Verticalizzazione contestata, Uil: «non diplomati e laureati sullo stesso piano»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. A tre giorni dall'approvazione della delibera di giunta sulle verticalizzazioni interne non scema la polemica. Dopo le contestazione dell'Ugl adesso anche la Uil Fpl vuole vederci chiaro.

In sede di concertazione sulla proposta di delibera la Uil Fpl si era espressa negativamente proprio per «i mancati chiarimenti». Giovedì scorso, però, la delibera è stata tranquillamente approvata dalla giunta.
«I motivi addotti dall'assessore regionale D'Amico», commenta Giuseppe Zanelli dirigente del sindacato, «danno l'impressione di una affannosa arrampicata, con malcelati intenti elettoralistici».
Per la Uil, infatti, «l'assessore non è riuscito a dimostrare il carattere di ordinarietà del provvedimento, né i motivi di urgenza e indifferibilità», requisiti a cui adesso, dopo le dimissioni di Del Turco la giunta si dovrebbe attenere.
Per il sindacato, inoltre, è grave l'assenza dell'indicazione «dei profili professionali per ciascuna categoria di dipendenti, o quelli relativi ai posti vacanti».
Il "vuoto" «non consente un meditato giudizio sulle effettive possibilità di verticalizzazione del personale interno, al quale un precedente accordo ne assicurava una quota non inferiore al 50 % ».
«Nessuna parola», continua Zanelli, «sul fatto che con la stessa delibera si consentirà al personale della categoria "B1" senza un diploma di concorrere per la superiore categoria "C" al pari di tantissimi laureati e diplomati operanti in Regione da oltre 20-25 anni appartenenti alla stessa "B1" il punteggio del cui titolo di studio potrà essere vanificato da qualche corso formativi di 30 ore».
«Ora», chiude la Uil, «di fronte alla mala parata dell'impugnativa del Governo e delle devastanti stroncature da parte degli stessi candidati a presidente della Regione sulla legge in parola, si vuol far credere ai dipendenti regionali di avere a cuore la loro progressione di carriera ed ai precari veri la loro assunzione definitiva, mentre tutta la vicenda sta a dimostrare il fallimento della politica di gestione del personale di questa Giunta regionale».

06/12/2008 11.08