Giustizia: venerdì «uno sciopero irrinunciabile»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

858

ABRUZZO. Si terrà venerdì 5 dicembre lo sciopero dei lavoratori giudiziari. Manifestazioni sono previste in tutta Italia.


Giuliano Greggi della direzione nazionale RdB-CUB P.I. ha spiegato che con il decreto 112 e la successiva legge 133 il governo Berlusconi «ha apportato tagli consistenti a tutte le amministrazioni pubbliche, ha diminuito il salario accessorio, ha ridotti i diritti ed inasprito le sanzioni per i lavoratori».
Greggi ha ricordato alcuni elementi generali sul Pubblico Impiego: un rinnovo contrattuale che si attesta sui 40 Euro netti medi mensili, di cui 8 Euro per il 2008 ed il resto nel 2009; una perdita di salario accessorio sui Euro ;15 miliardi di Euro di tagli alle spese di funzionamento delle amministrazioni fino al 2011, di cui 400 milioni fra 2009 e 2011 a carico del settore Giustizia.
Pina Todisco, responsabile Giustizia per la Direzione nazionale RdB-CUB P.I., ha illustrato i numeri del settore: mentre i magistrati sono passati dalle 8.509 unità del 1991 alle 15.809 del 2008, di cui 4.700 Giudici di Pace, registrando così un aumento di 6.300 unità, il personale amministrativo è invece sceso dalle 52.668 unità del '91 alle 43.702 del 2008, con una perdita di 8.500 dipendenti.
«Oltretutto - ha precisato Todisco – parliamo di piante organiche, mentre il personale effettivo ammonta a 40.350 unità e dunque la diminuzione si attesta su circa 11.000 dipendenti reali. Se inoltre verrà confermato il pensionamento di circa 4000 amministrativi entro l'inizio del nuovo anno ci sarà da preoccuparsi seriamente sul futuro dei tribunali italiani».
«A queste condizioni non siamo certo in grado di fornire un servizio decente alla cittadinanza – ha concluso la dirigente RdB-CUB - ma il confronto su questi temi con i lavoratori evidentemente non sta a cuore al Ministro Alfano, a cui da maggio stiamo chiedendo un incontro mai accordato. Di conseguenza consideriamo irrinunciabile il nostro sciopero, con cui rivendichiamo seri investimenti nel settore e rispetto per un personale che dal 1980 attende una riqualificazione, al quale non si può più chiedere che il lavoro sia un quotidiano atto di eroismo». 04/12/2008 11.32