Il Pd denuncia: «il governo ha tagliato 155 mln per l'Abruzzo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1944

ABRUZZO. Consiglieri regionali e parlamentari del Pd denunciano i tagli subiti dall'Abruzzo su iniziativa del governo.


Ma non solo. Gli esponenti del centrosinistra parlano di «inganno permanente da parte del centrodestra».
E a parlare sarebbero i numeri. Camillo D'Alessandro e il senatore Giovanni Legnini, entrambi del Pd hanno denunciato un taglio dei fondi della legge 488.
Si prevedevano interventi destinati a finanziare un programma nazionale destinato ai giovani laureati residenti nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, al fine di favorire il loro inserimento lavorativo, dando priorità ai contratti di lavoro a tempo indeterminato.
Ma soldi dovevano arrivare anche per interventi per lo sviluppo delle attività produttive inclusi in accordi di programma in vigore e costruzione di centri destinati a poli di innovazione situati nei territori delle Regioni del mezzogiorno.
Con questi fondi, hanno spiegato i due, il Pd contava in pratica di realizzare un vero pacchetto anticrisi.
Ma adesso il tentativo sarebbe fallito perché l'Abruzzo avrebbe perso, su questo fronte, «155 milioni di euro».
Per quanto riguarda, invece, i fondi destinati alla sanità, l'incremento reale per l'Abruzzo «e' stato solo di 16 milioni in più, a seguito di un maggior riparto del Fondo sanitario nazionale», come ha fatto notare Giovanni D'Amico, consigliere regionale e ex assessore al Bilancio.

«FONDI SCIPPATI PER L'INCENTIVO AUTO»

«Per quei fondi si attendeva il decreto attuativo, ma il governo ha azzerato il fondo, con un vero e proprio scippo all'Abruzzo, per finanziare i consorzi fidi e gli incentivi all'auto. Contrastare la crisi senza nuove risorse e vedendosi togliere quelle che c'erano e' un'impresa difficile».
L'onorevole Giovanni Lolli ha sollecitato, invece, l'azione del governo su alcuni fronti per i quali le risorse ci sono già, grazie al governo precedente, ma vanno messe a disposizione, evitando di perderle. «Si deve far camminare la procedura per definire Abruzzo area di crisi, vanno sbloccate le risorse per le aree industriali inquinate (Bussi e Marsica) e per la Micron bisogna riattivare la procedura».
Il senatore Luigi Luisi, inoltre, ha parlato del Rapporto Isae del quarto trimestre 2008 in base al quale il clima economico abruzzese ha subito un forte calo, peggio che nelle altre regioni.
Negativo il commento di D'Alessandro il quale ha fatto notare che «da una parte il presidente della Regione, Gianni Chiodi, dice di aver chiuso l'accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga e dall'altra veniamo a sapere della 488».
«E' stato vanificato il grande progetto di costruire nella Val di Sangro il polo tecnologico auto motive che sarebbe servito ad evitare ulteriori restrizioni di produzione di Sevel ed Honda e avrebbe rappresentato l'occasione per attrarre nuove imprese», ha spiegato D'Alessandro. «E' stato già costituito il consorzio pubblico-privato per la realizzazione e la gestione ed oggi è tutto vanificato. Ora vada Chiodi a spiegarlo ai cassaintegrati, ai precari, ai licenziati di Sevel e delle altre aziende dell'indotto».
D'Alessandro ha poi annunciato la costituzione di un gruppo del Pd, composto da consiglieri regionali e parlamentare, per la lavorare sulle problematiche della regione.

DI STEFANO: «NON E' VERO»

Si è inserito subito nella polemica il senatore del Pdl
Fabrizio Di Stefano che ha liquidato come «demagogico» l'intervento dei senatori del Pd e ha spiegato: «L'Abruzzo non ha perso 155 milioni, come dichiarato in maniera non corretta dai colleghi del partito democratico, i fondi della legge 488 – unitamente ad altre risorse rastrellate tra le pieghe del bilancio – sono serviti al governo per finanziare uno strategico pacchetto anticrisi al quale può accedere la nostra regione e che avrà ricadute determinanti sul nostro territorio. D'altro canto – conclude il parlamentare del PdL – la proposta alternativa del centrosinistra in materia di interventi anticrisi è semplicemente irrealizzabile perché non tiene in alcun conto i vincoli e le incompatibilità di bilancio limitandosi a elencare una lista delle spesa».
18/02/2009 8.39