Ecco cosa fanno il fotografo ed il vignettista di corte

Alessandro Biancardi

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Ecco cosa fanno il fotografo ed il vignettista di corte
  PESCARA. Lo scontro è stato duro e diretto nell’ultimo consiglio regionale. Anche qualche giornale ha parlato della vicenda. PrimaDaNoi.it ha intervistato l’ex direttore dell’ufficio stampa della Regione (chiamato in causa più volte da Del Turco) il quale ha firmato i contratti contestati e sotto la lente del consigliere Amicone.   LA NOSTRA INCHIESTA
Una pagina di giornale, almeno, fotografo e vignettista se la sono meritata.
Merito (o colpa) dell'interrogazione ormai vecchia di mesi del consigliere Mario Amicone (Udc) che è pure presidente della commissione di vigilanza.
Ormai sembra essere diventato un obiettivo primario per l'ex assessore ai trasporti della giunta Pace quello di inchiodare l'attuale presidente della Regione Del Turco sul terreno che più ha caratterizzato la campagna elettorale del centrosinistra: il taglio degli sperperi.
Così hanno già fatto in alcuni consigli di amministrazioni di enti controllati (Aptr), così ha fatto il centro sinistra per la legge che finanziava migliaia di associazioni culturali fantasma.
Tuttavia, rimangono esempi poco chiari, se vogliamo anche isolati, di gestione del denaro pubblico, con ombre ancora non del tutto chiarite.
E siccome i giornali regionali (quelli di carta) ne hanno scritto (noi avevamo proposto una nostra inchiesta diverse settimane fa) vogliamo ritornare sull'argomento proponendo nuovi dettagli e punti di vista.

DEL TURCO IN CONSIGLIO.
Lo scontro inizia quando Amicone legge il testo della sua interrogazione chiedendo spiegazioni sui costi e le modalità della scelta dei due professionisti. Chiarisce che non è riuscito ad entrare in possesso dei due curricula che giustificherebbero l'alta professionalità del fotografo e del vignettista e poi dà lettura dell'articolo 8 del contratto: quello che prevede il caso della gravidanza. L'ilarità tra i consiglieri ha la meglio ed Amicone parla di vera e propria «pagliacciata».
Poi la parola passa a Del Turco e precisa che il funzionario che ha stilato quel contratto è stato rimosso dall'incarico anche se il contratto contestato è rimasto invariato.
Si sono alternati a questo punto affermazioni piuttosto violente tra i due contendenti e sembra che Del Turco sia stato costretto a difendersi.
Così ha spiegato come un vignettista possa servire a comunicare con sistemi adeguati ai tempi, che è in atto una rivoluzione nel campo della comunicazione e dello staff dell'ufficio stampa della Regione, che le attuali pubblicazioni non vanno bene e vanno riviste seguendo altre logiche e che vale molto più una immagine che 1000 colonne di inchiostro sui giornali.
Ma non dice che il vignettista è figlio di un suo vecchio compagno di scuola, sindaco del suo paese e compagno di partito.
Non lesina complimenti sia al fotografo che al vignettista anche se non si riesce a capire quale siano le attività chiaramente svolte dai due e soprattutto dove siano reperibili i prodotti del lavoro dei due stipendiati con i soldi pubblici.
«Ho trovato un ufficio stampa con 27 addetti – ha aggiunto Del Turco - Nemmeno Bush e Blair si permettono tanta gente. E nella sede romana della Regione Abruzzo è stata ricavata una squallida stanza da letto, indegna persino di una pensione di terz'ordine di via Turati»,
si legge nella versione del Messaggero.
Chiuso questo argomento il consiglio comunale approva la legge che porta da sette a cinque i componenti dei consigli di amministrazione dell'Agenzia regionale per l'edilizia residenziale (Aret) e delle Aziende territoriali per l'edilizia residenziale, abolendo pure la figura del vice presidente. Il risparmio secondo l'assessore sarebbe di 400mila euro annui.



LA REPLICA DI AMICONE.
«La riduzione da sette a cinque dei componenti dei Consigli di Amministrazione dell'Aret ed Ater», spiega il consigliere Udc, «comporta, infatti, un minore onere di circa 100.000 €uro annue – e non 400.000 come dichiarato dall'Assessore Srour – che è uguale al costo del fotografo e del vignettista. Non è vero infatti che il funzionario che ha stilato il contratto galeotto, tra l'altro su richiesta del Presidente, è stato rimosso dall'incarico, è vero, invece, che alla scadenza – ma era già premeditato – è stato sacrificato per motivi partitici e politici e per quando riguarda le reazioni sconnesse, conclude Amicone, invito il Presidente a voler dimostrare, anche in pubblico dibattito, il lavoro fatto dagli illustri professionisti come giustifica e autorizza i pagamenti mensili agli stessi e ad altri consulenti personali per verificarne la pubblica utilità e quindi l'uso legittimo di denaro pubblico».

INTERVISTA A CARLO GIZZI EX DIRETTORE UFFICIO STAMPA DELLA REGIONE FIRMATARIO DEI CONTRATTI

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E' vero che è stato rimosso dal suo incarico di direttore del capo ufficio stampa?
«Non sono stato rimosso ma il mio incarico è decaduto come prescrivono le norme. È scritto che il capo dell'ufficio stampa della Regione decade dopo 180 giorni dall'insediamento della nuova giunta».

È vero che non è stato riconfermato nel suo incarico?
«Non sono stato riconfermato perché non c'è ancora il bando, sono comunque ancora un dipendente della Regione, lavoro quotidianamente all'interno dello staff».

