Gianni Chiodi è il presidente: «adesso bisogna lavorare, lavorare, lavorare»

Alessandro Biancardi

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Gianni Chiodi è il presidente: «adesso bisogna lavorare, lavorare, lavorare»
LE PRIME DICHIARAZIONI. TERAMO. E’ arrivato alle 22.20 al suo comitato elettorale il neo presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi.
A metà scrutinio la vittoria sembra ormai in tasca con un distacco che supera il 10% tra il candidato del Pdl e quello del centrosinistra Carlo Costantini.
Ma lui, maglione a quadri e giacca scura, ha ancora i piedi per terra: «sembra che si stia andando verso una bella vittoria».


Anche Carlo Costantini ha commentato la vittoria del suo avversario: «io costretto a difendere l'indifendibile. Nei prossimi giorni deciderò se andare in consiglio regionale nelle fila dell'opposizione»
Per Chiodi un risultato «così positivo» è frutto di una serie di questioni.
«Dobbiamo dire grazie al buon governo Berlusconi che sta lavorando bene da un anno e anche al governo regionale della giunta Del Turco che ha fallito sul piano etico e su quello gestionale. La somma di questi due elementi ha fatto emergere questa importante vittoria».
La telefonata di Berlusconi è già arrivata prima dell'ufficializzazione e lo ha confermato proprio Chiodi: «sì, l' ho sentito e mi ha fatto i complimenti. E' una vittoria straordinaria per il centrodestra», ha continuato, «abbiamo recuperato 18 punti di percentuale».
Adesso bisogna cominciare a lavorare: «ritengo di aver già cominciato», ha detto, «e il risultato ottenuto è una chiara indicazione che qualcuno più di altri ha dato una speranza di rinnovamento, onestà, sobrietà, responsabilità. Gli abruzzesi lo hanno capito, bisogna lavorare, lavorare, lavorare, rimboccarsi le maniche, guardare i problemi in faccia, essere pragmatici, avere buon senso e fare tantissimo».
L'astensione di massa rimane «l' unico cruccio ma sarà anche il primo impegno che assumerò. Dopo 5 anni in cui mostrerò un governo diverso, moderno e capace di far riacquistare fiducia io credo che ci saranno più persone che torneranno alle urne. Questa è la prima sfida da vincere e sono certo di vincerla».
Chiodi non ha risparmiato commenti sulla disfatta del centrosinistra e sui continui attacchi nel corso della campagna elettorale: «il comportamento che si assume nei momenti di stress è il comportamento rivelatore del carattere. Vedere attacchi beceri mi ha fatto non apprezzare certe tecniche di fare politica. Per noi la politica è una cosa diversa, una cosa nobile, un confronto di idee, non il dilegio degli avversari. Chi ha esagerato», ha continuato Chiodi, «pensava di fare bene e invece c'è stata la debacle. Il centrosinistra, ma anche altri partiti, ha fatto attacchi virulenti e non ha raccolto la fiducia dei cittadini. Volevano fare i paladini e i moralizzatori ma non hanno avuto successo».
Il neo presidente ha parlato poi di un «antiberlusconismo che è ancora molto forte», e che viene utilizzato «come sistema di far politica, come fa ad esempio l'Italia dei Valori».
Chiodi ha assicurato che con il suo governo ci sarà una rinascita: «è assolutamente necessaria, certamente non sarà più nulla come il passato, gli antichi stereotipi non li vedrete mai più. Voglio più professionalità e meno professionismo». 15/12/2008 22.42

L'INTERVISTA A CHIODI