Stabilizzazioni, «il vero scandalo è la legalizzazione di parentopoli»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' ancora alta la polemica sulla stabilizzazione dei precari avvenuta una settimana fa in consiglio regionale. Dopo i dubbi su chi l'abbia votata realmente e la replica dei portaborse, che si sono sentiti «infangati», adesso le rappresentanze sindacali riportano la discussione sulla parentopoli.
Nei giorni sorsi nella bacheca della Rsu i rappresentanti hanno
lasciato un unico commento: «senza parole». Ivana Evangelista,
rappresentante sindacale Confsal-Fenal ha parlato poi di «sceneggiata
con lo stesso copione dell' ultima seduta della passata legislatura
(anno 2005): precari, portaborse, personale interno».
L'unica differenza, secondo Evangelista, c'è stata «nella presenza di
qualche attore diverso e nell'assenza di qualche spettatore di parte
sindacale che la volta precedente rumoreggiava con impeto esternando sdegno e repulsione».
A differenza di qualche anno fa, inoltre, sostengono i sindacati, lo
spettacolo è stato ancor più «indecente e puerile». Perché? Loro non
discutono il provvedimento dei portaborse o di quei precari con anni
di gavetta alle spalle e regolari concorsi per entrare a Palazzo, ma
l'assunzione di chi è riuscito a trovare lavoro «solo grazie al
cognome che porta».
La così detta parentopoli, scoppiata qualche mese fa, sotto inchiesta
anche da parte della procura ma che i più pare che abbiano quasi
dimenticato. Sicuramente lo ha fatto chi ha proceduto alla
regolarizzazione di tutte quelle posizioni dubbie.
Ma non Evangelista: «è scandalosa più l'assunzione di tutti i
co.co.co. che, pur non avendo i requisiti previsti vantano come tali
le "parentele eccellenti"».
Sempre secondo Evangelista «la beffa a danno di tutti poteva essere
evitata se, uno qualunque dei consiglieri presenti avesse chiesto la
verifica del numero legale; evidentemente a tutti ha fatto comodo che
le cose andassero in questo verso».
E la rappresentante si domanda anche «con quale coraggio adesso il
consigliere Caporale rinnega l'emendamento da lui presentato? Forse
perché qualcuno gli ha ricordato che con quello stesso emendamento
favoriva, insieme agli altri, anche il fratello?».
Le Rsu contestano inoltre le affermazioni fatte da Biagio Celi Segretario Regionale Cisl «che nell'ergersi paladino di tutti i precari, finge di dimenticare tutte le norme relative alle modalità di accesso al pubblico impiego».
«Solo i consiglieri Evangelista, Orlando La Morgia e Santroni», continua la rappresentante, «hanno avuto il coraggio di votare contro, non ricorrendo nemmeno all'escamotage dell'assenza al momento del voto, dimostrando lealtà verso se stessi e verso i precari delle strutture politiche».
I tre, però, «sono scivolati sull'approvazione dell'emendamento riguardante i co.co.co. categoria nella quale, tra gli aventi diritto, si sono camuffati anche tutti quei co.co.co. eccellenti».
«La Regione Abruzzo», chiude Evangelista, «è parte integrante della Repubblica Italiana, non è una Repubblica a sé; e tanto meno è una autarchia come in questi ultimi anni, in molti hanno ritenuto che fosse». 13/11/2008 8.52

«E CHI PENSA AGLI LSU?»

Tra tante stabilizzazioni attuate ne manca però sempre qualcuna. E il caso dei lavoratori socialmente utili della Val Vibrata come ricorda Settimio Ferranti dell'associazione “Dalla Parte giusta dei Lavoratori”.
«Quando firmerete la convenzione per gli Lsu?», domanda il presidente. «Nell'informata d'autunno del consiglio regionale non figura nessun lavoratore socialmente utile, segnale questo, che la dice lunga su quanto interessino percorsi di stabilizzazione trasparenti e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi vigenti, regionali e dello Stato Italiano».
Il presidente Ferranti, ora, alla luce delle convenzioni rimodulate in Campania e Calabria risollecita l'assessore al Lavoro della regione Abruzzo Elisabetta Mura ed il sottosegretario di Stato al Lavoro Pasquale Viespoli «a fare altrettanto e con somma urgenza per una vera stabilizzazione dei lavoratori utili». 13/11/2008 10.24

 


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