrodestra e centrosinistra», contestano i sindacati, «hanno già avviato e portato a compimento le procedure legate alla stabilizzazione dei propri precari legate alle finanziarie 2007 e 2008. La Regione Abruzzo, invece, non solo è stata il fanalino di coda tra quelle nazionali per tempi e contenuti, ma oggi addirittura si torna indietro e si abrogano/sospendono le leggi».
Momenti difficili anche per i precari della Provincia di Pescara, ormai impegnati nelle attività dell'Ente da circa 10 anni,.
Loro manifestano la forte preoccupazione per la mancanza di «proposte concrete» circa la conclusione della stabilizzazione programmata nel 2007 tra la Amministrazione e le Parti Sociali e che oggi è stata rimessa in discussione dall'Amministrazione stessa.
I precari chiedono il rispetto degli accordi stipulati e confidano «nel buon senso e lealtà delle parti».
I dipendenti della Giunta regionale, invece, chiedono a Chiodi di ricordarsi delle promesse fatte in campagna elettorale e chiedono che non annulli «il riconoscimento di chi, per la grande maggioranza, lavora con serietà, competenza e correttezza nell'interesse dell'Ente Regione». Abruzzo;
«La verticalizzazione», spiegano, «non è una promozione ma il riconoscimento della professionalità acquisita nel corso degli anni dai dipendenti, grazie alla quale gli incarichi affidati vengono svolti con celerità e con la competenza legata anche alla memoria storica. Tale riconoscimento, tra l'altro, riguarda le qualifiche più basse ed è previsto dal contratto».
Il problema della copertura finanziaria, secondo i dipendenti «è solo un pretesto» così come la crisi: «ci sono fondi accantonati come per esempio quelli previsti dalla legge per la rottamazione. Si devono sì evitare le spese superflue ma non quelle necessarie».

06/03/2009 9.57

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI RINUNCIA PARZIALMENTE AD IMPUGNARE LA LEGGE SUI PORTABORSE

ROMA. Il Consiglio dei ministri di oggi, su richiesta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha rinunciato parzialmente all'impugnativa della legge della Regione Abruzzo n° 17 del 24/11/2008 che riguarda le 'Norme regionali contenenti l'attuazione della parte terza del decreto legislativo 152/06 e disposizioni in materia di personalé, «in quanto la Regione stessa - spiega una nota del ministero - con successiva legge regionale n. 2 del 3 gennaio 2009, si è adeguata parzialmente ai rilievi formulati dal Governo in quella sede, abrogando gli articoli 24, 25 e 26 della legge, concernenti la stabilizzazione del personale precario della Giunta e del Consiglio regionale». Permangono ancora validi, invece, i motivi di impugnativa relativi all'art. 5 della legge in materia di tutela dell'ambiente e dell'eco-sistema.

06/03/2009 15.55