Wwf:«La cava di Sulmona è un pericolo»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Una precedente richiesta di costruire una cava molto più piccola venne bocciata. Ora una richiesta per una cava di gran lunga più grande è stata proposta dalla Toto spa.

SULMONA. Una precedente richiesta di costruire una cava molto più piccola venne bocciata. Ora una richiesta per una cava di gran lunga più grande è stata proposta dalla Toto spa.Nei giorni scorsi il Wwf Abruzzo ha provveduto ad inviare alla Regione Abruzzo, al Corpo Forestale dello Stato di Sulmona, al Comune di Sulmona ed alla Soprintendenza ai Beni Archeologici una nota sul progetto "Attività di Ricerca Mineraria in località Colle Scipione e Colle Macerre" nei comuni di Sulmona e Pacentro.
Secondo l'associazione ambientalista l'intervento in oggetto rappresenterebbe «l'azione preliminare alla successiva richiesta di autorizzazione per la coltivazione di una cava» che, secondo il progetto preliminare redatto dalla stessa Ditta Toto S.p.A., dovrebbe riguardare un'area di circa 400 ettari (o di 160 ettari secondo un più recente progetto) compresa tra la quota di 458 m.s.l.m. in Comune di Sulmona e distante 400 m. dal Cimitero della cittadina e la quota di 900 m.s.l.m. di Colle Macerre in comune di Cansano.
All'interno dell'area di cava è ricompresa interamente la superficie per la quale la Ditta Lafarge Cementi s.r.l. ha presentato il progetto di apertura di una cava per l'estrazione di 100.000 mc./anno (sul B.U.R.A. del 01/07/2008).
Sempre secondo il progetto preliminare della stessa Ditta, la cava, al servizio di un cementificio da realizzare su un' area di 26 ettari, dovrebbe comportare l'estrazione di 1,5/2 milioni di metri cubi l'anno di calcare finalizzato alla produzione di 10.500.000 tonn/anno di cemento.
«Considerato che», scrive il Wwf, «il progetto della Ditta Lafarge Cementi s.r.l., localizzato nella medesima area, ma per una previsione di escavazione molto inferiore, ha ottenuto il parere negativo della Soprintendenza in indirizzo e del Corpo Forestale dello Stato, si ritiene che anche per l'attività di ricerca mineraria in questione gli stessi Enti debbano esprimere parere negativo».
«L'effetto negativo nei confronti di queste are protette», scrive ancora il Wwf, «è evidente a chiunque e sarebbe comunque indispensabile una attenta valutazione di incidenza ambientale.
È comunque da evidenziare il danno paesistico che deriverebbe dalla totale distruzione del crinale montuoso situato tra il Cimitero di Sulmona ed il Parco Nazionale della Majella».

21/11/2008 14.35