Chi svolge le mansioni di capo ufficio stampa?
«Alfonso Morelli»

Dunque il suo incarico non è stato prorogato. Poteva svolgere le mansioni di direttore protempore?
«No, non potevo».

Cosa dice a proposito della questione che riguarda gli incarichi al fotografo e al vignettista, contratti che lei ha firmato su indicazione del presidente della Regione?
«Sono due professionalità eccelse, due validissimi professionisti che stanno lavorando per un rinnovamento della redazione e della linea della comunicazione istituzionale. Del Turco è convinto che si debba lavorare sempre più sulle immagini e che le immagini hanno un valore molto forte»

…non lo mettiamo in dubbio. A proposito di lavoro, ci può dire quante fotografie vengono scattate al giorno.
«Il numero preciso non saprei dirlo… sono comunque moltissime. Il fotografo fa moltissimi scatti e, poi, se ne scelgono solo alcune».

Come vengono utilizzate queste fotografie?
«Mah… vengono utilizzate per le pubblicazioni che la Regione produce. Inoltre vengono spedite ai giornali».

Insomma, un servizio che rendete ai grossi gruppi editoriali, in modo che i quotidiani e non risparmino sulle spese di un loro fotografo e si ritrovino così nella casella di posta elettronica le foto già belle e pronte. Inoltre totalmente gratis (anzi pagate con i soldi di tutti).
Anche noi siamo un quotidiano (per la precisione più quotidiano dei quotidiani di carta poiché aggiorniamo le notizie in tempo reale) eppure nonostante le nostre ripetute richieste non ci arrivano nè i comunicati stampa né i servizi fotografici. Come mai?
«Non saprei, come ho detto le fotografie vengono inviate ai quotidiano mentre i comunicati solo via fax. Provi a parlare direttamente con il fotografo oppure mi scrivi una email e provvederò io a girarla a lui».

Preso in parola.
Cosa mi dice, invece, del lavoro del vignettista? Dove possiamo trovare i suoi disegni?
«In realtà stiamo studiando una nuova forma comunicativa attraverso la creazione di due personaggi che possano identificare e rappresentare lo spirito abruzzese. Due personaggi inventati che ci possano caratterizzare. Siamo ancora una fase di studio e di preparazione….

Insomma cose tipo l'orso o il lupo… Ma ci saranno delle bozze, possiamo vedere quelle?
«No, non ci sono delle bozze si tratta di scegliere una linea, un personaggio che poi sarà valutato dal presidente Del Turco e, dunque, non si possono divulgare prima che venga presa una decisione».

Allora si sta studiando soltanto questa nuova forma comunicativa…
Ci sono termini, avete stabilito una data entro la quale comunque partorire questa idea?
«Non ci sono termini, speriamo comunque di concludere prima della fine delle estate»

…in pratica, facendo rapidamente dei calcoli, esattamente dopo un anno dalla firma dei loro contratti. In questo anno tuttavia il vignettista è stato pagato? Percepisce mensilmente quanto pattuito?
«Certo sta lavorando…»

E cosa mi dice delle difficoltà denunciate dal presidente della commissione di vigilanza Amicone circa la difficoltà a reperire i curricula dei due professionisti?
«Non so, noi abbiamo i curricula e penso che se Amicone facesse richiesta attraverso la normale procedura, se la privacy lo permette, potremmo fornire tutte le risposte. In ogni modo non vedo cosa ci sia di strano.
Tutta questa storia sembra un polverone inutile. Tutte le giunte hanno sempre nominato persone di loro fiducia, senza bandi di concorso e lo si è fatto anche questa volta… non c'è assolutamente nulla di strano».

Cosa risponde, invece, per la questione della buffa clausola sulla gravidanza?
«Soltanto che sono contratti standard che l'ufficio del personale ci ha inviati e che facciamo firmare a tutti. Non ci vedo nulla di strano».

Il presidente Del Turco ha poi detto che ha trovato una struttura enorme e si riferiva all'ufficio stampa con 27 giornalisti…
«In realtà siamo 27 dipendenti dell'ufficio stampa di cui soltanto sette sono giornalisti. Gli altri sono operatori tecnici, amministrativi, segretarie, addetti alle fotocopie. Di questi 27, 11 sono a tempo determinato. Dunque, 16 sono a tempo indeterminato. Ricordo che i nostri uffici hanno due sedi: una all'Aquila, l'altra Pescara.

È vero che 10 sono stati mandati a casa?
«Per la precisione si trattava di 11 a tempo determinato che si occupavano perlopiù della Web tv. Il loro contratto è scaduto alla fine di ottobre e sono rimasti a casa per un mese. Sono stati riassunti regolarmente lo scorso 15 dicembre. Dopo uno stop tecnico».

È d'accordo sul giudizio che Del Turco dà sulle pubblicazioni esistenti della Regione? Sostanzialmente vecchie ed inutili?
«Sono d'accordo. È necessaria una profonda ristrutturazione nella forma della comunicazione. Secondo il presidente sono pubblicazioni vecchie e fuori dal tempo. Si sta cercando di creare qualcosa di diverso che possa realmente interessare la gente e che affronti gli argomenti con occhio critico, magari non patinate e più immediate».

Non credo che si riesca mai a fare una rivista “più critica” e questo per ovvie ragioni “strutturali”… ma non è che un lettore si attenda l'imparzialità da una rivista istituzionale…
Ad ogni modo grazie per la disponibilità.

27/01/2006 10.40