Stabilizzazione precari. Caporale:«l'emendamento non poteva essere votato»

Alessandro Biancardi

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Stabilizzazione precari. Caporale:«l'emendamento non poteva essere votato»
L'AQUILA. Chi ha votato la stabilizzazione dei precari? «La maggioranza di centrosinistra». * COSTANTINI AI SUOI:«RIPENSATECI» * DAL BLOG ELETTORALE: L'ASSALTO DEGLI OBAMA CLONI * L'INIZIATIVA: CANDIDATO? SOTTOSCRIVI IL MANIFESTO DI PDN PER LA TRASPARENZA
Conoscere i nomi dei singoli che hanno detto sì, però, è praticamente impossibile. E tutti si guardano bene dal dire di aver espresso il proprio voto a favore di un provvedimento super contestato. Anche questo è l'effetto della mancanza di trasparenza amministrativa.
E documenti ufficiali con i nomi dei votanti scritti nero su bianco non ci sono…
Ma che paese è quello in cui un organo democratico come il consiglio regionale non abbia un metodo di rilevazione certo e "scientifico" per registrare le votazioni stesse?
Che paese è quello nel quale qualche consigliere potrebbe far verbalizzare il proprio voto (magari non proprio corrispondente alla realtà) approfittando del grande caos che regna da sempre
nell'organizzazione amministrativa dello stesso consiglio?
Quel paese è l'Abruzzo che deve fare i conti con continue sveltine e "porcate" in sede consiliare. Porcate avallate e possibili solo grazie al permanere di questo stato di "civiltà" delle istituzioni senza trasparenza.
Così nessuno ha mai cercato di istituire uno strumento elementare in grado di registrare in tempo reale quali consiglieri hanno votato, quali no e quali si sono astenuti.
Per fortuna –probabilmente proprio grazie al caos- è stata istituita anche l'anagrafe degli eletti che tra l'altro prevede proprio la specifica di ogni votazione per singolo consigliere.
Come dire bisognerà attrezzarsi d'ora in poi.
Ma è probabile che non tutti si siano accorti della ventata di possibile trasparenza in arrivo.
A L'Aquila tutto è affidato al caso, al buon senso e spesso i verbali vengono redatti con molta calma. Addirittura sono i consiglieri che si devono premurare di far mettere a verbale per esempio che hanno votato contro.
Così di certo hanno votato contro i consiglieri Santroni e Orlando (Rc), La Morgia (Pd), Evangelisti (Mopa). Assenti erano Idv e Melilla (Sd).
Eppure questo stato di cose ha generato il caos nel caos cosicchè da venerdì scorso si sono alternate voci (molte strumentali alla campagna elettorale) di consiglieri che avrebbero votato e altri che non lo avrebbero fatto.
Sta di fatto che finora nessuno ha ammesso esplicitamente di aver votato la stabilizzazione dei precari, provvedimento tanto contestato quanto “precario” esso stesso perché suscettibile di essere cancellato attraverso molte possibili strade.
Altra questione potrebbe essere quella del mancato numero legale che proprio in assenza di strumenti "tecnologici" non viene rilevato in automatico ma ad "occhio".
Cosicchè può accadere che votazioni anche importanti vengano prese in carenza di numero legale perché non chiesta la verifica e dunque non rilevata.
Per fortuna che qualche telecamera c'è sempre…
Questo accade nella Provincia abruzzese.
In questo bailamme qualcuno aveva fatto il nome di Walter Caporale dei Verdi tra i votanti a favore del provvedimento.
Questo perché risulta come primo firmatario dell'emendamento e dunque promotore.
Ma oggi arriva una secca smentita del diretto interessato che afferma di non aver partecipato alla votazione.
«I Verdi non hanno votato l'emendamento», chiarisce oggi Caporale adducendo come prova la “moviola”, «le riprese delle telecamere che seguono i lavori del Consiglio Regionale lo confermano. Il sottoscritto, stupito della rapidità della richiesta di voto, senza discussione, non ha alzato la mano al momento di approvare l'emendamento».
Secondo Caporale «l'emendamento così mal preparato andava modificato, integrato con i pareri dell'Ufficio Legislativo e del Personale poiché come dovrebbe essere ormai noto a tutti, la Finanziaria Nazionale permette la stabilizzazione solo di precari che abbiano i requisiti
previsti e che comunque abbiano superato delle selezioni (concorsi): quindi, non i collaboratori dei gruppi politici che svolgono il loro lavoro per chiamata diretta».
«Nessuna legge approvata dalla Regione potrà mai in alcun modo consentire l'assunzione a tempo indeterminato di personale Co.Co.Co. o con contratti a progetto o per chiamata diretta», continua Caporale, «il mio errore è stato quello di ritenere che questo sarebbe stato il metodo migliore per aiutare le decine e decine di persone, molte con famiglia, che si sono rivolte anche al sottoscritto, piangendo, implorando una rapida soluzione e stabilizzazione che evitasse gli ormai prossimi licenziamenti».
A questo punto potrebbe arrivare la spugna definitiva al provvedimento che sta facendo discutere in questi giorni: quando il primo firmatario e proponente dell'emendamento non partecipa alla votazione l'emendamento decade automaticamente.
Se dovesse essere confermata questa tesi sarà ancora più difficile parlare di stabilizzazione dei portaborse e forse anche degli stessi precari.

