Consorzi di sviluppo industriale, «i candidati ci ascoltino»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le rappresentanze sindacali aziendali dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale sono infuriati con alcuni candidati alla presidenza della Regione Abruzzo che auspicano «la liquidazione o l'eliminazione dei Consorzi».

«Sono Enti Pubblici Economici», tuonano Fp Cgil, Fps Cisl, Uil Fpl e Findici, «e sono disciplinati dalla normativa nazionale e regionale. In quasi quarant' anni di attività, il Consorzio ha contribuito fortemente allo sviluppo socio-economico dell'area Sangro-Aventino e della Regione, promuovendo ed attuando, nell'ambito degli agglomerati industriali di competenza, le condizioni necessarie per l'insediamento e lo sviluppo delle attività produttive nei settori dell'industria, artigianato, commercio all'ingrosso e servizi».
Oggi il Consorzio gestisce, in collaborazione con i Comuni ed altri Enti, infrastrutture per l'industria, servizi reali alle imprese ed iniziative connesse alla produzione industriale nei seguenti agglomerati: Atessa-Paglieta (120 aziende con 10.400 occupati), Casoli (35 aziende con 600 occupati), Lanciano-Mozzagrogna (20 aziende con 410 occupati), Lanciano centro (18 aziende con 470 occupati), Fara San Martino (4 aziende con 410 occupati), Guardiagrele (7 aziende con 70 occupati), Fallo (3 aziende con 15 occupati), Castelfrentano (2 aziende con 12 occupati).
«L'organico attuale dei dipendenti dell'ente», spiegano i sindacati, «è costituito da circa 30 unità, addette a svolgere sia le attività amministrative e tecniche di pianificazione, localizzazione - assegnazione degli insediamenti produttivi, espropriazione, programmazione - esecuzione delle opere infrastrutturali pubbliche, sia le attività di gestione e manutenzione di infrastrutture, opere ed impianti pubblici negli agglomerati di competenza».
Nel corso dell'anno 2008 sono stati assegnati circa 250.000 mq di aree per nuovi stabilimenti ed ampliamenti nei vari agglomerati, con previsione di 430 nuovi posti di lavoro. Sono stati approvati 90 progetti edilizi presentati, al fine del rilascio del Nulla Osta al Permesso di Costruire (o D.I.A.), per interventi di nuovi stabilimenti, ampliamenti, ristrutturazioni, manutenzioni.
«Dopo la chiusura della Cassa per il Mezzogiorno», continuano i sindacati, «e la conseguente forte riduzione dei finanziamenti pubblici di Stato, il Consorzio ha continuato la propria azione di programmazione e promozione dello sviluppo industriale, con la realizzazione di importanti opere di completamento infrastrutturale negli agglomerati, utilizzando sia risorse finanziarie statali o comunitarie, sia risorse proprie, derivanti dalla gestione economica dei servizi offerti alle Aziende»
I contributi finanziari della Regione «sono stati praticamente nulli», assicurano « e negli ultimi dieci anni, il Consorzio ha progettato, eseguito, collaudato e reso agibili diverse opere pubbliche, per un importo complessivo di circa 40 milioni di euro».
Per questo i sindacati si dicono pronti «per un incontro chiarificatore con i candidati alla presidenza, anche, eventualmente, per preannunciare le loro proposte su ipotesi legislative di aggiornamento e razionalizzazione dei Consorzi di Sviluppo Industriale».

10/12/2008 12.21