Pd e Pdl? Insofferenti al controllo, refrattari alla trasparenza

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1885

 Pd e Pdl? Insofferenti al controllo, refrattari alla trasparenza
EDITORIALE. ABRUZZO.Era il 1 settembre scorso e mi-vi domandavo cosa ancora dovesse succedere in Abruzzo dopo gli arresti del 14 luglio perché vi fosse la mobilitazione delle coscienze.* I SETTE PUNTI ED I FIRMATARI DEL MANIFESTO DI PDN

La risposta l'abbiamo avuta: è successo che non è successo nulla. Tutto come sempre, tutto come prima e più di prima.
Era questa l'occasione per mettere un punto e cominciare sul serio investendo solo sul futuro. Abbandonando i sospetti di ruberia che si annidano con sempre più insistenza.
Chiacchiere al vento. Promesse, slogan e spartizioni: è arrivato tutto con lo stile di sempre per imbambolare gli elettori e stordirli, magari promettendo loro un bel posto di lavoro… alla Regione.
Ma questa volta è peggio. Perché nel frattempo è successo di tutto, perché oggi la situazione è di gran lunga più difficile del passato. Lo scandalo della sveltina dei portaborse è l'ennesimo che ci tocca subire solo perché l'istituzione del Consiglio regionale non prevede
regole certe e trasparenti per le votazioni, una offesa che fa rabbrividire e che ci avvicina ai paesi del terzo mondo… ma che fa comodo da sempre.
Le porcate si accavallano una sull'altra e così quel provvedimento votato goffamente, improvvisamente, senza discussione, acconciato in tutta fretta, di sicuro viziato, senza padri, si trasformerà in un boomerang.
Sarà cancellato e sarà l'ennesimo passo falso di chi ci amministra.
Ma un'altra ombra grava sulle elezioni: i ricorsi ed il rischio di annullamento delle stesse per una serie di errori e sviste che potrebbero pesare sulla stabilità politica. E così magari tra due anni voteremo ancora…
In tutto questo tempo funestato da scandali continui (quelli manifesti e quelli sottotraccia) non abbiamo potuto registrare un solo sporadico indizio che facesse pensare alla possibilità di cambiare le cose ed abbandonare il lercio dal quale veniamo.
Ogni elettore valuterà in coscienza il da farsi.
Noi vogliamo aggiungere solo un dettaglio, forse secondario.
Il Pd ed il Pdl sono insofferenti al controllo, contrari alla trasparenza, al cambiamento, alla redenzione ed al rinnovamento vero che può portare lo sviluppo di cui ha bisogno l'Abruzzo.
Ormai da 15 giorni questo quotidiano ha lanciato una iniziativa: un manifesto con 7 punti, obiettivi concreti da realizzare in tempi certi e rapidi , non promesse o idee vacue o obiettivi generici. Si tratta di cose a portata di mano che possono nascere con il nuovo governo
regionale e possono contribuire davvero a cambiare le cose, a cambiare il metodo.
Nel manifesto si coagulano 7 punti "fondamentali" della trasparenza e del controllo della vita amministrativa così da dare gli strumenti essenziali ad ogni cittadino per controllare chi amministra ad ogni livello.
In 26 finora hanno formalmente espresso una promessa di impegnarsi pubblicamente per il raggiungimento degli scopi.
Una percentuale infima vista la pletora di candidati che scalpitano per arrivare nelle stanze del potere.
Eppure si scorge nella lista un solo candidato presidente che, dunque, estende la sua volontà di "diritto" ai suoi sostenitori.
Mancano, invece, le promesse esplicite degli altri candidati presidenti che si sono distratti nel tour de force finale della campagna elettorale.
Arriveranno?
Chissà.
L'altro dato che emerge (puntualmente notato dai nostri attenti lettori) è l'assoluta mancanza di esponenti del Pd e Pdl, proprio quelle due più grandi coalizioni che sono state più spesso al potere e che hanno una certa dimestichezza con l'amministrazione pratica.
Eppure tra i due schieramenti c'è davvero tanta gente ma nessuno (tranne eccezioni rarissime) ha sentito il bisogno di impegnarsi per il raggiungimento dei sette punti per amministrazioni limpide.
Anche la loro non adesione è una risposta, questa molto chiara: la trasparenza non la vogliono.
Perché?
Chissà, possiamo solo immaginare e pensare… e sono brutti pensieri.
Altra cosa che emerge dalla lista è che mancano quasi del tutto i politici "navigati", gli attuali amministratori o quelli del passato, non si sa se sottovalutano l'argomento o non ne hanno ancora capito la portata.
Ci sono ancora pochi giorni per aderire al manifesto di Pdn che è solo l'inizio del viaggio anche perché a controllare i sottoscrittori saranno tutti i nostri lettori che giudicheranno chi ha proposto il suo impegno magari in maniera frettolosa, chi, invece, se ne dimenticherà dopo le elezioni, chi proverà di essersi impegnato con atti concreti.
La trasparenza non è un favore che chi amministra concede ai cittadini ma un dovere insito nel servizio che si chiama Democrazia, un diritto costituzionale oggi necessario più che mai.
Ed è forse solo una logica conseguenza scorgere come non sia mai stata affrontata una vera questione morale che è l'altro spinoso argomento dal quale stanno tutti alla larga, proprio come la trasparenza, perché è argomento pericoloso.
Ma anche questo è un dato "pesante" che gli elettori valuteranno.
Tutto come sempre, tutto come se non fosse mai accaduto nulla.
Però chi ha la voglia di leggerci può sapere chi promette oggi di impegnarsi per allargare la democrazia e chi, invece, è insofferente al controllo che di fatto complicherebbe molto il perseverare dei vecchi metodi.
Perché si dovrebbero votare persone che amministrino i nostri soldi che non vogliono essere controllati?
Ecco il senso ultimo della nostra iniziativa: non un velleitario tentativo utopistico ma la condizione per avere una risposta precisa sull'argomento.
Con un sì oppure con un silenzio assolutamente degno di nota.
Buona trasparenza a tutti.


Alessandro Biancardi 11/11/2008 9.52