Inaugurazione anno giudiziario:«aumentano i reati contro Pa ma la mafia non c’è»

Alessandro Biancardi

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Inaugurazione anno giudiziario:«aumentano i reati contro Pa ma la mafia non c’è»
L'AQUILA. Si è aperto oggi l'anno giudiziario anche in Abruzzo.
Tra consuntivi e sguardi al futuro è emersa una regione sempre più vicina a possibili infiltrazioni mafiose. In aumento i reati contro la pubblica amministrazioni, quelli legati al mondo della droga e dell'estorsione. 3 anni il tempo medio per un processo civile in appello.
Al centro del discorso dal presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, Mario Della Porta, non sono mancati riferimenti alle grandi inchieste che quest'anno hanno travolto la regione.
Prime tra tutte quella che ha portato all'arresto di Ottaviano Del Turco e del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso. Due vicende che, a distanza di sei mesi l'una dall'altra, hanno mutato lo scenario politico.
Il comportamento dei magistrati, in entrambi i casi, secondo Della Porta, è stato «irreprensibile dal punto di vista deontologico e professionale».
Stesso giudizio è stato espresso anche per gli avvocati difensori.
In quelle due vicende, «che hanno comportato gravi conseguenze politiche ed amministrative», ha ricordato il presidente, «il comportamento dei magistrati, sia giudicanti, che requirenti, nonchè degli avvocati difensori, è apparso a tutti irreprensibile dal punto di vista deontologico e professionale, senza le pesanti polemiche, che generalmente accompagnano analoghe procedure».
Il presidente ha anche aggiunto che sebbene nella «vicenda relativa al comune di Pescara vi è stata una risentita presa di posizione della parte politica interessata» alla fine sia tutto rientrato. «Questo atteggiamento ha trovato causa in una iniziale incompleta valutazione del procedimento di revoca delle misure restrittive, motivato con la carenza di presupposti indiziari, bensì dal venir meno delle esigenze cautelari; fatto questo che, a prescindere da valutazioni di merito non consentite in questa sede, e' coerente con il corretto svolgimento del processo».

LA CARENZA DI ORGANICO

Non si è potuto fare a meno di toccare un altro dei temi più spinosi del comparto, ovvero la perenne carenza d'organico che spesso viene compensata grazie ad una massiccia produttività dei dipendenti in servizio.
Il presidente ha sottolineato infatti che in Abruzzo si registra «la più alta produzione di sentenze in rapporto al numero dei magistrati: 207,25 pro capite».
«E' una produzione - ha tenuto a dire Della Porta - che rappresenta la più alta fra tutte le Corti territoriali italiane. Tuttavia - ha detto ancora - non è possibile nei settori civile e penale fronteggiare e smaltire le sopravvivenze».
Nel settore penale, il carico di lavoro è sostanzialmente pari a Catania, Firenze, Genova, Venezia, che dispongono di due o più sezioni penali, mentre la Corte abruzzese ne ha solo una.
«Ho segnalato che tale sezione, composta di otto magistrati, quando tutto l'organico è coperto, il che non si verifica quasi mai, non è assolutamente in grado di smaltire una sopravvenienza annua di quasi 3 mila processi, con un carico di circa 400 processi pro-capite. Ho quindi sollecitato l'assegnazione, in occasione dell'ultima ripartizione di posti in aumento dell'organico, di 5 consiglieri ed un presidente di sezione, per istituire una seconda sezione penale».

3 ANNI DURATA LA MEDIA PROCESSO CIVILE

Il presidente nel corso della sua relazione ha anche evidenziato che in regione la durata media del processo civile in appello è di poco superiore ai tre anni.
«La giustizia civile, in Abruzzo, evidenzia elementi di criticità nel ruolo ordinario in tutti gli uffici del distretto; mentre è rilevante il miglioramento della situazione nel settore lavoro, sia in primo grado che in appello. La cause di cognizione ordinaria, iscritte in Corte d'Appello sono state 1529, con una consistenze diminuzione di circa 300 unità, rispetto all'anno precedente, derivante essenzialmente dalla chiusura delle sezioni stralcio dei tribunali. Sono stati definiti 1396 processi, con un aumento di 50 unità rispetto allo scorso anno, per cui la pendenza è rimasta sostanzialmente stabile a 6041 unità. Le cause di lavoro, iscritte in Corte d'Appello, ammontano a 1397, con una ulteriore diminuzione, rispetto allo scorso anno di 162 unità».

