Raccolta differenziata, 173mila gli abruzzesi virtuosi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La raccolta differenziata in Abruzzo è sempre più possibile: 141.000 gli abruzzesi che hanno superato il 40% di raccolta di differenziata. Oltre 32.000 quelli che hanno superato il 35%.


E' questo, in estrema sintesi, il dato positivo che maggiormente caratterizza l'Abruzzo dei Comuni Ricicloni 2008, giunto alla quarta edizione.
Un riconoscimento importante per quelle 35 amministrazioni comunali che hanno organizzato un sistema efficiente di raccolta differenziata e che hanno raggiunto percentuali di assoluto rispetto, superiori agli obiettivi di legge ed in linea con le migliori esperienze nazionali.
A differenza della passata edizione, la Regione si è dotata di uno strumento di programmazione all'avanguardia che detta regole certe ed obiettivi ambiziosi per un'avanzata politica di gestione dei rifiuti.
Ad un anno dall'approvazione del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, fortemente sostenuto da Legambiente, l'Abruzzo sembra quindi aver trovato la giusta strada.
Una strada che al momento, con il 18,93% di media regionale, avvicina l'Abruzzo sempre più alle migliori esperienze di gestione dei rifiuti del centro Italia.
«Numeri positivi che non trovano, purtroppo, un riscontro omogeneo nel panorama dei comuni abruzzesi», commenta Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo.
«Le migliori esperienze continuano ad essere concentrate in comuni piccoli e medio piccoli, mentre i comuni di medie e grandi dimensioni, fatta qualche debita eccezione, continuano ad attestarsi su
percentuali poco edificanti e con una tendenza di crescita lenta e niente affatto soddisfacente».
Una conferma, questa, negativa di come le raccolte differenziate sono una pura indicazione di carattere formale e non trovano pieno riscontro nelle politiche ambientali di questi "importanti" comuni che seguitano a trovare nello smaltimento finale in discarica l'unica via di gestione dei rifiuti.
A completare questo quadro contribuisce anche la geografia su scala provinciale, che vede la provincia di Teramo, nonostante i gravi problemi impiantistici, attestarsi a percentuali prossime al 30%; la provincia di Chieti a percentuali prossime al 19%; la provincia di Pescara a percentuali prossime al 16% e, fanalino di coda, la provincia dell'Aquila con percentuali prossime all'11%.
«E' necessario, quindi», sprona Legambiente, «compiere un maggiore sforzo, sia a livello istituzionale che imprenditoriale, per scardinare la mentalità che considera il problema dei rifiuti solo un problema di smaltimento e non di gestione».
28/11/2008 7.49