Minori in Abruzzo: aumenta il disagio e la tutela giudiziaria

Alessandro Biancardi

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SCERNE DI PINETO. Il Centro Studi di Scerne di Pineto come ogni anno fa il punto della situazione in materia di protezione dei bambini e degli adolescenti a disagio nella Regione Abruzzo.
Quest'anno la ricerca del Centro studi si è concentrata sulla lettura dei cambiamenti in materia di protezione del minore nella Regione Abruzzo, nell'arco di cinque anni, dal 2001 al 2006, rielaborando una serie di indicatori inediti.
Lo spaccato che emerge sulla trasformazione dei bisogni di protezione del minore in Abruzzo è molto significativo.
Dal 2001 al 2006, nell'arco di cinque anni, sono quasi triplicati i provvedimenti del Tribunale per i minorenni di Limitazione della Potestà Genitoriale, passando da 339 a 1096.
Tale dato è dovuto sia al maggior intervento sulle famiglie maltrattanti sia all'incremento della gestione delle separazioni con gravi conflittualità che hanno comportato l'intervento del giudice minorile.
Appare significativo –secondo il Centro studi- anche il dato sui provvedimenti di allontanamento del minore dal nucleo familiare, passati da 48 del 2001 a 135 nel 2006, mentre diminuiscono gli affidamenti familiari non consensuali.
Incremento notevole anche delle dichiarazioni di adottabilità dei minori, che sono stati suddivisi in due grandi classi: minori dichiarati adottabili con genitori noti passati da 13 a 58 e minori dichiarati adottabili, ma con genitori ignoti passati da 7 a 51.
Quest'ultimo dato indica che i genitori che non riconoscono il bambino alla nascita in Abruzzo sono fortemente cresciuti, arrivando al numero di 51. In particolare, i reparti ospedalieri segnalano un fortissimo incremento di donne madri straniere, in particolare dell'est europeo, che rinunciano alla propria maternità e lasciano il bambino in ospedale, sul quale il Tribunale per i minorenni disporrà l'adozione.

AUMENTA IL NUMERO DI MINORI VIOLENTI

Ma cresce anche il numero dei minori autori di violenza, che nel 93% dei casi hanno alle spalle un'infanzia traumatica. Dal 2001 ad oggi il numero dei minori abruzzesi denunciati è cresciuto, passando da 876 del 2001 a 1005 del 2006. I minori stranieri denunciati nello stesso periodo sono quasi raddoppiati passando da 74 a 152. In costante aumento anche il numero di minori stranieri non accompagnati che nel 2007, secondo una rilevazione dell'ANCI, sono stati 147 nella regione Abruzzo.
Sono raddoppiati – dato preoccupante – anche i minori denunciati per violenza sessuale, passati dai 14 del 2001 ai 31 del 2006.
«I dati abruzzesi – commenta Andrea Bollini, direttore del Centro Studi – testimoniano la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione, lavorando in particolare all'interno delle famiglie. I dati più preoccupanti sono, infatti, quelli relativi all'incremento dei provvedimenti sulla potestà genitoriale, segno del pericoloso estendersi delle crisi familiari che determinano situazioni traumatiche nei bambini abruzzesi».



IL 19° CONVEGNO NAZIONALE SULLA TUTELA DEL MINORE

Quali sono oggi i progressi fatti in Italia sulla protezione dell'infanzia? Come tutelare l'interiorità dei bambini dai traumi che spesso vengono prodotti da situazioni familiari problematiche e conflittuali? E' vero che anche nel nostro Paese i due terzi della popolazione ha vissuto esperienze sfavorevoli infantili, che spesso producono danni a lungo termine al bambino interiore che sopravvive anche nell'adulto?
Sono questi gli interrogativi ai quali per il 19° anno consecutivo, la Fondazione Maria Regina, in collaborazione con numerosi enti, tenta di dare una risposta.
Giovedì 4 dicembre 2008 torna, infatti, l'appuntamento nazionale del Centro Studi Sociali per l'Infanzia e l'Adolescenza di Scerne di Pineto, dove si ritroveranno centinaia di operatori provenienti da ogni parte d'Italia e di studiosi per discutere sulle nuove strategie di protezione del bambino.

03/12/2008 12.22