Concorsi Arta, Chiavaroli: «intervenga la magistratura»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. In tre mesi, dicembre – gennaio – febbraio 18 bandi di concorso per un totale di 56 posti a tempo indeterminato.

Le posizioni sono di vario genere collaboratore statistico, assistente amministrativo, ragionieri, tecnici di laboratorio. Il mese più prolifico è stato dicembre: 5 bandi per 21 posti. Ma è andata bene anche a febbraio che con i suoi 28 giorni ha aperto la strada a 19 persone.

In periodo di crisi occupazionale l'Arta va controcorrente ma il consigliere regionale del Pdl Ricardo Chiavaroli sembra non gradire e parla di concorsi come «elementi di inquinamento politico che finiranno al vaglio della magistratura».
«Nel clima condiviso di contenimento della spesa pubblica e di riflessione sulla riorganizzazione degli enti regionali», spiega Chiavaroli, «la decisione del direttore Arta di bandire 20 concorsi per assunzioni a tempo indeterminato appare un evidente elemento di 'inquinamento politico'. Oltretutto - prosegue Chiavaroli - con l'aggravante della palese presa in giro di centinaia di giovani disoccupati che invece devono sapere che quei concorsi non si faranno mai».
Il consigliere, infatti, parla di una palese «assenza di copertura normativa e finanziaria».
«Non è la prima volta che ciò accade con l'Arta», ha aggiunto, «e per questo credo sia prevedibile un intervento in merito da parte delle autorità competenti».
Ma una inchiesta sui concorsi è stata già aperta nelle scorse settimane dalla procura di Pescara.
A metà febbraio la Digos ha acquisito documentazione su un bando per collaboratore amministrativo.
Il titolare dell'inchiesta è il pm Gennaro Varone che ravviserebbe reati contro la pubblica amministrazione e di corruzione.
Gli indagati sarebbero quattro o cinque.
Il direttore generale dell'Arta, Gaetano Basti, si è sempre detto tranquillo ed ha ribadito che «sono stati fatti concorsi a decine e si e' sempre agito con massima trasparenza».

04/03/2009 15.23