Nuova richiesta di Edison per la perforazione di nuovi pozzi di petrolio

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nuova richiesta di Edison S.p.a. per la perforazione di quattro nuovi pozzi nel giacimento di Rospo Mare.



ABRUZZO. Nuova richiesta di Edison S.p.a. per la perforazione di quattro nuovi pozzi nel giacimento di Rospo Mare.
Non basterebbero infatti ad arginarla né il "no" del Presidente Chiodi alla realizzazione della raffineria di Ortona né la risoluzione votata dal nuovo Consiglio Regionale che impegna il Presidente della Regione a presentare un nuovo disegno di legge che riproduca gli effetti della Legge n.14 del 15 ottobre 2008.
«L'ultimo e pericoloso assalto al nostro territorio», denunciano preoccupati il comitato Impronte, il Comitato Natura Verde e Nuovo senso civico, «da parte delle compagnie petrolifere si è concretizzato nella richiesta di compatibilità ambientale avanzata proprio oggi dalla Edison S.p.a. al Ministero dell'Ambiente, in relazione ad un nuovo progetto di perforazione e messa in produzione di nuovi pozzi nel giacimento di Rospo Mare».
In particolare, la richiesta avanzata dalla Edison S.p.a. concerne l'adeguamento dell'esistente piattaforma marina "Rospo Mare B" per consentire la perforazione di nuovi pozzi di sviluppo; la perforazione di tre nuovi pozzi direzionati nel giacimento di Rospo Mare a partire dall'esistente piattaforma "Rospo Mare B"; l'eventuale perforazione di un quarto pozzo e l'adeguamento degli impianti di produzione esistenti.
«Negli impianti produttivi di Rospo Mare», ricordano i comitati ambientalisti, «nel tratto di mare compreso tra l'Abruzzo ed il Molise, avviene in piccolo ciò che avviene in qualsiasi raffineria: il petrolio greggio è sottoposto alla deidrosolforazione, con conseguente emissione di idrogeno solforato e di altri inquinanti in termini non controllabili, fortemente nocivi per l'uomo e per l'ambiente».
Entro il 2 marzo chiunque abbia interesse può presentare istanze, osservazioni e pareri al Ministero dell'Ambiente.
«Spero lo faccia anche la Regione Abruzzo», chiudono i comitati, «presso i cui uffici è depositata una copia del progetto della Edison, e di tutti gli enti locali interessati».
Intanto si registra anche l'intervento del sindaco di Silvi che intende evidenziare bene le posizioni.
«Anche Silvi vigila attentamente sui fatti inerenti il termovalorizzatore a Pineto. A tal proposito apprezziamo molto la battaglia del Sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, che è il primo diretto interessato in questa situazione», così il sindaco Gaetano Vallescura.
«Visto la nostra vicinanza», aggiunge, «con il territorio interessato e considerata la nostra propensione nel difendere l'immagine prettamente turistica-ambientale di questo comprensorio (Terre del Cerrano) la nostra amministrazione propone a tutte le parti di cercare la migliore soluzione e invita senz'altro a cercare siti alternativi a quello interessato, innanzitutto distante da zone che vivono di turismo ma soprattutto il più lontano possibile da pozzi di erogazione di acqua potabile. In ogni caso che vengano rispettati rigorosamente le norme sulla sicurezza».
«Siamo pronti a appoggiare qualsiasi iniziativa, in maniera condivisa, con tutti gli amministratori del teramano», ha concluso Vallescura, «per difendere il territorio in maniera forte da scelte irrazionali. Possiamo ben dire pure che l'attivissima associazione Nuovo Senso Civico, protagonista nelle campagne di informazione al riguardo, ha una referente a Silvi, Maria Fiore, che ci tiene costantemente informati sui fatti».

30/01/2009 14.38