Truffa semafori: oltre 100 indagati per il "T-Red"

Alessandro Biancardi

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VERONA. Un'inchiesta partita un anno fa, alla fine del gennaio 2008 con il sequestro da parte dei carabinieri di San Bonifacio (Verona) e Tregnago, di due impianti semaforici del Veronese, in Val d'Illasi.
Vi è stata la consegna di 4 avvisi di garanzia al sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi, al comandante della polizia locale dell'Unione Comuni Verona Est, Graziano Lovato, e a Raul Cairoli, titolare della Ci.Ti. Esse, l'azienda che aveva installato i T-Red, i cosiddetti semafori intelligenti oggi nell'occhio del ciclone in una maxi inchiesta della Procura di Verona.
Stefano Arrighetti, 45 anni di Seregno (Milano), amministratore unico della Kria di Desio, che fornisce i T-Red, e' stato arrestato su ordine del gip, Sandro Sperandio, e su richiesta del pm Valerio Ardito con l'accusa di frode alle pubbliche forniture.
Secondo i pm di Verona che stanno indagando sulla vicenda, Arrighetti ha omologato solo la telecamera e non ha mai invece ottenuto l'omologazione al ministero dei Trasporti dell'hardare dell'apparecchiatura che mette in moto tutto il sistema.
Secondo una stima, sono circa centomila gli automobilisti multati ingiustamente, vittime del cosiddetto giallo sprint, il giallo che scatta improvvisamente al passaggio dell'auto, dura pochi attimi e non permette di fermarsi al rosso.
Ci sono 109 indagati tra cui 63 comandanti di polizia municipale (tra cui Perugia e Mogliano Veneto), 39 amministratori pubblici e sette amministratori di societa' private. Ottanta i comuni del centro nord Italia e centro investiti dal problema.

Il caso viene a galla nel 2006, quando ad Altavilla Vicentina vengono installati tre T-Red che in sei mesi sfornano oltre ventimila multe.
Una strage che non passa sotto silenzio. Quasi tutti i multati fanno ricorso e accusano il semaforo intelligente di cattivo funzionamento.
Il giallo dura decimi di secondo, ci si trova a passare col rosso senza accorgersene e intanto la telecamera riprende la violazione.
I cittadini Altavilla si riuniscono in un comitato chiamato ironicamente Multavilla e si affidano a un avvocato, Paolo Mele, che studia un modello standard di ricorso. Un modello vincente che permette la quasi totale accoglienza dei ricorsi.
Sotto accusa il giallo troppo breve, ma anche l'accertamento della violazione da parte di un tecnico della societa' produttrice dei semafori (mentre dovrebbe operare solo un pubblico ufficiale), persino la cattiva segnalazione stradale. Nello stesso tempo in vice presidente del consiglio provinciale di Verona Mario Zampedri presenta un esposto contro i T- Red raccogliendo le lamentele dei cittadini multati in Val d'Illasi. Lui stesso e' stato pizzicato dal semaforo intelligente. Zampedri ha creato addirittura un movimento di "resistenza civile" con tanto di sito internet dove si puo' scaricare il modulo per il ricorso.
Ce n'e' quanto basta per mobilitare un'inchiesta. Dalla Procura di Verona, pm Valeria Ardito, partono indagini per accertare se vi siano comportamenti scorretti o frodi e nel 2008 si cominciano a sequestrare i primi T-Red e Vista Red, due tipi di semafori intelligenti. La Finanza, nel settembre del 2008, indaga a Este, Lendinara, Colognola ai Colli e Campolongo Maggiore, tutti Comuni veneti in cui i pm veronesi ipotizzano irregolarita' nell'appalto T-Red.
Presto i semafori intelligenti vengono sequestrati in tutta Italia, si indaga per falso in quanto i semafori intelligenti non sono omologati come sembra. Nel giugno 2008 i carabinieri di San Bonifacio e Tregnago notificano ordini di esibizione e consegna a numerose amministrazioni comunali e ai comandanti di 62 polizie municipali in 80 comuni tra Bergamo, Brescia, Biella, Como, Cuneo, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Pavia, Perugia, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, Teramo (Pineto), Treviso, Vicenza, Varese e Venezia.

29/01/2009 12.36


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