Federconsumatori e Prc:«la petrolizzazione interessa tutta la regione»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ancora i temi ambientali al centro del dibattito in Abruzzo. Mentre si concedono nuove autorizzazioni a perforare in mare e sulla terra ferma le associazioni continuano la loro battaglia.
Secondo la Federconsumatori si stanno progettando in tutto il territorio abruzzese «interventi ed attività ad alto rischio ed impatto ambientale: tutto ciò è in aperto contrasto con le promesse formulate in campagna elettorale».
La Federconsumatori chiarisce che le infrastrutture energetiche «sono assolutamente cruciali per promuovere lo sviluppo di un territorio, e non possono che sortire benefici, se concepite, e costruite, in armonia con le comunità locali e le peculiarità dell'ambiente».
In altri termini, l'Abruzzo ha sì bisogno di progetti di sviluppo, realizzati però che siano in equilibrio con il suo patrimonio naturale e paesaggistico, e nel rispetto del tessuto democratico e degli interessi locali.
Perciò, Federconsumatori Abruzzo giudica le proposte di trivellazione, destinate alla captazione di prodotti petroliferi sul litorale abruzzese, in particolare a Silvi, nonché il centro Oli di Ortona, tuttora in fase di progettazione, «in piena contrapposizione con le dichiarazioni formulate durante l'ultima contesa elettorale».
Da più direzioni, infatti, nelle fasi di campagna elettorale, in tanti hanno ricordato che per risollevare l'Abruzzo è opportuno puntare sulla bellezza naturale del “cuore verde” d'Europa, ed improntare strategie economiche mirate a sfruttare le potenzialità turistiche dei nostri bellissimi parchi e delle nostre riserve naturali.
«La nostra conclusione», dice Federconsumatori, «è che occorre “pensare” le Infrastrutture in funzione del territorio, dell'impatto ambientale e della sensibilità delle comunità locali. L'Abruzzo, non può dichiararsi “Regione Verde d'Europa” ed avere sul proprio territorio veri e propri detrattori ambientali. Fiumi inquinati, aree dedite a discariche abusive (Bussi), alle quali si aggiungono i rischi ambientali proposti. I consumatori abruzzesi, anche attraverso canoni di depurazione, molte volte non dovuti, pagano per un ambiente sano, lontano da rischi per la salute della collettività».

PRC «NO ALLA DERIVA PETROLIFERA»

Il problema della deriva petrolifera in Abruzzo non riguarda solo Ortona –secondo il Prc di Giulianova- ma circa il 30% del nostro territorio ( entroterra e costa Teramana) che è interessato da richieste per estrazioni di Petrolio e Gas.
In data 18 dicembre 2008 Il Consiglio Provinciale, ha approvato all'unanimità, su proposta del capo gruppo di Rifondazione, Raimondo Sfrattoni, un ordine del giorno in cui impegna il Presidente e la Giunta a «sostenere in tutte le sedi l'assoluta contrarietà della Provincia di Teramo alla costruzione del cosiddetto Centro Oli».
Con la legge regionale 2/2008 si sospende il permesso a costruire relativo al centro Oli (Raffineria) fino al 31 dic.2009.
Il Presidente del consiglio Berlusconi ha inoltrato tuttavia ricorso contro il provvedimento della Regione Abruzzo che blocca gli Insediamenti petroliferi, compreso quello di Ortona.
Il 17 dicembre scorso il Ministro Scaiola ha accolto le istanze delle società petrolifere e dato il via per la ricerca e estrazione in Provincia di Teramo.
«E' necessario sollecitare il neo eletto presidente della Regione, Gianni Chiodi , a chiedere al governo la revisione dell'intesa Stato-Regioni del 2001 che stabilisce, in sostanza, che in mare lo Stato può procedere come vuole», sostiene Rifondazione di Giulianova, «il secondo passo è quello di bloccare il disegno di legge all'esame del Senato che semplifica una legge del 2004 per il rilascio delle concessioni su cui il Prc ha presentato un esposto all'Unione europea. La trappola è proprio in quel DDL e su questo possono dare battaglia i senatori abruzzesi».

17/01/2009 11.47