Allarme degli allevatori:«il latte a basso costo arriva da Chernobyl»

Alessandro Biancardi

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Allarme degli allevatori:«il latte a basso costo arriva da Chernobyl»
OFENA. Il comitato spontaneo degli allevatori (Cospa) ha presentato, ad ottobre, un esposto alla Procura di Torino per chiedere un controllo sulla provenienza del latte che arriva sulle nostre tavole tutti i giorni.
La Procura ha aperto un'inchiesta. Intanto il prezzo del latte continua a scendere mettendo in allarme gli allevatori italiani.
Secondo l'analisi del Cospa il prezzo del latte praticato dalla grande distribuzione sarebbe troppo basso per un prodotto raccolto e confezionato in Italia, seppur pubblicizzato come tale.
Il portavoce del Cospa, Dino Rossi, ha spiegato come funziona la catena di importazione, secondo la loro ricostruzione, che permetterebbe di commercializzare il latte ad un prezzo così basso. «Secondo accordi comunitari dobbiamo importare il latte dalla Germania e dall'Olanda», chiarisce Rossi, «ma questi paesi invece lo importano dai paesi dell'est, i quali vendono a prezzi stracciati il latte che poi viene rivenduto in Italia».
Il viaggio per il latte sarebbe molto lungo e attraverserebbe tutta l'Europa. Questo latte percorrerebbe 2500 km prima di arrivare negli scaffali dei negozi.
«Questo prodotto assai delicato dopo aver percorso migliaia di km, arriva in Italia nei centri di raccolta di Mantova, di Arborea in Sardegna per essere confezionato e distribuito» denuncia il comitato degli allevatori.

«SI PUBBLICIZZA COME LATTE ITALIANO, MA NON LO E'»

«Le nostre mucche sono italiane, dagli ogm stanno lontane, per un latte di qualità, con un prezzo che vi stupirà».
Questo slogan, che pubblicizza da giorni il latte di una catena di grande distribuzione, ha suscitato le ire del comitato degli allevatori.
Più che altro si chiedono come si possa offrire un litro di latte italiano a 0,86 €, quando alla produzione costerebbe molto di più.
Per rispondere a questa domanda, hanno formulato due ipotesi.
La prima è che il latte adoperato fosse quello «fuori quota» e quindi in nero (cioè oltre le quote latte prestabilite).
Ipotesi che non desterebbe tante preoccupazioni perché si tratterebbe pur sempre di latte italiano.
La seconda ipotesi è quella più preoccupante.
«Il latte arriva dall'Est a quattro soldi e con scarsi controlli sanitari» così recita l'esposto inviato al magistrato di Torino, Raffaele Guariniello, al ministro dell'agricoltura Luca Zaia, al ministro della sanità Mauro Sacconi e al Presidente del Codacons Carlo Rienzi.
Il Cospa ha chiesto quindi di verificare, attraverso la tracciabilità della filiera, la provenienza di questo latte paventando come reale il pericolo che il prodotto arrivi dai paesi dell'est «dove potrebbero esserci ancora residui delle radiazioni di Chernobyl».

«IL PREZZO POTREBBE ABBASSARSI ANCORA»

Cosa succederebbe se tutte le aziende della grande distribuzione seguissero a ruota l'iniziativa della Coop? E' la risposta a questa domanda che angoscia il comitato degli allevatori più di ogni altra cosa. Se il prezzo del latte dovesse scendere anche di pochissimo, lo scenario che si delineerebbe per gli allevatori sarebbe disastroso. Secondo il comitato «molte sarebbero le aziende agricole costrette a chiudere i battenti» se il prezzo dovesse scendere anche «di un solo centesimo al litro»”, con gravi ripercussioni sull'economia e sull'occupazione del settore.

«LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA TUTELANO LA GRANDE DISTRIBUZIONE»

Il comitato degli allevatori punta il dito sulla grande distribuzione e sulle associazione di categoria che catalogano come «la rovina dell'agricoltura perché tutelano solo i loro interessi».
«Dovrebbero tutelare noi» sostiene il portavoce del Cospa «e invece ci penalizzano anche divulgando notizie non veritiere».
Il comitato degli allevatori allude ad un caso specifico quando parla di «notizia non veritiera».
Il portavoce, Dino Rossi, ha raccontato di un avvenimento particolare successo in passato.
«L'anno scorso di questi tempi nei paesi che rientravano nella comunità europea, quindi anche in Italia», dice, «c'era una forte carenza di latte tanto da esaurire le scorte e le nostre associazioni di categoria invece di approfittare della situazione al fine di spuntare il giusto prezzo, divulgarono una notizia non veritiera dicendo che vi era una grossa richiesta da parte dei cinesi» si è sfogato Dino Rossi.
Il tutto sarebbe stato messo in campo, a detta del comitato, per non allarmare il mondo zootecnico al riguardo, facendo in modo che il prezzo del latte rimanesse stazionario.
«Di conseguenza hanno favorito le grandi distribuzioni penalizzando chi avrebbero dovuto tutelare» ha concluso Dino Rossi sulla questione delle associazioni di categoria.
Ma secondo un'analisi del Cospa in Abruzzo, a causare la carenza di latte sarebbe stato l'aumento del prezzo del gasolio che ha di fatto reso meno conveniente comparare il latte in paesi lontani.
Il comitato non ha risparmiato nemmeno i politici e le organizzazioni sindacali che finora «hanno fatto orecchie da mercante» riguardo alla proposta di una legge che permetterebbe di tracciare il prodotto in maniera più adeguata.

m.r. 23/02/2009 9.26