SprintAbruzzo: uno sportello, tanti servizi praticamente un ente strumentale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Chi ha mai sentito parlare dello sportello Sprint alzi la mano. Si chiama così un progetto dagli obiettivi pomposi quanto difficili da capire, ideato dalla ex giunta regionale il 27 luglio 2006.
ABRUZZO. Chi ha mai sentito parlare dello sportello Sprint alzi la mano. Si chiama così un progetto dagli obiettivi pomposi quanto difficili da capire, ideato dalla ex giunta regionale il 27 luglio 2006. Un progetto che ha le sembianze di un vero e proprio ente strumentale: 15 collaboratori co.co.pro (più altri due) con uno stipendio medio di 25 mila euro annui (ma c'è anche chi ne percepisce tre volte tanto).
Circa 425 mila gli euro spesi nel primo anno di attività.
7 co.co.pro sono scaduti il 16 settembre e il 14 ottobre. Lo zoccolo duro dei dipendenti laureati è così venuto a mancare.
Restano al lavoro fino alla scadenza del contratto (dicembre) solo 10 unità lavorative: 8 diplomati.
Al loro posto anche 2 "jolly", il numero 16 e il numero 17 che sono stati inseriti sebbene i posti disponibili, come deciso all'inizio, dovevano essere solo 15.
Ma a quanto pare tutti e 17 saranno riconfermati anche nel nuovo anno. Ne hanno avuto la conferma nei giorni scorsi ma devono ancora firmare il contratto.
Da poco è stato richiesto allo stesso consiglio regionale il reinserimento dei fondi (si parla di circa 400 mila euro) per proseguire la vita di questo sportello-ente.
Ma in tanti sostengono che questo progetto non valga in realtà la spesa fino ad ora sostenuta dalla Regione. Di che cosa ci si occupa? Quali sono gli obiettivi? E i risultati?

CHE COSA FA LO SPRINT ABRUZZO

Il progetto non è nato sotto le migliori stelle. Già a settembre del 2007 Ezio Ardizzi, presidente della Camera di Commercio, parlò di un «inutile spreco di fondi» perché un progetto simile già esisteva. Ma lo sportello venne inaugurato con toni trionfali. «La Regione vuole boicottare le Camere di Commercio», disse all'epoca Ardizzi, presidente del Centro estero delle Camere di Commercio, per esprimere «il suo malessere e il suo disappunto» sul passaggio di competenze nella gestione dello "Sprint", lo Sportello regionale per l'internazionalizzazione delle imprese.
Secondo Ardizzi, la scelta effettuata dalla Regione avrebbe comportato «un inutile aumento dei costi». «Siamo stati finora in grado di assicurare la gestione gratuita dello sportello e la messa a disposizione di una esperienza lunga quarant'anni», disse, «anni in cui le imprese abruzzesi sono state accompagnate in innumerevoli fiere in giro per il mondo».
Ma niente da fare, la Regione sentiva forte questa necessità di impiegare altri soldi per la causa.
E di cosa si occupa lo Sportello?
Si legge sul sito internet: «mette a disposizione delle imprese abruzzesi un'ampia offerta di informazioni riguardanti studi paese, analisi dei mercati e di settore, procedure amministrative e doganali in materia di commercio con l'estero, dati statistici, opportunità e contatti d'affari in ambito internazionale. Queste informazioni agevolano la selezione dei potenziali mercati di sbocco, la valutazione dei rischi e delle opportunità e l'elaborazione delle adeguate strategie di internazionalizzazione».
E sempre sul sito si possono vedere tutte le cose fatte dal progetto per smuovere l'economia mondiale e regionale.
Ma quante aziende hanno usufruito del servizio?
Lo chiediamo direttamente allo sportello: «non saprei quantificare il numero delle aziende che si sono rivolte a noi», dice una operatrice.
Dieci? Cento?
«Guardi come direi un numero di sicuro sbaglierei. Forse è meglio che parla con il direttore».
Lunedì mattina però il direttore non c'è.
Quando lo trovo?
«Non lo so. Non conosco i suoi orari. Ci dicono oggi non viene, arriva nel pomeriggio…può chiamare alla sua segreteria…»
Così proprio da lì confermano che il direttore non c'è «torna il 22», dicono.
«Per cose urgenti, però si può inoltrare una richiesta scritta al suo indirizzo email e quando torna risponderà».
Se il numero delle aziende, quindi, non è dato sapere meglio affidarsi alle notizie del sito internet.
Tantissimi gli incontri per parlare, socializzare, scambiare informazioni. Tante le trasferte in tutto il mondo nel 2008: Lipetsk (Russia), 29-30 Maggio, San Paolo e Ribeirao Preto (Brasile), 23-27 giugno, Maracay - Estado Aragua (Venezuela), 1-5 ottobre, Bruxelles, 6-9 ottobre.
Non sono mancati ospiti: oltre 200 delegati e aziende provenienti da ben 45 Paesi che aderiscono ai World Trade Center Association di tutto il mondo, per tre giorni si sono incontrati in Abruzzo.
Noi stiamo provando a stilare l'elenco delle aziende che hanno beneficiato dello Sprint: se ci sono si facciano avanti.

UN PROGETTO SENZA TERMINE

Ma lo sportello è un progetto o qualcosa di più?
Un progetto dovrebbe avere di per sé una data di inizio e una data di fine.
Anche perché finalizzato ad un obiettivo concreto che si dovrebbe raggiungere.
In questo caso, invece, la data del termine non è chiara e anche la richiesta di altri soldi per andare avanti sarebbe la conferma che non si ha intenzione di chiudere la baracca.
Ma se non c'è un terminenon si capisce nemmeno quale sia lo scopo e se nonsi capisce nessuno potrà mai dire se questo sia stato raggiunto oppure no.
La conferma che non si tratta di un progetto arriva anche dalla operatrice Sprint: «questo è un servizio non un progetto…»
Così il personale selezionato come lavoratore a tempo determinato viene impiegato in pianta stabile a tempo indeterminato, contrariamente a tutte le leggi vigenti.
Secondo alcuni, inoltre non sarebbe mai stato firmato, inoltre, il protocollo d'intesa per la sua operatività tra lo stesso sportello e i vari enti che dovrebbero con esso collaborare. Ma dallo Sprint smentiscono: «anche il Ministero del Commercio è nostro partner…»
Anche sulle modalità di selezione non sono mancati mugugni in perfetto stile ente strumentale. Tra i selezionati 4 su 17 lavoravano presso la segreteria politica di un assessore. E scorrendo le classifiche di chi ce l'ha fatta si nota che tutti i partecipanti che avevano un elevato punteggio in titoli è stato poi attribuito un basso punteggio alla prova orale. Tra uno che partiva con 12 punti e un secondo che ne aveva già 31 il primo ha dimostrato all'orale (dove il giudizio è discrezionale) di essere più preparato.
Di certo il sistema di valutazione dimostra così qualche pecca perché tra un giovane che ha un livello di preparazione elevato, voti eccellenti, esperienza pregressa si vede sorpassare molto spesso da chi ha un curriculum decisamente più scarno.

Alessandra Lotti 15/12/2008 10.35

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