Energia. Scajola parla e risalta fuori la paura del Centro Oli

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una intervista di questa mattina su Canale 5 del ministro Scajola riapre i dubbi e le paure per l’estrazione di gas dalla costa abruzzese.
ABRUZZO. Una intervista di questa mattina su Canale 5 del ministro Scajola riapre i dubbi e le paure per l'estrazione di gas dalla costa abruzzese.Il Governo ha modificato la norma contenuta nel ddl sviluppo con l'obiettivo di consentire le estrazioni nell'Alto Adriatico. Bisogna «sfruttare meglio» le risorse energetiche che l'Italia «ha sotto i piedi», ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso della trasmissione di Canale 5 'Panorama del giorno'.
«Purtroppo paghiamo, in materia energetica, scelte miopi del passato», ha spiegato il ministro aggiungendo che nel provvedimento in discussione al Senato e' stata inserita la possibilita' di utilizzare le riserve italiane come quelle «dell'Alto Adriatico, della Basilicata o di altre regioni».
Nessun riferimento diretto all'Abruzzo (può considerarsi Alto Adriatico?) ma c'è chi è preoccupato. «Sogno o son desto? Non mi pareva possibile», dice Giusto Di Fabio, del Comitato Natura Verde, «eppure è vero: il ministro Scajola si è vantato di essere l'ispiratore della legge che trasferisce al Governo nazionale le competenze sul territorio ed ha aggiunto che in Adriatico ci sono 100 miliardi di euro in energia che vanno tirati fuori al più presto. Mi è tornato l'incubo del Centro Olii di Ortona».
Di Fabio, dopo l'incontro personale con Silvio Berlusconi, arrivato a Pescara per il comizio con Gianni Chiodi, riteneva che il problema dell'estrazione del petrolio a largo di Ortona fosse ormai morto e seppellito. «E invece questa botta non ci voleva – spiega ancora Di Fabio – io mi fido della parola del presidente del Consiglio, così come credo che Gianni Chiodi, che pure si è espresso pubblicamente contro il Centro Olii, farà onore al suo impegno contro questa realizzazione. Però mi chiedo come fa un ministro a dire il contrario di quello che ha detto il suo presidente».
Insomma all'orizzonte si profilano nuove possibilità per la realizzazione del Centro Olii, visto che il rischio da tutti paventato potrebbe essere bypassato con l'emergenza energetica. Così pare di capire dalle parole di Belpietro che dallo studio sollecitava il ministro Scajola sui problemi dell'emergenza gas per la guerra economica tra Russia ed Ucraina. Continua Di Fabio: «Non mi è piaciuta quella domanda: possibile che ogni anno dobbiamo fare i conti con chi ci fornisce energia, quando noi ce l'abbiamo? E via a parlare di Adriatico e di Basilicata. Più che odore di zolfo, sento odore di bruciato. D'altra parte anche il silenzio dell'Eni è preoccupante. E se domani cominciano i lavori chi li ferma?»

s.c. 8/01/2009

«BERLUSCONI VUOLE QUESTO»

«Nei prossimi mesi il mare Adriatico e la sua costa vedranno nascere come funghi piattaforme per l'estrazione del petrolio», commenta Carlo Costantini (Idv), «mentre i suoi fondali saranno soggetti a continue trivellazioni. Questo e' quello che vuole Berlusconi e, se lo vuole, deve volerlo senza se e senza ma anche il Presidente Chiodi. Ma lo vogliono gli abruzzesi? E, soprattutto, conviene agli abruzzesi?»
Costantini ricorda inoltre che al Senato «è all'esame della decima commissione l'ex atto 1441 ter Camera, con termine per la presentazione degli emendamenti al 15 gennaio; in Consiglio Regionale sarà necessario stanare sin dalla prima seduta la maggioranza di centrodestra per porla di fronte alle responsabilità che si e' assunta in campagna elettorale».
In queste sedi istituzionali «faremo fino in fondo la nostra parte». E sabato pomeriggio, alle 16,00, Costantini sarà a Pineto per partecipare ad una manifestazione organizzata dalla locale amministrazione comunale alla quale parteciperà anche la professoressa Maria Rita D'Orsogna.