Si è spenta una voce in regione: quella di TeleAbruzzo

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Stanze deserte e silenziose questa mattina nella redazione di Piazza S. Maria Di Roio. TeleAbruzzo ha definitivamente chiuso i battenti. A niente sono valsi i tentativi di recuperare una situazione apparsa fin da subito senza speranza.
I 6 giornalisti, i 5 tecnici e i 4 collaboratori che hanno ricevuto lo scorso 28 dicembre una lettera di licenziamento da questa mattina sono a casa.
«La programmazione autoprodotta è stata interrota sabato», spiega Chiara, la segretaria di redazione ancora al suo posto per rispondere al telefono, «facendola coincidere con la settimana lavorativa. Adesso sta andando in onda una programmazione di riempimento, i giornalisti sono rimasti a casa e qui stamattina c'è solo chi si occupa dell'aspetto contabile dell'azienda».
Dalla mezzanotte del 31 gennaio scomparirà anche il marchietto TeleAbruzzo che in queste ore è rimasto l'unico segno distintivo dell'emittente.
Adesso L'Aquila rimane completamente abbandonata a se stessa e il capoluogo di regione si trova improvvisamente “al buio”.
I tentativi di creare un'altra realtà televisiva c'è stata, ma «nessun imprenditore ha ritenuto valida l'opportunità di creare una nuova emittente».
In un' epoca in cui la televisione è diventato il centro del potere, capace di segnare il destino di una nazione e calamitare grn parte dell'attenzione del mondo politico (in tutti i sensi), l'Abruzzo riesce nuovamente a distinguersi e non c'è stato nessuno disposto ad investire in uno dei mezzi di comunicazione più potenti.
Se da un lato convivono rabbia e rammarico è vero che anche l'indifferenza è diffusa.
«Non credo che qui in città tutti si siano accorti di quello che sta accadendo», afferma Chiara, «probabilmente se ne accorgeranno solo quando in basso al teleschermo non leggeranno più TeleAbruzzo».
Il futuro sembra in salita anche per i giornalisti, al momento ancora alla ricerca di un nuovo posto di lavoro.
E così alla crisi del mondo produttivo del capoluogo di regione si aggiunge anche questa ennesima, piccola ma importante tragedia per i pochi dipndenti e per l'intero mondo regionale che perde una voce.
30/01/2006 12.50