10/11/2008 15.33

«MANCAVANO LE FIRME SUFFICIENTI: L'EMENDAMENTO NON POTEVA ESSERE VOTATO»

Sarà l'aria di tensione ma ad ogni minuto sembra venir fuori un motivo per decretare illegittimo il provvedimento.
Secondo Walter Caporale l'emendamento non poteva essere votato «per firme insufficienti».
Secondo l'esponente dei Verdi sulla copia dell'emendamento campeggiava una sola firma, la sua, mentre dovevano essere raccolte almeno altre due firme secondo il regolamento. Firme necessarie per poter porre in votazione l'emendamento stesso.
Eppure con una sola firma il consiglio (probabilmente senza numero legale) avrebbe votato un emendamento che non poteva essere proposto ed in ogni caso a rischio decadenza per la mancata votazione del primo firmatario.
Una situazione sconcertante di disorientamento che sembra offendere ancora una volte le istituzioni più alte della Regione.
«Sono convinto che l'emendamento non poteva essere votato», ha detto Caporale a PrimaDaNoi.it, «sono stato raggirato dai pescecani della politica. La mia firma è stato un errore avrei dovuto ritirarla ma non ho fatto in tempo. E' stata una schifezza».

«E' scandaloso», ha detto Bruno Evangelista (MopA), «che financo in un momento di assoluta emergenza politico-giudiziaria il Consiglio Regionale, senza distinzioni tra centro-destra e centro-sinistra, con la sola eccezione dei colleghi Santroni, Orlando, La Morgia e del sottoscritto, non abbia avuto la sensibilità di evitare un' operazione vergognosa che sotterra definitivamente qualsiasi possibile recupero della questione morale pur tanto opportunamente invocata. Quanto è successo -continua il Consigliere Evangelista- convoca pesantemente alle proprie responsabilità non solo i consiglieri presenti in aula ma anche gli assenti per calcolo o per ipocrisia. A questo punto penso sia doveroso rendere noto da subito, da parte dell'ufficio di presidenza l'elenco dei consiglieri che hanno approvato la legge. Tra refrattari ai temi della trasparenza ed i chiacchieroni della stessa in perenne contraddizione tra enunciati e comportamenti, vi è poco da sperare per un futuro di riscatto della nostra regione. Se poi il provvedimento adottato, come sembra, verrà impugnato dal Governo si dimostrerà con ancora maggiore evidenza che alla scelleratezza dei protagonisti va aggiunta anche, come aggravante, una forte dose di doppio giochismo sulla pelle di giovani che meritano tutto il nostro rispetto».

10/11/2008 18.35