Precari Asl: il consiglio approva ma c’è maretta sui concorsi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2010

ABRUZZO. Tutti d'accordo sulla stabilizzazione dei precari Asl? Così sembra, visto l'esito della votazione unanime in Consiglio regionale. Ma la vicenda è molto più complessa.
E si gioca sicuramente più a Roma, con il Piano di rientro dai debiti, che in Abruzzo. Cosa che ha sottolineato anche il presidente Gianni Chiodi.
Di positivo per i precari c'è comunque l'atteggiamento consapevolmente favorevole dell'assessore regionale alla sanità Lanfranco Venturoni, secondo il quale per il personale della sanità non si deve parlare solo di “ragioneria”.
Proprio in questa disponibilità vedono uno spiraglio sindacati e precari che hanno presidiato i lavori del consiglio regionale, riunito nell'aula del consiglio comunale di Pescara. Ma a raffreddare l'entusiasmo per la mozione salva-precari c'è la bozza della lettera sulla stabilizzazione dei precari che il Commissario governativo Gino Redigolo ha inviato al Ministero.
Il punto sotto osservazione è quello in cui (a pag. 3) si apre la porta alla stabilizzazione solo «nel limite massimo del 50% del personale assunto a tempo determinato, nell'ambito della programmazione annuale delle consistenze organiche del personale».
Ma non sono piaciute nemmeno le modalità delle selezioni previste, che sarebbero «concorsi pubblici» e non «concorsi riservati» per i dipendenti licenziati.
Le perplessità nascono dal fatto che in altre Regioni i precari, in possesso dei requisiti di anzianità di almeno tre anni di servizio, sono stati riassorbiti con una corsia preferenziale.
Ma non finisce qui: dal provvedimento sembrano esclusi i cococo, che pure precari sono ed altrettanto insostituibili.



«In sostanza – spiega Mario Frittelli, sindacalista della Rsu della Asl di Chieti – il problema rimane politico: questa Giunta deve chiarire se condivide o no il Piano sanitario di Del Turco. Perché se si accettano i tetti si spesa del personale, per esempio Chieti a 103 milioni e Teramo a 130, o se si dice che Guardiagrele e Ortona vanno potenziati come piccoli ospedali, c'è una contraddizione: una volta il Bilancio non si può toccare, un'altra si tocca, cioè gli Ospedali non chiudono,il che ci va bene. Ma è un atteggiamento contraddittorio. Noi riteniamo che il Psr debba essere cambiato, dando il giusto spazio ai lavoratori che finora hanno assicurato il funzionamento della sanità pubblica. Senza dire che il richiamo alle piante organiche è ridicolo, in presenza di situazioni come Chieti in cui la vecchia gestione Conga ha fatto perdere circa mille posti ufficiali».
Diversa, ma non meno difficile la situazione di Pescara: «Con Balestrino (il manager dimissionario e sostituito recentemente) avevamo concordato una pianta organica per garantire il funzionamento della Asl – spiega Castellucci della Cgil – ora il Commissario governativo Redigolo ci deve dire cosa intende fare e cioè se assicurare i Lea, livelli essenziali di assistenza o no. Il problema vero è però un altro: si punta tutto sul risparmio nella spesa per il personale, che è del 29 % del bilancio Asl. L'altro 71% di spese (esternalizzazioni, manutenzioni, farmaci ecc.) è fuori controllo. Cominciamo a vedere di risparmiare anche qui».
E su questo aspetto il Comitato dei precari ha consegnato a tutti i Consiglieri una lettera in cui si sottolinea che è «troppo facile ridurre i costi tagliando» solo il personale.

Sebastiano Calella 20/02/2009 9.33