D’Alessandro (Pd):«La legge sul petrolio di Febbo è un pastrocchio pericoloso»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Come era prevedibile si accende lo scontro tra il centrodestra ed il centrosinistra sulla proposta di legge che dovrebbe in qualche modo rispondere all’ "aggressione petrolifera" di cui è oggetto la nostra regione.
Ieri l'assessore Mauro Febbo aveva illustrato i passaggi fondamentali del disegno che la maggioranza in Regione potrebbe approvare prossimamente, oggi il capogruppo regionale Pd, Camillo D'Alessandro illustra le pericolose incongruenze di una legge che non bloccherebbe affatto gli intenti delle multinazionali dell'oro nero. Nessuno stop al petrolio dunque con il deterrente di poter introitare nelle casse pubbliche quote maggiore di denaro da royalties.
«La proposta di Febbo è fumo dannoso al pari del fumo che produce la combustione del petrolio», dice D'Alessandro, «l'assessore all'agricoltura propone un metodo singolare: visto che in Abruzzo si può perforare, tanto vale farsi pagare di più, altro che deterrente. La legge regionale da me proposta ed approvata a marzo ed integrata ad ottobre dello scorso anno, con il voto unanime del consiglio compreso quello di Alleanza Nazionale, nella persona dell'attuale vice Presidente della Giunta, legge attualmente in vigore, ha stabilito altro: il divieto di insediamenti di industrie che svolgono attività di prospezione, ricerca, coltivazione e lavorazione di idrocarburi nei terreni agricoli e nelle zone limitrofe ai terreni agricoli, ciò a tutela delle nostre produzioni, così come previsto nelle possibilità dalla legge regionale urbanistica, cioè utilizzando i piani di settore che stabiliscono le attività incompatibili con l'agricoltura».
«Non c'è limite al danno», afferma D'Alessandro, «l'assessore Febbo quando era presidente della Provincia autorizzò, per le proprie competenze, l'insediamento del Centro Oli, diciamo così che proprio non si rese neanche conto. Oggi propone quest'altro capolavoro»
«Immaginatevi la Regione Toscana» continua l'esponente del Pd, «che di fronte alle richieste dell'Eni di realizzare impianti petroliferi, invece di dire no, come fece, avrebbe al contrario adottato la “strategia Febbo”, cioè dateci più soldi ed accettiamo il petrolio vicino al vino. Noi», conclude D'Alessandro, «faremo battaglia in Consiglio e sul territorio contro questa legge, se la maggioranza dovesse decidere di votarla si assumerebbe la totale responsabilità. Ma anche volendo entrare nel merito, ma appare normale il fatto che si parla di royalties senza finalizzare le somme, che noi riteniamo vadano almeno destinate obbligatoriamente per azioni di ripristino ambientale, per la costruzione di impianti di produzione di energia alternative (fotovoltaico, solare , eolico), per la promozione dei territori e delle colture, insomma per limitare i danni?»

«Al consigliere Camillo D'Alessandro, sarà forse sfuggita l'efficacia del disegno di legge che ho proposto come primo firmatario e che non apre affatto all'ipotesi di nuovi insediamenti petroliferi ma va a disciplinare la localizzazione di infrastrutture energetiche».
E' la replica dell'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo.
«Infatti - sottolinea Febbo - questa legge da un lato scoraggia l'insediamento di nuovi impianti energetici sotto il profilo economico e dall'altro richiede, preventivamente, l'assenso al trattamento di idrocarburi sia da parte del Comune nel cui territorio fossero stati individuati siti per la lavorazione o lo stoccaggio di oli minerali sia da parte dei Comuni limitrofi. Peraltro, - aggiunge l'assessore - questo disegno di legge ha anche il pregio di non rischiare l'impugnazione del Governo per incostituzionalità come, invece, era avvenuto per la legge regionale che lo stesso D'Alessandro aveva presentato».
L'assessore Febbo torna, infine, a ribadire che «l'obiettivo comune della Giunta e della maggioranza in Consiglio regionale è quello di non consentire la realizzazione di impianti energetici come il Centro Oli di Ortona ed invito il consigliere D'Alessandro, qualora lo volesse, a collaborare concretamente per migliorare, se possibile, questo nostro disegno di legge con proposte costruttive e non certo con attacchi che lasciano il tempo che trovano»

24/02/2009 15.16


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