Nancy Pelosi riscopre le sue origine abruzzesi

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il presidente della Camera italiana, Gianfranco Fini, ha donato questa mattina a Nancy Pelosi, presidente della Camera dei Rappresentanti americana, due certificati di nascita.


Di chi appartenevano quei due preziosi documenti? Ai nonni di Pelosi.
Il nonno paterno si chiamava Tommaso Fedele D'Alessandro, nacque l'11 settembre 1868 a Montenerodomo in provincia di Chieti, mentre la nonna, Maria Petronilla Foppiani, a Rovegno, nel genovese, nel 1894.
Insieme ai certificati di nascita e battesimo Fini ha consegnato al presidente anche foto d'epoca di Montenerodomo e un invito del sindaco di Rovegno a visitare la città natale della nonna. «Sappiamo quanto sia orgogliosa delle sue radici italiane», ha detto Fini, consegnando l'omaggio alla commossa Pelosi che ha esclamato un «mamma mia!».
Poco prima c'era stato lo scambio di doni ufficiale: da parte del presidente della Camera un'opera d'arte contemporanea, in forma di libro con il frontespizio in marmo, intitolata "Michelangelo. La dotta mano", realizzata dalla Fondazione Franco Maria Ricci, come «segno della salda amicizia e collaborazione tra i nostri popoli ed i nostri Parlamenti».
Una coppa di cristallo del Congresso Usa il dono della Pelosi: «Sono colpita dalla sua cortesia, la ringrazio a nome del popolo americano».

FEBBO: «SIAMO MOLTO ORGOGLIOSI»

«Non possiamo che essere orgogliosi delle radici abruzzesi della Speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi», ha commentato l'assessore all'Emigrazione, Mauro Febbo.
«Nancy Pelosi è, senza dubbio, una delle personalità di maggior spicco del mondo politico americano - ha aggiunto Febbo - ed il fatto che un ramo della sua famiglia d'origine provenga dall'Abruzzo ci dà l'idea di quali progressi abbiano compiuto sotto il profilo sociale le nostre comunità di emigrati nel corso di quasi un secolo e mezzo di storia. Anche alla luce di questo aspetto, - ha concluso l'assessore - l'Abruzzo e le sue principali Istituzioni sono chiamati a rafforzare la loro rete di relazioni con quei Paesi dove la nostra emigrazione ha una storia meno recente ma dove discendenti di abruzzesi occupano posti di vertice in tutti i settori della vita pubblica».

16/02/2009 15.06