Fondi Fas: Chiodi, «regioni pronte a fare la propria parte»

Alessandro Biancardi

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ROMA. «Le Regioni sono pronte a fare la propria parte ma è necessario che ora dal Governo arrivi una proposta operativa».


Lo ha detto il presidente della Regione, Giovanni Chiodi, in chiusura della riunione della Conferenza delle Regioni che ha affrontato il tema dei fondi Fas e dei fondi strutturali comunitari.
Al centro della discussione la riprogrammazione da parte delle Regioni di circa 7 miliardi di euro per le aree sottoutilizzate, fondo dal quale in precedenza il Governo ha attinto per dare copertura finanziaria ad alcune leggi.
Le Regioni hanno chiesto il reintegro delle risorse che sono state prelevate dai Fas. Sulla chiamata di solidarietà arrivata dal Governo, il presidente della Regione non si tira indietro: «Penso che le regioni siano state le prime a sollevare nel mese di ottobre la situazione di una crisi che stava piombando in modo violento anche sul nostro Paese. Ed è per questo che le Regioni di certo non possono tirarsi indietro di fronte ad una necessità di questo genere. Credo che si debba prendere in considerazione questo aspetto, far fronte a quelle che sono le grandi sfide che dovranno essere portate avanti, ma soprattutto quello degli ammortizzatori sociali. E in questo momento difficile – ha proseguito Giovanni Chiodi -, segnato anche da possibili tensioni sociali, credo che ognuno debba fare la propria parte e le Regioni sono pronte a recitare la parte che le spetta».
Sulle prospettive di accordo tra le Regioni anche in vista della riunione ufficiale della prossima settimana con il Governo, il Presidente Chiodi ha parlato di «sostanziale accordo in sede di Conferenza delle regioni, naturalmente la situazione che viene posta al Governo è che intanto lo stesso illustri quella che è la sua posizione. Allo stato – ha concluso il presidente della Regione - non esiste al momento una sufficiente interlocuzione operativa, concreta, ma solo manifestazioni di volontà da entrambe le parti».
Alle altre Regioni Chiodi chiede «la solidarietà necessaria in favore di un settore, quello della sanità, che in Abruzzo vive un momento drammatico».
14/01/2009 18.53