Consiglio regionale. Ennesimo rinvio, scoppia la bagarre, occupata l’aula

Alessandro Biancardi

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Consiglio regionale. Ennesimo rinvio, scoppia la bagarre, occupata l’aula
L'AQUILA. Difficile come un parto plurigemellare. Niente di fatto anche oggi per il Consiglio regionale abruzzese che è stato nuovamente rinviato. Veti incrociati e poste in gioco troppo alte. L'appuntamento è per venerdì prossimo.
Una brutta figura. L'ennesima, consumata dalla politica regionale di fronte a precari e lavoratori che oggi si aspettavano soluzioni concrete. E' finita male la giornata a Palazzo dell'Emiciclo: ancora una volta non si è arrivati ad un accordo e si è rinviato tutto. Tra bracci di ferro, veti incrociati, ricatti ed un sostanziale nulla di fatto con perdita ulteriore di tempo e denaro. C'era il pericolo e la paura di sveltine con emendamenti dell'ultim'ora e la possibile stabilizzazione anche dei portaborse infilati dentro al pacchetto dei precari.
Quando la notizia è stata comunicata dal vicepresidente dell'Assemblea, Nicola Pisegna Orlando, in aula e' scoppiata la bagarre in particolare i precari abruzzesi hanno occupato l'aula consiliare insieme al capogruppo di Sinistra Democratica, Gianni Melilla.
Questa ultima seduta prima delle elezioni viene rimandata ormai da molti giorni e il futuro dei provvedimenti da approvare è tutto in salita.
In Consiglio, dove bisognava discutere la variazione di bilancio, erano presenti anche diverse rappresentanze delle istituzioni culturali abruzzesi che reclamavano il ripristino dei fondi tagliati.
Il Pdci ha gridato alla vergogna: «è una dimostrazione di totale irresponsabilità istituzionale», ha detto Antonio Macera. «Provvedimenti urgentissimi non riescono ad essere neppure discussi. La norma che prevede la possibilità di stabilizzazione dei precari della nostra regione ancora una volta è stata rinviata».
Anche Macera ha occupato simbolicamente l'aula consiliare per manifestare «con ogni forza possibile il senso di indignazione e di rabbia per quanto accaduto».
Il consiglio, convocato alle 12 di stamani, era stato rimandato alle 14 per mancanza del numero legale. Maggioranza e opposizione non sono riusciti a trovare un accordo sulla manovra finanziaria che i consiglieri avrebbero già dovuto approvare nella seduta di ieri e che a questo punto slitta a venerdì prossimo.
Nel primo pomeriggio, l'ex presidente Giovanni Pace (An) si e' molto risentito, per il ritardo, con il presidente del Consiglio Marino Roselli.
Durissimo anche l' intervento del capogruppo di Sd, Gianni Melilla, che ha parlato di «stillicidio che getta discredito sulla politica e sulle istituzioni. Chi e' interessato alla buona politica che profumi di pulito non puo' non prendere atto del baratro istituzionale. Mai - ha aggiunto- eravamo arrivati a una situazione del genere. Con questa variazione dovevamo dare risposta non solo a spese elettorali».
L'assenza della maggioranza dei consiglieri regionali ha impedito l'approvazione del provvedimento pr la stabilizzazione del personale precario della Regione.
«L'assenza di quasi tutti i consiglieri del centrodestra (solo 3 presenti) e l'insufficienza dei consiglieri di centrosinistra (19) - ha detto Melilla- non ha consentito di approvare la norma per la stabilizzazione dei precari. Evidentemente i consiglieri assenti hanno deciso di fare altre cose, magari la campagna elettorale. Ma anche il centrosinistra deve riflettere perche' deve essere autosufficiente e non puo' contare sul soccorso della minoranza. Per questo ho deciso di rimanere in aula occupandola per marcare non solo la solidarieta' ai precari, ma anche per difendere la dignita' della politica e l'autorevolezza del Consiglio regionale ferita dalla leggerezza di chi preferisce la campagna elettorale ai problemi della Regione, primo dei quali, secondo me, e' il precariato dei giovani».
Secondo Pace del provvedimento sui precari se ne poteva fare a meno «perche' ci sono una legge dello stato e determine regionali che consentono al dirigente di risolvere questo problema. Si poteva fare un mese fa e non si e' fatto».
Per Cesare D'Alessandro il consiglio «e' in zona Cesarini. Non abbiamo piu' le condizioni minime per gestire il consiglio regionale».
«Da aprile state giocando con noi e con il nostro futuro» hanno gridato i precari dell'Asl.
Tutto rimandato di qualche giorno.

Sulla situazione delle istituzioni culturali, delle comunità montane e dei lavoratori precari appesi alle decisioni del Consiglio Regionale, si cercherà di fare il punto, per un'azione di intervento congiunta, con la Presidente della Provincia Stefania Pezzopane, domani, 6 novembre, alle ore 17.00 presso la sede di piazza Palazzo.
«Sono indignata, per decenza devo affidarmi agli eufemismi, per quanto ho visto oggi all'Emiciclo» ha affermato la Presidente.
«Un'assemblea che in questo drammatico momento dovrebbe riscattare la dignità della politica oltre che fare gli interessi dei cittadini, ha vigliaccamente glissato per non affrontare il problema. Cittadini alle prese con necessità primarie hanno dovuto assistere ad uno spettacolo pietoso: fughe, distrazioni, ritorsioni politiche, dispetti, veti incrociati ed altre miserie umane. Il Consiglio Regionale ancora una volta ha deluso, nonostante gli impegni assunti. Accordi raggiunti sono stati rinnegati dai sottoscrittori e compromessi da alcuni famelici consiglieri che hanno tentato di inserire alcuni saldi di fine stagione tra le questioni urgenti ed indifferibili.
L'invito è accorato ai membri dell'Assemblea Regionale a tornare venerdì in aula con le mani sulla coscienza e ad approvare il provvedimento giusto, quello che risponde ai bisogni della gente. E' la loro ultima occasione per fare un pezzetto del loro dovere».

05/11/2008 17.35