Artigiani-Castiglione: prove di intesa sul futuro

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si è svolto lunedì 26 gennaio presso la sede dell’assessorato allo sviluppo economico della Regione Abruzzo, il primo incontro richiesto dalla Confartigianato Abruzzo.

Il neo assessore e vice presidente di giunta Alfredo Castiglione ha ascoltato per oltre un'ora tutti i partecipanti che hanno esposto le problematiche e le necessità del comparto artigiano: il presidente regionale di Confartigianato Angelo Taffo, il vice presidente regionale e presidente dell'associazione di Teramo Luciano Di Marzio, il presidente dell'Associazione di Chieti Roberto Mancini ed il Segretario Regionale e Direttore di Chieti Daniele Giangiulli.
Il presidente regionale Angelo Taffo nel ringraziare l'assessore per la solerzia con la quale ha fissato questo primo incontro ha auspicato per il futuro «una fattiva collaborazione a vantaggio delle imprese».
Taffo ha evidenziato come sia necessario «considerare quale volano di ripartenza dell'economia la piccola e media impresa, prevedendo la necessità di pervenire al più presto ad una modifica della legge regionale sull'artigianato la n. 60 del 96».
Il vice Presidente regionale e presidente della Confartigianato Imprese Teramo, Luciano Di Marzio, ha sottolineato come nel recente passato il settore artigiano sia stato il più penalizzato.
«Ogni anno», ha detto, «abbiamo visto ridurre le risorse da destinare al settore artigiano. Pertanto, vista la ristrettezza economica, si chiede di stanziare a favore del comparto almeno i 13 mln. di euro previsti negli anni duemila».
Il Presidente Di Marzio rafforzando quanto già detto dal Presidente Taffo ha sostenuto la necessità di pervenire alla modica della legge 60 del 96, soprattutto per quanto concerne gli articoli riguardanti le cooperative e i confidi.
«Uno degli aspetti fondamentali su cui bisogna lavorare – ha detto ancora Di Marzio – è la bottega scuola: bisogna renderla pienamente operativa per consentire alle centinaia di imprese di colmare il fabbisogno occupazionale e alle centinaia di giovani di soddisfare la domanda di formazione, ma anche per consentire ai giovani partecipanti alla bottega scuola di conseguire una qualifica professionale indispensabile per avviare una nuova attività. Parole d'ordine: soddisfare tutte le richieste e in modo tempestivo».
Il Presidente Di Marzio ha anche ricordato all'Assessore la costituzione nel recente passato del consorzio “Artigianfidi” dove sono presenti tutte le associazioni di categoria, ma al quale non sono mai stati destinati fondi necessari per renderlo operativo.
Il presidente della Confartigianato di Chieti, Roberto Mancini, ha sottolineato il grande ruolo dell'artigianato nell'economia, i sacrifici che gli imprenditori sono costretti ad affrontare quotidianamente e la grande dedizione al lavoro che li induce spesso a non avere orari. Ma soprattutto, il Presidente Mancini ha evidenziato come l'artigianato sia un serbatoio stabile di occupazione.
Il segretario regionale Daniele Giangiulli nel ribadire quanto da altri sostenuto ha dato la propria disponibilità per gli interventi tecnici utili alla modifica della legge 60 e ha manifestato sin da ora la massima collaborazione ad eventuali iniziative che l'assessore vorrà portare avanti.
L'assessore Alfredo Castiglione, ascoltati tutti gli interventi ha detto che una delle sue priorità «è la modifica alla legge 60, modifica che deve essere condivisa da tutte le associazioni».
Ha parlato anche di una nuova politica del credito ipotizzando nuovi ruoli per la Fira, la finanziaria regionale, e i consorzi unitari esistenti.
Anche per l'assessore Castiglione è fondamentale rimettere in moto la macchina del lavoro rendendo operativo e funzionale l'istituto della bottega scuola.
«Voglio gettare le base di un nuovo modo di lavorare – ha concluso l'Assessore – eliminando la burocrazia e creando commissioni regionali per ogni settore che coinvolgano le rispettive associazioni regionali e che possano affiancare il lavoro dell'assessorato allo sviluppo economico».
La Confartigianato Abruzzo ha chiesto un secondo incontro, che è stato accordato dall'assessore, per presentare le proprie richieste di modica alla legge regionale che poi saranno confrontate con quelle delle altre organizzazioni.

28/01/2009 10.04