Assessore Srour: «Per le case popolari si cambia: criteri più equi»

Alessandro Biancardi

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Assessore Srour: «Per le case popolari si cambia: criteri più equi»
«La casa è, e deve continuare ad essere, un diritto da garantire a tutti, partendo dai più bisognosi. Prioritario è rivisitare i redditi di coloro che usufruiscono da anni dell'alloggio popolare e fissare i canoni in base al reddito. Chi non ha reddito è giusto che paghi 0 euro; al contrario, chi ne ha dovrebbe pagare in modo proporzionale a quello che percepisce».
Sono questi i concetti-chiave che l'assessore ai Lavori pubblici e Politica della casa, Mimmo Srour, ha espresso ai commissari delle cinque Ater regionali e al commissario dell'Aret, Giulio Petrilli, nell'incontro convocato per ieri mattina presso la sede dell'Assessorato.
La riunione è stata l'occasione per tracciare le linee-guida della futura riforma della Legge 44 del 1999.
«Normativa, questa - ha detto Srour - che va urgentemente rivisitata».
L'assessore ha difeso il principio della socialità dell'edilizia residenziale pubblica, criticando, invece, nel contempo, la «demagogia» del Governo centrale «che propone - ha sottolineato Srour - di svendere le case popolari senza alcuna progettazione in prospettiva».
L'assessore ai Lavori pubblici ha esortato i convenuti, soprattutto i commissari Ater, a lavorare nell'ottica di dare la casa a chi ne ha maggiormente bisogno.
A dispetto delle difficoltà che le stesse Ater incontrano nelle pratiche quotidiane.
Ma l'incontro odierno è andato oltre. Soffermandosi, ad esempio, sul Fondo sociale della Regione. «Per cinque anni - ha spiegato Srour - è rimasto bloccato ed è arrivato il momento di ripristinarlo, sempre al fine di alleviare i disagi dei più bisognosi».
Pienamente d'accordo sulla strada tracciata dall'assessore i commissari Ater ed Aret che hanno espresso tutta la loro disponibilità per progetti tesi a tutelare le necessità delle componenti sociali più deboli. A conclusione dell'incontro, Srour ha annunciato l'attivazione di un Tavolo regionale partecipato da Ater, Aret, Comuni e sindacati, compresi quelli rappresentativi degli inquilini.
«Tutto ciò - ha motivato - per iniziare le modifiche delle leggi regionali di settore, forte delle esperienze degli ultimi anni, e per eliminare le criticità manifestate nella gestione dell'edilizia economica popolare».
26/01/2006 8.17