Pineto & Petrolio, il sindaco chiede incontro con il Ministero dello Sviluppo

Alessandro Biancardi

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PINETO. Il sindaco di Pineto Luciano Monticelli continua la sua battaglia per conoscere con precisione i prossimi lavori di estrazione di petrolio che interesseranno il suo Comune.
Il primo cittadino ha così deciso di scrivere una lettera al Ministero per lo Sviluppo Economico, direzione Unmigi, chiedendo un incontro urgente per discutere del problema legato alla realizzazione di un pozzo petrolifero nella zona di Mutignano. Si tratta del borgo antico della città, a confine con i territori di Atri e Silvi.
«Ho appreso oggi (ieri per chi legge, ndr) che l'Eni, il colosso energetico», spiega Monticelli, «ha avuto l'autorizzazione per la coltivazione su quest'area, in attesa chiaramente di impiantare il pozzo per l'estrazione del petrolio. Sono profondamente arrabbiato per il fatto che gli enti locali non vengono mai chiamati in causa ma sistematicamente scavalcati».
Per il momento l'Eni ha ha l'autorizzazione per la coltivazione dell'area, per le verifiche da fare e quindi acquisire gli elementi necessari per poi impiantare un pozzo petrolifero. Certamente è quanto nelle loro intenzioni. «Non saremo qui a guardare senza fare nulla», assicura Monticelli che vuole che gli esperti del ministero vengano a Pineto per un incontro a cui dovrebbero partecipare anche i responsabili delle associazioni ambientaliste, gli enti interessati, il consorzio per l'Area Marina Protetta del Cerrano e la Provincia.
«La lettera è indirizzata anche al presidente della nostra Provincia Ernino D'Agostino», ha aggiunto il sindaco di Pineto, «in quanto vogliamo che la stessa Provincia sia al nostro fianco in questa battaglia. E' vero, ci sentiamo accerchiati. Ma certamente non ci barricheremo all'interno del nostro fortino, non soffriamo di questa sindrome. Faremo il possibile per tutelare il nostro territorio. Stanno trasformando la nostra Regione in un'area petrolifera. Da Regione Verde d'Europa presto si rischierà di diventare la Regione Nera. E tutto questo a vantaggio di pochi ma a danno di molti».

16/01/2009 10.04