Portaborse. Fitto vuole le carte. Paolini e D'Amico pronti alla marcia indietro

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per azzerare le polemiche forse è meglio azzerare il provvedimento sui portaborse. Questa l'ultima proposta del presidente vicario Enrico Paolini.

ABRUZZO. Per azzerare le polemiche forse è meglio azzerare il
provvedimento sui portaborse. Questa l'ultima proposta del presidente
vicario Enrico Paolini. Intanto il ministro Raffaele Fitto ha chiesto di vedere tutta la documentazione del provvedimento del consiglio regionale con cui si sono stabilizzati mille precari lo scorso 7 novembre.
A dieci giorni dal voto la questione della stabilizzazione di massa è
ancora calda. Ieri, per uscire definitivamente dalle polemiche il
presidente vicario Paolini ha pensato che forse è meglio fare marcia
indietro.
Adesso, la nuova intenzione, sarebbe quella di annullare il provvedimento che riguarda la stabilizzazione dei 50 portaborse, la
parte più contestata del provvedimento.
Della vicenda si sta interessando anche il ministro per i Rapporti con
le Regioni Raffaele Fitto che oggi sarà a Lanciano e Ortona per la
campagna elettorale di Gianni Chiodi. Fitto ha chiesto alla Regione
«di acquisire con urgenza la copia del provvedimento legislativo» con
la quale si è proceduto alla stabilizzazione di massa di precari di
Regione e Asl».
Fitto vuole leggere le carte «per valutarne la legittimità costituzionale». Paolini, intanto, ha assicurato che verrà garantita massima collaborazione al ministro per chiarire tutti i dubbi.

Ed è sempre giallo sulla scomparsa del verbale della seduta dove
dovrebbero essere scritti i nomi di chi ha votato e chi non ha votato
l'emendamento sui precari. La caccia al tesoro, però, non ha ancora
prodotto risultati e il documento che potrebbe rivelarsi come un
boomerang in campagna elettorale se ne sta al riparo.
Ieri l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico ha sostenuto che in
mancanza del documento ufficiale si può risolvere ogni tipo di
incertezza «con la promulgazione dell'articolo aggiuntivo su cui non
si è manifestata alcuna volontà contraria contenete i soli commi
circa la stabilizzazione del personale precario della regione e degli
enti strumentali, oltre che e le progressioni verticali del personale
regionale il tutto nell'ambito dei poteri di coordinamento affidato
dal Regolamento Consiliare al Presidente dell'assemblea».
Bisognerebbe quindi fare marcia indietro sui portaborse «per i quali»,
sottolinea D'Amico, «non si evince dal verbale una espressa ed
esplicita volontà favorevole dell'assemblea».
Qualcuno ha votato, però. Ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo.
Meglio cancellare tutto con un colpo di spugna, come se non fosse
successo niente.

ACCORDI PER LA PROGRESSIONE VERTICALE

Intanto è stato perfezionato ieri l'accordo conclusivo tra la parte
pubblica della Regione Abruzzo e i sindacati confederali per la
progressione verticale dei dipendenti regionali a tempo indeterminato
e la stabilizzazione dei precari a tempo determinato.
L'accordo permetterà alla Giunta regionale di approvare la nuova
pianta organica che prevede la progressione verticale per 466
posizioni e la stabilizzazione di 73 lavoratori precari a tempo
determinato che hanno già superato la selezione pubblica di concorso.
Per quanto riguarda le progressioni verticali la direzione delle Risorse umane della Regione pubblicherà bandi per corsi-concorsi riservati a personale interno della Regione Abruzzo che si concluderanno con un esame finale che accerterà i requisiti della progressione per ogni singolo lavoratore.
Anche per quanto riguarda la stabilizzazione dei precari a tempo
determinato, che riguarda i lavoratori che hanno i requisiti indicati
nelle Finanziarie statali 2007 e 2008 e cioè tre anni di servizio
anche non continuativo e assunzione mediante concorso pubblico, è
prevista una ulteriore selezione per titoli di servizio dalla quale
uscirà una graduatoria finale.
Progressione e stabilizzazione, fanno sapere dalla direzione Risorse
umane, avranno un percorso parallelo che partirà subito dopo
l'approvazione dell'atto in Giunta regionale.
La progressione verticale arriva a compimento dopo vent'anni di attesa
da parte del personale interno della Regione che ha accumulato diversi
anni di servizio che, come accennato, dovrà comunque affrontare un
corso-concorso con esame finale.
La stabilizzazione dei precari a tempo determinato, al pari delle
verticalizzazioni, è un atto della Giunta regionale che fa riferimento
alle condizioni e requisiti previsti nelle Finanziarie statali 2007 e
2008.

18/11/2008 8.34