Precari regionali, «così avverranno le stabilizzazioni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Non è vero che i precari verranno stabilizzati sui posti destinati alla verticalizzazione e non è assolutamente vero che i precari verranno stabilizzati in base al proprio titolo di studio.
A più di una settimana dall'approvazione del provvedimento più contestato di tutta la legislatura i precari della regione tornano a parlare dell'argomento. Mentre il documento pubblico della votazione viene tenuto segreto contro ogni regola di civiltà.
Lo fanno, questa volta, smentendo voci lette da più parti per chiarire in sostanza a cosa i consiglieri hanno detto sì venerdì 7 novembre.
In quella seduta sono stati votati due emendamenti ben distinti: il primo è "l'ex n. 25" votato come emendamento n° 2, preparato dall'assessore al bilancio Giovanni D'Amico e dal Servizio del
Personale in accordo con i Sindacati, ed il secondo "l'ex n. 30" votato come n° 5, ed è quello preparato da Caporale che contiene i Portaborse.
«L'emendamento ex n. 25», spiegano i precari della Regione, «è composto di un articolo formato di 4 commi. Il comma 1 cita due delibere e precisamente la delibera di Giunta n. 38/2008 e la
delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 36/2008 che riguardano entrambe i "veri precari da stabilizzare"».
I diretti interessati ricordano che «le delibere sono stata fatte successivamente ad accordi sottoscritti tra amministrazione e sindacati».
Infatti in allegato ad ognuna di esse c'è un documento sottoscritto dalla parte pubblica (amministrazione regionale) e dalle organizzazioni Sindacali.
«Ciascuna delibera», continua la spiegazione, «individua quelli che sono i posti da destinare alla stabilizzazione e quelli da destinare alle verticalizzazioni. Quindi una cosa deve essere ben chiara: la stabilizzazione e la verticalizzazione sono due procedure ben distinte che vanno parallelamente».

Esempio: un laureato inquadrato come precario in categoria B, può essere stabilizzato solo in quel profilo per il quale ha fatto la selezione e ha lavorato per almeno 3 anni.
Il comma 2, invece, riguarda le Asl e pur affermando l'estensione della stabilizzazione al personale in possesso di precisi requisiti «richiama il problema del piano di rientro e del commissariamento», spiegano i precari, secondo i quali «i 700 posti tanto contestati non sono reali».
Il comma 3 riguarda la verticalizzazione del personale interno. Questo comma è indirizzato al personale dipendente della Regione Abruzzo «quindi da ulteriormente forza a quanto affermato sopra sul discorso dei percorsi distinti e paralleli».
Il comma 4 prevede la prosecuzione dei contratti fino alla stabilizzazione.
Invece l'emendamento ex n° 30 è l'emendamento che inserisce anche i portaborse.
«La speranza è che annullino solo l'ex 30», sottolineano oggi i precari della Regione, «per rendere giustizia a chi davvero ha il diritto di essere stabilizzato e consenta ai dipendenti di ruolo di essere verticalizzati».
Questo emendamento riporta integralmente i primi 3 commi del precedente ex n° 25, ma dal quarto punto in poi individua quello che dovrebbe essere il percorso di stabilizzazione dei cosiddetti
portaborse.
A questi ultimi, che nella lettera inviata alle testate giornalistiche locali si sono firmati come i "dipendenti a tempo determinato della Regione Abruzzo" oggi i dipendenti precari chiedono «perchè si sono sempre contraddistinti da noi precari, perchè non hanno mai partecipato con noi alle nostre lotte? Dov'erano?»

15/11/2008 14.16