Portaborse stabilizzato (?), precario esasperato

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Caos in Regione. In Consiglio Regionale di oggi sembra riaffacciarsi l'ombra di un nuovo emendamento per aprire quelle vie d'accesso alle stabilizzazioni dei portaborse.
E nel frattempo continuano a mancare i 5 componenti per il Collegio delle garanzie statutarie.
La seduta del consiglio regionale, l'ultima della legislatura, prevista per le ore 10,30, non è praticamente mai cominciata visto che è stata aperta ma subito aggiornata. Quella prevista per il pomeriggio invece è stata rimandata ancora.
La riunione è incentrata sull'esame della manovra di bilancio nella quale tra le altre cose sono previste le spese, circa sette milioni, per le elezioni anticipate. In un clima di incertezza e tensione, è in corso una riunione tra esponenti della maggioranza di centrosinistra e della minoranza di centrodestra per trovare una intesa sui nodi più importanti, tra cui la questione della stabilizzazione dei precari, il ripristino dei fondi per la cultura e misure per l'edilizia scolastica.
Le proteste arrivano da Rifondazione Comunista e da Pio Rapagnà, promotore dei 5 Referendum regionali, attualmente in sciopero della fame.
«Riteniamo indispensabile che il Consiglio approvi un provvedimento chiaro e senza equivoci» dicono i rappresentanti del Prc «come l'emendamento da noi proposto insieme a molti consiglieri del centrosinistra. E' evidente che il personale a disposizione dei partiti, dei consiglieri e degli assessori ha un rapporto di lavoro fiduciario che cessa con la fine di ogni consiliatura e non può venire assimilato a quello dei lavoratori precari».
Quella che è stata definita «l'ennesima porcata elettorale» deve risolversi nella seduta di oggi martedì «che rappresenta l'ultima occasione», ha ricordato Maurizio Acerbo (Rc), «e non vorremmo che per l'ennesima volta i precari rimanessero vittime dello scontro per spartirsi i saldi di fine stagione».
Non è meno morbido Pio Rapagnà che mette in luce altre stranezze dell'agire delle istituzioni ed ha deciso di impegnarsi in un digiuno «a sostegno della richiesta al Consiglio regionale affinchè prima della sua ultima seduta provveda all'elezione dei 5 compenenti per il collegio per le garanzie statutarie», afferma.
Lo Statuto prevede che solo il Collegio regionale per le garanzie statutarie è incaricato a dare pareri vincolanti agli Organi della Regione, in particolare sull'interpretazione dello Statuto e su ogni altra questione di legittimità dell'azione regionale.
Il Collegio è composto da cinque esperti, di cui uno è indicato dal Consiglio delle Autonomie Locali, eletti dal Consiglio regionale a maggioranza dei tre quarti dei componenti, da scegliere tra :magistrati a riposo della giurisdizione ordinaria, amministrativa o contabile; professori universitari ordinari in materie giuridiche;avvocati con almeno quindici anni di esercizio; esperti in materia di pubblica amministrazione, con quindici anni di esperienza lavorativa.
Inoltre, protesta Rapagnà «in merito allo svolgimento delle elezioni regionali, la L.R. 11 dicembre 2007, n. 42 stabilisce, tra l'altro, che «nel caso di annullamento delle elezioni regionali, il Collegio nomina la Commissione prevista dall'art. 86, comma 2 dello Statuto, composta da tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, sorteggiandoli da una lista di dodici nomi predisposta dal Consiglio regionale e rinnovata ogni cinque anni».

A.G. 04/11/2008 14.55