Rifiuti. Caro bollette in tutta la regione: record a L’Aquila

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nello studio realizzato dall’Osservatorio prezzi & tariffe dell’associazione consumatori, Cittadinanzattiva, si dichiara il caos e l’aumento nelle bollette per lo smaltimento dei rifiuti.

Il dossier è stato presentato in occasione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti dal 22 al 30 novembre e denucia che «in Abruzzo la spesa media annua è di 196 €, +6,5% rispetto all'anno passato» ma gli aumenti record sono per L'Aquila (+30%) e per Pescara (+11%).
Nessun incremento si è registrato a Chieti e Teramo, quest'ultimo è l'unico comune ad aver già applicato la Tia al posto della Tarsu, come previsto dal decreto Ronchi del 1997.
Rifiuti quindi a “peso d'oro” per i cittadini abruzzesi. Infatti in Abruzzo si registra un incremento del 6,5% sulle tariffe per i rifiuti, inferiori solo a Friuli, Marche, Lazio, Sicilia e Puglia.
Ma la spesa per i rifiuti rimane ancora sotto la media nazionale.
Anche i dati Istat confermano che in Italia lo smaltimento dei rifiuti ha dei costi per le tasche dei cittadini troppo elevato. Secondo l'Istat, da gennaio 2000 a ottobre 2008, l'incremento registrato a livello di tariffe è stato del 47,5%.
«Come dimostra il caso dei rifiuti, l'escalation delle tariffe locali è ormai un fenomeno fuori controllo», dicono da Cittadinanzattiva, «ma del tutto ignorato da Governo e Parlamento, che avrebbero potuto inserire nelle misure anticrisi il loro blocco per il 2009 e l'eliminazione della addizionale provinciale».
«Nel 2007, in ben 30 capoluoghi di provincia, le tariffe rifiuti sono aumentate oltre il tasso di inflazione (2,6%)» dichiara Giustino Trincia, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva.
Sono convinti, quelli di Cittadinanzattiva, che «la situazione socio-economica, ambientale e sanitaria del nostro Paese richiede di far pagare di meno il servizio rifiuti ai molti cittadini in difficoltà, di produrne tutti di meno e di puntare sulla raccolta differenziata. In Italia, invece, il più delle volte il servizio di smaltimento rifiuti meno funziona e più lo si paga; non c'è una vera politica di riduzione della produzione di rifiuti e due terzi del Paese fa troppo poco la raccolta differenziata, specie al Sud»

LE PROPOSTE

La proposta dell'associazione dei consumatori consiste in un pacchetto di misure contro i rincari delle bollette che potrebbe essere inserito nel pacchetto, più ampio, anticrisi del governo.
Innanzitutto propongono l'eliminazione della addizionale provinciale, e introduzione di un tetto massimo agli aumenti annuali delle tariffe pari al tasso di inflazione programmato.
Pensano anche alle classi più disagiate che beneficeranno della social card: per questi dovrebbe essere prevista l'esenzione dalla Tarsu e dalla Tia.
Queste sarebbero le misure pratiche per tamponare la situazione attuale e per mettere un freno agli aumenti spropositati. Inoltre il sodalizio indica come risolutiva anche una imponente campagna di sensibilizzazione che dovrebbe partire proprio dal governo, prevedendo educazione ed incentivi fiscali a beneficio di famiglie, imprese e grande distribuzione, per lo sviluppo della raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti, a partire da imballaggi e confezioni dei prodotti.

m.r. 29/11/2008 12.36