Rifiuti: sale l’emergenza, scatta il provvedimento-tampone

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un provvedimento urgente è stato emanato dalla Regione per far fronte ad una nuova emergenza dovuta ad "anni di inerzia delle passate amministrazioni". SPECIALE SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN ABRUZZO

ABRUZZO. Un provvedimento urgente è stato emanato dalla Regione per
far fronte ad una nuova emergenza dovuta ad "anni di inerzia delle passate
amministrazioni".



SPECIALE SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN ABRUZZO






L'ordinanza regionale sui rifiuti, che porta la data dello scorso 30 gennaio, è stata illustrata dall'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, affiancato dal dirigente del servizo rifiuti, Franco Gerardini.
Il provvedimento, che resterà in vigore per sei mesi, stabilisce la quantità media di rifiuti urbani giornalieri da conferire, i Comuni interessati ed individua le discariche che sono quelle di Cerratina, Cupello, Casoni, Fara Filiorum Petri, Colle Cese.
Per quanto riguarda i rifiuti urbani indifferenziati, sono 478 le tonnellate giornaliere che possono essere conferite.
Tra i Comuni interessati c'è quello dell'Aquila, quelli appartenenti al Cogesa, rientranti tutti nella provincia aquilana ed una trentina di Comuni del teramano tra cui Giulianova.
In relazione, invece, ai rifiuti urbani biodegradabili avviati al recupero, la quantità media è di 63 tonnellate al giorno.
I Comuni interessati appartengono sia alla provincia di Teramo che a quella di Pescara e la discarica di riferimento è quella di Cupello.
«Il provvedimento in questione si è reso necesario» ha esordito l'assessore Caramnico «soprattutto per la mancanza di programmazione nel settore. Poi si sono verificate alcune situazioni di emergenza come la mancata attivazione di impianti nell'aquilano, la saturazione di quelli del teramano ed alcune disfuzioni che sono emerse in provincia di Pescara. In ogni caso» ha proseguito Caramanico «l'ordinanza sui rifiuti è solo una misura-tampone che va ad affiancare un programma di pianificazione che l'assessorato sta portando avanti e che darà presto i suoi frutti».

«Dobbiamo darci da fare per recuperare il divario che ci separa da molte altre regioni. In Abruzzo, la raccolta diferenziata dei rifiuti urbani arriva appena al 14% ed addirittura l'85% del totale viene ancora conferito in discarica contro una media nazionale del 51%».
Sono cifre snocciolate da Franco Gerardini, dirigente del servizio rifiuti, che ha parlato di una «situazione di criticità, tutta abruzzese, prodotta da una stasi del settore durata diversi anni». L'assesore Caramanico, dal canto suo, ha confermato che «il nuovo piano regionale dei rifiuti, di cui sono già stati pubblicati sul BURA gli indirizzi e che sarà pronto entro l'anno, rappresenta sicuramente lo strumento di programmazione più significativo» ma ha anche fatto il punto su tutta una serie di attività cui sta dando corso il suo assessorato.
«Per esempio, l'attuazione della legge regionale 52 del 2000 che prevede risorse, mai ultilizzate finora, da destinare a progetti di raccolta differenziata. Inoltre, sono state diramate direttive alle Provincie» ha aggiunto Caramanico «per favorire i flussi di rifiuti da un ATO ad un altro attraverso specifici accordi con i gestori e stimolare, al tempo stesso, utili sinergie per il recupero effettivo delle frazioni organiche».
Intanto, recentemente, la Conferenza permanente Regione-Enti Locali ha accolto favorevolemnte la proposta di legge dell'assessorato sullo smaltimento dei rifiuti, la cosiddetta ecotassa, un testo unico che semplicherà notevolmente la complessa normativa di settore. A breve, poi, ci sarà la definizione del piano-bonifiche rivolto a siti industriali dismessi, a discariche dismesse ed a siti interessati da inquinamento diffuso. Infine, fondi per quasi 14 milioni di euro, provenienti da bandi DOCUP, alcuni dei quali già pubblicati, andranno a finanziare la riduzione dei rifiuti, la lotta all'inquinamento attraverso campagne di educazione ambientale, il trattamento dei rifiuti e la raccolta differenziata.

04/02/2006 8.51