AUMENTANO REATI CONTRO P.A.

Le caratteristiche della criminalità in Abruzzo rimangono immutate per quanto attiene in particolare lo spaccio di sostanze stupefacenti, l'induzione alla prostituzione, l'usura, le rapine e l'estorsione, ma si registra anche u aumento dei procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione.
«Lo sfruttamento della prostituzione», ha detto Della Porta, «trova terreno fertile in elementi provenienti dall'Europa dell'Est, dalle nazioni africane e sudamericane, con il richiamo di giovani donne, a cui vengono prospettate opportunità di onesto lavoro, che poi si traduzione nella costrizione al meretricio».
L'usura e le estorsioni, «molto spesso in connessione tra loro, vengono praticare con frequenza da elementi dell'etnia rom e da organizzazioni criminali, che assumono una crescente pericolosità». Sono in diminuzione gli omicidi e gli altri reati contro la persona, ad eccezione delle violenze sessuali, che si mantengono in n livello considerevole».

«LA MAFIA NON C'E' MA ATTENZIONE»

E anche quest'anno, come ormai tradizione, una riflessione sulle infiltrazioni mafiose, non presenti, secondo gli esperti, ma sempre più vicine.
«La mafia in senso tecnico in Abruzzo non c'è, ma attenzione perchè stanno aumentando le possibilità che i soggetti di rango mafioso vengano ad operare nel nostro territorio e sfruttino tendenze, filoni criminali favorevoli, onde radicarsi definitivamente».
Lo ha detto l'Avvocato Generale presso la Corte d'Appello, Brizio Montinaro, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.
I territori più a rischio sono quelli di Vasto, il Parco nazionale e la Marsica.
«Molte imprese», ha proseguito Montinaro, «e industrie anche grandi sono entrare o stanno entrando in crisi e ciò crea una massa di persone in difficoltà non solo economica, ma anche culturale e psicologica, che potrebbe essere strumentalizzata e deviata a fini illeciti».


ESTORSIONI IN AUMENTO


Hanno subito, infatti, un forte aumento a Pescara (da 105 a 123), a Teramo (da 54 a 71), ad Avezzano (da 32 a 40), a L'Aquila (da 9 a 11) e ad opera dei minori (da 5 a 9). Sono anche leggermente aumentate a Lanciano (da 15 a 17); sono rimaste costanti a Chieti (41), mentre sono diminuiti solo a Vasto (da 21 a 4) e lievemente a Sulmona (da 13 ad 8).
«Sommando le estorsioni tentate a quelle consumate - ha evidenziato Montinaro - si e' raggiunto il numero elevatissimo di 354 procedimenti, per un reato tanto allarmante».
In aumento anche i reati di droga essendo passati da 1430 a 2089. Lo ha detto l'Avvocato Generale presso la Corte d'Appello dell'Aquila, Brizio Montinaro. Dalla relazione si evince che l'aumento c'è stato soprattutto a Pescara (602), L'Aquila (351), Avezzano (141) e ad opera dei minori (87). Questo reato e' costante a Vasto (127). E' invece lievemente diminuito a Teramo (da 533 a 456).

MINORI, «IN AUMENTO REATI SESSUALI»

Anche i reati di natura sessuale commessi da minori, o in danno degli stessi, sono in costante aumento. I reati avvengono particolarmente in ambiente familiare, «con condotte illecite», ha spiegato Della Porta, «protratte nel tempo per la difficoltà di denunce da parte delle vittime e con effetti altamente negativi sulla formazione della personalità delle stesse».

31/01/2009 11.13