Il Governo impugna la legge sui portaborse

Alessandro Biancardi

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ROMA. Su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il Consiglio dei Ministri ha approvato l'impugnativa della legge della regione Abruzzo n. 17/2008. Nota per aver stabilizzato i portaborse.
Il nome ufficiale della legge è "Norme regionali contenenti l'attuazione della parte terza del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. e disposizioni in materia di personale".
«L'impugnativa della legge regionale», recita un comunicato del ministero, «riguarda diversi profili di illegittimità costituzionale. In via preliminare si contesta l'esercizio della potestà legislativa da parte di una Regione il cui Consiglio regionale é sciolto e sono imminenti le elezioni regionali, trattandosi di questioni che non rivestono carattere di indifferibilità ed urgenza, né sono atti dovuti riferibili a situazioni di estrema gravità».
In particolare poi, sono state censurate disposizioni in materia ambientale, di sicura competenza statale, le disposizioni relative alla stabilizzazione del personale precario e dei portaborse e le norme che stabilizzano il personale precario delle Asl, nonostante la nomina da parte del Governo di un Commissario per la realizzazione del piano di rientro nel settore sanitario.
Il Governo ha chiesto alla Consulta di valutare l'opportunità di sospendere anticipatamente l'efficacia della legge.
E sulla vicenda il ministro Fitto «si augura che il prossimo consiglio regionale revochi le disposizioni in oggetto. Si cancellerebbe così una pagina che il governo ritiene che violi principi di correttezza e di opportunità che vanno rispettati nell'imminenza di scadenze elettorali».
«L'impugnazione è un'ottima notizia», hanno detto i senatori Piccone e Tancredi (Pdl), «ci auguriamo che nel frattempo nessuno arrechi ulteriori danni alle istituzioni regionali e agli stessi lavoratori immaginando di dare attuazione, anche solo parzialmente, a una norma che è tecnicamente vigente ma non ha alcuna possibilità di sopravvivere al vaglio della Corte Costituzionale e al cambio di amministrazione».

28/11/2008 16.12

RIFONDAZIONE:«IL GOVERNO DOVEVA DISTINGUERE»

«Bene ha fatto il Consiglio dei Ministri ad impugnare il provvedimento di stabilizzazione dei portaborse, sbagliato invece è stato accumunare tale provvedimento con la stabilizzazione dei precari».
E' la posizione di Rifondazione comunista espressa per voce di Daniela Santroni e Marco Gelmini.
«La stabilizzazione dei precari», ha detto la capogruppo in consiglio regionale, «è una doverosa applicazione di quanto previsto nella Legge Finanziaria e rende possibile la funzionalità di strutture, enti, amministrazioni, servizi che svolgono attività importanti per i cittadini (si pensi alla sanità!). Una seria azione di governo avrebbe dovuto esprimere la capacità di distinguere tra provvedimenti sbagliati e vergognosi (quello sui portaborse) e provvedimenti necessari (la stabilizzazione dei lavoratori precari)».
«E' assurdo che a pagare gli errori della politica, dello stesso centro destra che ha cavalcato la stabilizzazione dei portaborse, siano i lavoratori precari a cui forse il centro destra, dopo anni ed anni di lavoro, vuole ora proporre la “social card”», ha spiegato Gelmini, segretario regionale, «per Rifondazione Comunista resta l'impegno e la necessità di stabilizzare lavoratori che in molti casi da più di 10 anni garantiscono la funzionalità di servizi importanti».