Tavolo tecnico per verificare società e aziende regionali

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La costituzione di un Tavolo tecnico per la verifica delle attività delle società partecipate e delle aziende di provenienza regionale è stato uno dei primi atti della Giunta regionale. * DIMISSIONI DIRETTORI ASL, I DUBBI DI COSTANTINI

L'assessore al Bilancio e agli Enti Locali, Carlo Masci, in funzione della sua delega tecnico-ispettiva, ha fatto sapere che darà al più presto impulso ad una sistematica attività di controllo ispettivo-contabile su tutto l'universo degli enti regionali.
«Ci attende un lavoro complesso, un impegno gravoso che, a dire la verità, è stato sempre un po' trascurato in passato – sottolinea l'assessore Masci - ma che oggi non può più essere rinviato. La vera sfida che lo Stato lancia alle Regioni è di erogare servizi a costi equilibrati – ha proseguito Masci - e questo è anche il segno della svolta federalista che è stata compiuta a livello nazionale e che porterà da un lato all'individuazione di costi standard dei servizi e delle prestazioni pubbliche erogate e dall'altro a ragionare sia in termini di contenimento della spesa che la macchina burocratica produce per fornire tali servizi sia in termini di qualità delle prestazioni erogate».
E' questo l'obiettivo primario che si prefigge la Regione.
«Una scelta obbligata che saremo costretti a compiere adesso ed in maniera virtuosa, altrimenti ci penserà lo Stato a restringere drasticamente i cordoni della borsa», ammonisce l'assessore al Bilancio.
Il modello di riferimento per l'individuazione del costo standard delle prestazioni che erogheranno gli enti locali è quello della Regione Lombardia.
«Pertanto, - afferma Masci - dovremo subito attivare un processo di verifica di tutte le attività degli Enti strumentali della Regione, delle società partecipate e delle Aziende sanitarie per capire se utilizzano un costo standard e se questo costo può essere accettabile, cioè sostenibile in rapporto al prodotto finale. Ed è la Regione a dover dare il buon esempio prima di suggerire scelte virtuose agli altri enti pubblici».
La creazione di un Comitato virtuoso di salute pubblica per la razionalizzazione delle spese in funzione del risanamento contabile della Regione sarà il secondo passo da compiere per l'assessore Carlo Masci.
«Un organismo che andrà a verificare i costi dei vari servizi nelle società partecipate e nelle aziende – spiega l'assessore – dopo aver individuato un costo standard per i vari settori e le prestazioni. Laddove si dovessero trovare degli sprechi, delle incongruenze, dei costi non omogenei, - prosegue - si andrà ad incidere in maniera sensibile per ricondurre le spese ad un costo effettivo standard. Non ci possiamo permettere più, come in passato, una macchina inefficiente che fa acqua da tutte le parti. Ecco la ragione di questo Comitato che – conclude Masci - immagino snello in quanto a funzionalità ma il più possibile aperto al contributo di tecnici della società civile e di persone a stretto contatto con il territorio perché ritengo che la gente, l'opinione pubblica debba partecipare direttamente a questo grande processo di risanamento e quindi sentirsi coinvolta».

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DIMISSIONI DIRETTORI ASL, I DUBBI DI COSTANTINI

ABRUZZO. E' politicamente legittima la richiesta di dimissione dei direttori delle Asl, solo se l'azzeramento è funzionale all'attuazione di una riforma e non alla mera sostituzione di persone sulle stesse poltrone di prima.
La pensa così il consigliere regionale Carlo Costanti (Idv). Diverso sarebbe, secondo Costantini, se l'azzeramento dei sei direttori delle Asl dovesse servire solo a sostituirli con sei persone vicine ai partiti di governo, «magari per compensare malumori e malesseri tutti interni al Pdl secondo logiche di spartizione tipiche del passato, lasciando del tutto invariati gli attuali assetti organizzativi delle Asl abruzzesi».
«E' necessario che il Pdl chiarisca», ha aggiunto il consigliere di minoranza, «se il richiesto azzeramento servirà ad avviare la riforma del sistema e a rinviare solo all'esito del relativo processo la definizione del numero delle Asl, i loro nuovi confini territoriali e anche la nomina dei nuovi direttori generali; oppure se il richiesto azzeramento dovrà servire esclusivamente o comunque prevalentemente a consentire che sulle sei comode, potenti e super pagate poltrone di direttore generale delle attuali Asl abruzzesi si siedano gli amici del Pdl, in sostituzione degli amici del Pd».

09/02/2009 9.19