Se la direttrice amministrativa si firma il nuovo incarico in Arit…

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sarebbe bello potersi firmare il proprio trasferimento da un ente ad un altro. Sfruttando la mobilità ed andando a ricoprire la stessa mansione in un altro ente.
Sarebbe bello ma l'evidente conflitto di interessi ne sconsiglierebbe
il tentativo.
Non badano al sottile, invece, in Arit, l'ente strumentale della
regione dove tutto è possibile, dove c'è spazio per ogni tipo di
decisione con relativa svista e da sempre terra di nessuno (meglio
terreno fertile per i partiti) specie in campagna elettorale.
Così abbiamo già raccontato di come siano stati banditi concorsi
pubblici senza delibera di indizione e subito l'Arit abbia corretto
questa "svista amministrativa" pubblicando la delibera di indizione
successivamente all'invio dei concorsi pubblici al Bura.
PrimaDaNoi.it ha poi rivelato che non esiste la copertura finanziaria
da parte della Regione per gli oltre 40 posti messi a concorso e
subito due uffici della Regione si sono attivati per chiedere delucidazioni su una copertura finanziaria inesistente che prefigura
qualcosa di più di una "svista" amministrativa.[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=17825](GUARDA I DOCUMENTI).[/url]


L'ARIT E' MEGLIO

C'è un'altra situazione piuttosto strana che riguarda la direttrice
amministrativa, Lucia Del Grosso, che con la delibera 387 del 21
luglio 2008 si firma il suo trasferimento dalla Camera di Commercio
all'Arit dove, guarda caso, risulta vacante proprio un posto con la
qualifica dirigenziale a tempo indeterminato.
Anche in questo caso è stato espresso il parere favorevole di tutti,
compresi gli uffici competenti di controllo della Regione ed ovviamente del direttore generale Ernesto Esposito che è l'estensore della delibera.
Per questo trasferimento in mobilità occorreva la firma della attuale
direttrice amministrativa che solo per un caso è la stessa Del Grosso
che ha ritenuto opportuno apporre la sua coreografica firma sotto il
documento pubblico.
La firma è servita per attestare la «regolarità contabile amministrativa del provvedimento».
Un semplice atto si direbbe… va bene c'è un piccolo conflitto di
interessi ma che sarà mai… Infondo l'Italia non è il Paese dei
conflitti di interessi?
Sta di fatto che questo provvedimento non è privo di conseguenze "pubbliche".
Infatti l'incarico di direttore amministrativo affidato solo temporaneamente a Del Grosso decadrà con le nuove nomine che ben
presto la nuova giunta regionale potrebbe fare e così la dottoressa
sarebbe stata costretta a ritornare alla Camera di Commercio di
Pescara dove era in aspettativa.
Ma lì non tira una bell'aria…
Pensa che ti ripensa è stato facile trovare una soluzione vantaggiosa
per la zelante direttrice: rimango in Arit, si è detta, e così anche
in condizioni avverse, in caso di vittoria del Pdl, potrò curare in territorio nemico il feudo del mio caro Pd.
Gli ex Ds oggi Pd saranno andati su tutte le furie?
Macchè loro mica sanno… così come continuano a non sapere cosa accade in Arit nonostante i nostri articoli.
D'altronde mica è obbligatorio leggere PrimaDaNoi.it.
Ecco spiegato il vantaggio: continuare a lavorare in Arit a tempo indeterminato.
Ovvio che quella mansione che prima era vacante e non era ricoperta da
alcuno prevederà uno stipendio.
Ma siamo sicuri che se ne potranno godere i benefici.
Basterebbe quanto raccontato finora ma siccome siamo in Abruzzo c'è di più.
Lucia Del Grosso infatti non è esattamente una persona qualunque,
dietro le sue spalle c'è un gigante che la protegge, la sorveglia, la
sospinge.
Un esercito di persone pronte a fare qualunque cosa per vederla sistemata.
E già perché Del Grosso vuol dire Pd, mica la semplice tessera ma un
incarico di prestigio nel partito, nientemeno che nel «Comitato 14
Ottobre» della provincia di Pescara, «un mix di dirigenti di partito
ed esponenti delle istituzioni» che ha traghettato il partito di Veltroni all'assemblea costituente nel 2007.
Messa così è davvero dura continuare a sostenere che la efficiente
politica, quella che utilizza la giustizia negli spot elettorali, non sappia nulla di quello che accade in Arit, non veda, non senta e non avalli.
E vabbè che sarà mai, non sarà mica la prima persona sponsorizzata dai
partiti. L'Italia non è il paese dei raccomandanti?

L'ARIA SI FA PESANTE ALLA CAMERA DI COMMERCIO

Ma perché questa voglia di scappare dalla Camera di Commercio visto
che lì il posto era altrettanto sicuro?
Questa è storia vecchia.
Nel 2003 Lucia Del Grosso balzò all'onore delle cronache come la più
giovane segretaria camerale d'Italia tra le dieci che ricoprono lo stesso incarico a livello nazionale.
Ma l'idillio con il presidente della Camera di Commercio, Ezio Ardizzi, finì quando lo stesso la esautorò dal suo incarico, un incarico fiduciario finito appunto con la sfiducia.
Perché?
Perché una inchiesta aperta nel 2006 e chiusa alla fine del 2007 accusa l'ex segretario generale della Camera di commercio di Pescara,
Lucia Del Grosso, appunto, di abuso di ufficio per aver cancellato tre
protesti in maniera illegittima dal registro informatico dell'Ente.
Si dice ditte amiche che si sono avvantaggiate del "gesto", reato lo
chiamano in procura.
Dopo i guai giudiziari è scattata l'aspettativa e si è aperta una possibilità in Arit con un incarico a tempo determinato. Poi ancora
una possibilità: quella di chiudere una volta per tutte i conti con l'ex datore di lavoro.

26/11/2008 14.18

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=arit&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SULLA SAGA DELL'ARIT: UNA STORIA DI CASA NOSTRA[/url]