Sciopero Cgil: «12mila in piazza in tutto Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nonostante la pioggia e il maltempo in tutta la regione le piazze dell'Aquila, Lanciano, Teramo e Pescara si sono riempite di lavoratori e lavoratrici, pensionati, giovani, precari, studenti.
C'è stata una media di 3000/ 3500 persone in ognuna delle città, secondo le stime fatte dalla Cgil Abruzzo che parla di «adesione straordinaria».
«Altissime - afferma il sindacato - le adesioni dai luoghi di lavoro, dalle aziende grandi e piccole della nostra Regione, dopo le 836 assemblee, di cui 45 territoriali, tenute dalla Cgil in preparazione allo sciopero generale. I dati finora raccolti confermano una adesione che si attesta al 69%, su 66 aziende di 105 monitorate nei comparti pubblici e privati».
La Cgil ha ringraziato i lavoratori «invisibili», «quelli impegnati nel loro lavoro per garantire un fondamentale diritto costituzionale, quello di voto che hanno lo stesso dichiarato con una firma la propria condivisione della piattaforma della Cgil».
A L'Aquila anche la presidente di Provincia Stefania Pezzopane ha partecipato alla manifestazione. «L'ho fatto», ha detto, «per tutti quelli rimasti senza lavoro, grazie alla mancanza di strategia dei grandi pensatori di Berlusconi. Per tutti quelli che hanno visto chiudere industrie e per quelli che a breve non avranno più lo stipendio. Per quelli delle elemosine della social card e per i
precari sempre più precari».
«L'unica ricetta che abbiamo sentito dal Premier – ha osservato Pezzopane - e' di spendere e spandere, di mantenerci consumisti ottimisti. Proposte da piazzisti. Per di più durante il suo one man show a Pescara ha sbattuto in faccia ai cittadini la sua spropositata ricchezza acquistando gioielli per i suoi fedelissimi. Vista da lui la crisi sarà una bugia dei 'comunisti'»
A Pescara invece è intervenuto Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista: «Sono davvero felice dell'ottima riuscita dello sciopero generale», ha detto. «Adesso, però, rispetto allo sciopero generale e alla lotta al governo Berlusconi e ai suoi nefasti provvedimenti economici
e sociali - spiega - bisogna proseguire, nelle lotte, e non fermarsi, per costruire una vertenza generale per uscire dall'attuale crisi economica a sinistra».
Sono stati circa 2 mila i partecipanti - secondo le stime degli organizzatori – alla manifestazione provinciale sul lavoro che si e' svolta a Lanciano.
Laura Spezia, della segreteria nazionale della Fiom, ha detto che la crisi industriale «e' vera e il governo non ha mai portato avanti una politica industriale seria, che consenta investimenti». Simbolo della manifestazione e' stato un ragazzo di 24 anni di Lanciano, che vive con la madre senza altri redditi in famiglia, e che proprio oggi vedeva scadere, dopo oltre un anno, il suo contratto di lavoro interinale alla Sevel di Atessa.
Al corteo, che ha attraversato tutta la città, ha preso parte anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che ha avuto parole durissime contro il governo Berlusconi.
«E' un governo oligarchico e piduista per quanto riguarda l'economia in Italia - ha attaccato Di Pietro - che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Ecco perchè io dico agli abruzzesi di salvare l'Abruzzo per salvare l'Italia. La colpa del governo e' gravissima, perchè invece di affrontare la realtà non ha messo ad esempio un euro vero e nuovo nelle infrastrutture».
Sui progetti del centrodestra, secondo Di Pietro «si sono copiati quanto deciso dalla sinistra, un
semplice spostamento di somme, senza trovare nessuna nuova somma, perchè non combattono gli evasori fiscali, non combattono la casta e si sono pure tenuti i 300 milioni di finanziamento ai partiti che avevamo chiesto di abolire».
Sulla crisi industriale in Val di Sangro, Di Pietro ha poi annunciato che la porterà all'attenzione dei tavoli nazionali. «Siamo molto preoccupati - ha aggiunto il segretario regionale della Cgil Antonio Iovito - perchè dalla prossima settimana, l'80 per cento delle attività manifatturiere della provincia di Chieti andrà in cassa integrazione. In questo territorio sono a rischio 18 mila posti di lavoro».

NEL RESTO D'ITALIA

Altissima l'adesione allo sciopero in tutta Italia. A Roma i partecipanti sono stati 30 mila, dice la Cgil, più gli studenti e i Cobas, che si aggiungono ai circa 50 mila di Milano che, anche qui, arrivano a 100 mila con sindacati di base e studenti, ai 40 mila di Napoli, 30 mila di Torino e di Bari, 15 mila di Cagliari, 10 mila di Genova, 5 mila a Perugia e tanti altri.
A Bologna, dove la manifestazione si è conclusa con il comizio del segretario generale, Guglielmo Epifani, a sfilare c'erano, secondo i calcoli dell'organizzazione, oltre 200 mila persone.

12/12/2008 15.55


LA VIGNETTA DI GIO