Manovra di Bilancio, dopo i dubbi arriva la firma di Paolini

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’ex presidente della Regione Giovanni Pace (Pdl) ha scritto ieri una lettera aperta al presidente vicario. Oggi Paolini ha firmato.
Sul piatto della discussione ancora una volta ci finisce il documento di 16 pagine dal titolo “atti urgenti e indifferibili”, approvato dal consiglio regionale lo scorso 7 novembre con il quale, tra le altre cose, sono stati approvati in zona Cesarini la stabilizzazione di mille precari, co.co.co. e contratti a termine tra dipendenti della Regione, Asl e portaborse.
Paolini, dopo aver analizzato il tutto ha detto che si riserva di firmare la legge e lo farà «solo se le misure risulteranno coperte finanziariamente».
Nella missiva Pace ha esposto il proprio punto di vista secondo il quale il presidente della giunta «non può rifiutarsi di firmare» un provvedimento che gli venga trasmesso dal presidente del consiglio che lo ha approvato «e non può impedirne la pubblicazione sul Bura».
Pace, però, suggerisce a Paolini di considerare la opportunità di chiedere preventivamente alla magistratura competente un parere per verificare se la legge sia stata licenziata con l'indispensabile copertura finanziaria e se la votazione sia stata assistita dalla necessaria regolarità formale e sostanziale.
Dai verbali dei lavori della seduta, risulta infatti che una parte importante del consiglio regionale sconosceva l'esistenza del documento che ha partorito l'unico articolo del provvedimento formato di ben 16 pagine: molti consiglieri lo avrebbero avuto a disposizione solo dopo l'avvenuta votazione.
Paolini sostiene che il consiglio ha in parte stravolto la manovra della giunta «passando da una spesa di 13 milioni a una di 25» e ha riportato le preoccupazioni del commissario della Sanità Redigolo in ordine alle spese ipotizzate e che hanno raddoppiato l'importo di quelle proposte dalla giunta regionale.
«Io ho votato contro e va bene», insiste Pace. «Avrei votato contro anche sulla proposta della giunta che riguardava la manovra da 13 milioni. Però, per poter negare la firma al provvedimento, dovrebbe far prima conoscere alla magistratura competente il fatto che l'emendamento sostitutivo della proposta di giunta è stato approvato dal consiglio regionale senza che parte del consiglio stesso ne avesse avuto il testo».
21/11/2008 11.40

MA IN MATTINATA PAOLINI FIRMA….

Il presidente vicario della Regione Abruzzo, Enrico Paolini, ha promulgato la legge di variazione di bilancio approvata dal Consiglio nella contestata seduta del 7 novembre scorso.
Paolini ha promulgato la variazione di bilancio, un atto dovuto, nonostante abbia espresso pubblicamente critiche sul provvedimento licenziato dal Consiglio regionale, perché l'assemblea ha stravolto la bozza della Giunta caratterizzata da misure per 13 milioni di euro, approvando un provvedimento di circa 25 milioni di euro.
Paolini ha inviato gli atti al ministro delle Politiche regionali, Fitto, e al commissario regionale della sanità, Gino Redigolo.
«Posso solo dire che non sono d'accordo - spiega Paolini -, la firma è un atto dovuto. Al ministro e al commissario spetta attivare l'iter dell'impugnativa del Governo».
A Paolini è stata chiesta la promulgazione con urgenza dal presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, «perché c'era il rischio di blocco di alcune attività e del pagamento degli stipendi».
21/11/2008 15.42